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Il CEO del Gruppo Renault avverte di ciò che può accadere se l’Europa non sostiene l’industria automobilistica: “Alla fine, questa industria morirà”.

Il CEO del Gruppo Renault avverte di ciò che può accadere se l’Europa non sostiene l’industria automobilistica: “Alla fine, questa industria morirà”.

L’industria automobilistica europea sta attraversando uno dei periodi più delicati degli ultimi decenni. La transizione verso la mobilità elettrica, la crescente concorrenza internazionale e le difficoltà nel mantenere la redditività stanno mettendo alla prova alcuni dei più grandi produttori del continente. In questo contesto, il massimo responsabile del Gruppo Renault ha lanciato un avvertimento particolarmente severo su ciò che potrebbe accadere se l’Europa non prendesse decisioni urgenti.

François Provost, amministratore delegato di Renault Group, ritiene che il futuro dell’industria automobilistica europea sia in gioco e che le istituzioni comunitarie debbano intervenire per proteggere la sua competitività. In dichiarazioni riportate da Reuters, il dirigente ha spiegato che i mercati finanziari osservano con preoccupazione la possibilità che i produttori tradizionali perdano progressivamente la loro posizione di fronte ai concorrenti internazionali.

In particolare, Provost ha avvertito che gli investitori temono che, se l’Europa non deciderà di sostenere urgentemente l’industria automobilistica, i produttori cinesi continueranno ad aumentare le loro importazioni e, “all’fine, questo settore morirà”. L’esecutivo ha sottolineato la necessità di agire il prima possibile e ha chiesto una risposta alle istituzioni comunitarie: “Ecco perché dico all’Unione Europea che ora è urgente prendere una decisione”.

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Il CEO di Renault chiede misure urgenti per proteggere l’industria europea

Le dichiarazioni del massimo responsabile di Renault arrivano in un momento di crescente preoccupazione tra i principali produttori europei. Volkswagen, Stellantis e Renault stanno cercando di riconquistare la fiducia degli investitori dopo diversi anni caratterizzati da forte pressione sui margini commerciali, ingenti investimenti nell’elettrificazione e cambiamenti negli abitudini di acquisto. Sebbene i loro risultati più recenti abbiano portato un certo sollievo ai mercati, persistono ancora dubbi sulla capacità del settore di ripristinare la propria redditività a lungo termine.

Uno dei principali problemi è la crescente presenza di produttori cinesi sul mercato europeo. Marchi come BYD e Geely hanno sviluppato veicoli elettrici dotati di tecnologie competitive e strutture di costo che costringono i loro concorrenti tradizionali a rivedere le proprie strategie. Secondo i dati raccolti da Reuters, la quota complessiva dei produttori cinesi in Europa superava il 10% a metà del 2026, mentre appena cinque anni prima la loro presenza era praticamente trascurabile.

Questa situazione colpisce in modo particolare i produttori europei di maggiori dimensioni, che devono vendere milioni di veicoli per mantenere redditizie le loro strutture industriali. La transizione verso l’auto elettrica richiede ingenti investimenti in piattaforme, batterie e sistemi elettronici, mentre la concorrenza costringe a contenere i prezzi di vendita. Per le aziende che dispongono di vaste reti di fabbriche e fornitori, trovare un equilibrio tra queste due esigenze è diventato uno dei loro principali sfidi.

Renault Mégane E TECH Fabbrica

In realtà, Volkswagen, Stellantis e Renault da settimane chiedono a Bruxelles misure che favoriscano la produzione di automobili e componenti all’interno del territorio europeo. Tra le proposte in discussione figurano incentivi alla produzione locale e modifiche del quadro normativo per facilitare la transizione tecnologica. L’obiettivo dei produttori è evitare che le nuove esigenze industriali finiscano per indebolire proprio le aziende che devono affrontare gli investimenti più elevati per l’elettrificazione.

La preoccupazione si riflette anche nei mercati finanziari. Philippe Houchois, analista di Jefferies, ha avvertito Reuters che i fondamentali del settore stanno peggiorando a causa della pressione competitiva. Da parte sua, Massimo Baggiani di Niche Asset Management ritiene che al momento sia difficile individuare un fattore in grado di stimolare una ripresa sostenuta dei produttori europei. Queste valutazioni aiutano a comprendere il scenario a cui si riferisce François Provost nelle sue dichiarazioni.

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L’avvertimento di Provost è particolarmente significativo poiché il Renault Group continua a progredire nella sua strategia di elettrificazione. Secondo i risultati ufficiali presentati il 29 ottobre, l’azienda ha registrato ricavi pari a 11.596 milioni di euro nel terzo trimestre del 2026, il 1,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, le vendite mondiali del gruppo sono diminuite del 6%, fermandosi a 497.799 veicoli.

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Il comportamento dei suoi modelli elettrici offre una prospettiva diversa. Nel terzo trimestre, le vendite di automobili completamente elettriche del gruppo sono aumentate dell’84,7% in Europa, arrivando a rappresentare il 25,8% delle sue immatricolazioni di automobili in quel mercato. Se si includono gli ibridi tradizionali e quelli ricaricabili, i veicoli elettrificati hanno raggiunto il 54,9% delle sue vendite europee di automobili, riflettendo l’importanza crescente di queste tecnologie all’interno dell’azienda.

Nonostante questa evoluzione, la crescita delle auto elettriche da sola non garantisce un miglioramento della redditività industriale. I produttori devono affrontare elevati costi di sviluppo e produzione, competendo al contempo con aziende in grado di lanciare nuovi modelli in tempi sempre più ridotti. La necessità di offrire auto elettriche accessibili esercita pressione sui margini di profitto e costringe ad ottimizzare sia le fabbriche che le catene di approvvigionamento.

In questa situazione, l’Associazione Europea dei Produttori di Automobili (ACEA) ha chiesto anch’essa progressi urgenti nella riforma del quadro normativo. L’organizzazione sostiene che gli obiettivi di decarbonizzazione debbano essere accompagnati da condizioni che permettano di mantenere la produzione e l’occupazione in Europa. Il suo presidente, Ola Källenius, massimo responsabile di Mercedes-Benz, ha insistito sul fatto che la transizione verso zero emissioni debba essere conciliata con la sicurezza economica e la competitività industriale.

Pertanto, le parole di François Provost non devono essere interpretate come un’affermazione secondo cui la scomparsa dell’automobile europea sia inevitabile. Il CEO di Renault sta trasmettendo la preoccupazione che percepisce tra gli investitori e avverte di una situazione che ritiene necessario evitare attraverso decisioni industriali e politiche. Il suo messaggio arriva in piena trasformazione di un settore che rimane fondamentale per l’economia europea e che affronta una delle sfide più grandi della sua storia.