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Il CEO di Ford ammette che alcune delle sue auto elettriche non sono redditizie in Europa e parla di Valencia: “Non voglio entrare nei dettagli”

Il CEO di Ford ammette che alcune delle sue auto elettriche non sono redditizie in Europa e parla di Valencia: “Non voglio entrare nei dettagli”

Il CEO di Ford, Jim Farley, ha riconosciuto le difficoltà che l’azienda statunitense sta affrontando per rendere redditizi alcuni modelli elettrici in Europa. Durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre del 2026, il dirigente ha sostenuto le alleanze industriali con Renault e Geely come parte della strategia volta a migliorare i margini, ridurre gli investimenti necessari e sfruttare al meglio la capacità produttiva delle proprie fabbriche.

Le dichiarazioni assumono un’importanza particolare per la Spagna, poiché Farley ha menzionato esplicitamente le strutture di Valencia, Romania e Turchia quando gli è stato chiesto dei piani industriali dell’azienda. Sebbene abbia confermato che Ford continua a lavorare su nuove opportunità per questi centri, ha evitato di specificare quali decisioni stiano essere valutate, in un momento in cui lo stabilimento di Almussafes a Valencia si prepara per una nuova fase caratterizzata dal suo accordo di collaborazione con il produttore cinese Geely.

Il massimo responsabile di Ford ha inoltre riconosciuto che la pressione sui profitti non riguarda soltanto le auto elettriche. Il business europeo dei veicoli commerciali sta affrontando difficoltà, sebbene l’azienda affermi di disporre di un piano per migliorare i propri risultati a partire dal prossimo anno. Queste dichiarazioni contrastano con l’andamento dell’intero gruppo, che è riuscito ad aumentare il proprio utile operativo adjusted nel terzo trimestre.

Jim Farley cerca di guidare Ford verso una nuova era elettrica molto più competitiva.

Ford riconosce le difficoltà delle sue auto elettriche in Europa

Durante la conferenza con gli analisti, uno dei partecipanti ha chiesto riguardo all’alta capacità di produzione disponibile in Europa, alla crescente concorrenza da parte dei produttori cinesi e alla possibilità che Ford dovesse adottare misure aggiuntive per adeguare le proprie strutture industriali.

Nella sua risposta, il CEO ha spiegato che la situazione in Europa è diversa da quella degli altri mercati a causa, tra le altre cose, delle normative riguardanti i veicoli elettrici e dell’eccesso di capacità produttiva esistente. Di fronte a questa situazione, Farley si è mostrato convinto che Ford disponga di una strategia adeguata per migliorare la redditività dei propri modelli grazie agli accordi con Renault e Geely.

Il dirigente ha spiegato che queste collaborazioni richiedono investimenti di capitale relativamente ridotti e permettono di raggiungere livelli di costi più competitivi. Il loro obiettivo è utilizzare questi vantaggi per modificare l’offerta di veicoli elettrici del produttore e sostituire i modelli che attualmente non offrono i risultati economici desiderati.

Ford Geely Valencia

In particolare, Farley ha sottolineato che tali accordi permetteranno a Ford di “sostituire automobili elettriche non redditizie con altre che offrono prospettive di profitto molto migliori”. Si tratta di una delle affermazioni più significative del suo intervento, poiché riconosce apertamente che parte della sua attuale strategia elettrica in Europa deve essere corretta per raggiungere gli obiettivi economici dell’azienda.

Anche Ford Pro, la divisione dedicata ai veicoli commerciali e ai servizi per le aziende, è soggetta a pressioni. Farley ha ammesso che esiste una notevole pressione negativa sui profitti di questo business in Europa, soprattutto nel contesto della transizione dei furgoni verso la motorizzazione elettrica. Tuttavia, ha affermato che l’azienda sta preparando una soluzione per il 2027 che ritiene promettente, sebbene non abbia fornito dettagli sufficienti per identificare nuovi modelli o decisioni di produzione.

Il CEO di Ford evita di specificare le opportunità industriali per Valencia

L’intervento più rilevante per l’industria spagnola è arrivato quando l’analista ha chiesto se le collaborazioni con Geely, Renault e Volkswagen sarebbero state sufficienti per adeguare la capacità industriale europea di Ford. La questione riguardava direttamente il futuro dei suoi centri di produzione e l’utilizzo delle strutture, che devono essere adattate alla nuova strategia del produttore.

L’accordo tra Ford e Geely ad Almussafes porterà ad un aumento della produzione e degli posti di lavoro, nonché al lancio di un nuovo SUV.

Farley ha evitato di anticipare decisioni e ha affermato: "Al momento non voglio entrare nei dettagli, se non il fatto che stiamo lavorando alle opportunità a Valencia, in Romania e in Turchia". In seguito ha sottolineato che Ford mantiene pienamente il proprio impegno a creare un’attività redditizia in Europa, assicurando che l’azienda da diversi anni sta lavorando a un piano che ha definito molto ambizioso.

La menzione di Valencia ha un significato speciale dopo l’accordo raggiunto il 23 luglio scorso tra Ford e Geely per creare una società joint venture legata allo stabilimento di Almussafes. L’operazione, approvata senza condizioni dalle autorità cinesi, prevede una partecipazione del 66% per Ford e del 34% per il produttore asiatico, con l’obiettivo di condividere risorse industriali e migliorare la competitività dei veicoli prodotti in Spagna.

Secondo i piani ufficialmente comunicati dalle due aziende, la nuova società dovrebbe iniziare a operare nel primo semestre del 2027. La sua strategia prevede la produzione di cinque modelli nelle strutture valenciane: l’attuale Ford Kuga, un nuovo crossover multienergia di Ford, un SUV compatto appartenente alla famiglia Bronco e due SUV elettrici di Geely. L’arrivo dei nuovi veicoli è previsto a partire dal 2028.

Questa collaborazione permetterà di sfruttare al meglio la capacità disponibile di Almussafes, condividere i volumi di produzione tra le due aziende e ridurre i costi per unità. Per Ford rappresenta inoltre un modo per ampliare la propria offerta europea senza dover assumersi da solo tutti gli investimenti necessari per sviluppare nuovi modelli e tecnologie.

Tuttavia, Farley non ha annunciato durante la conferenza nuovi veicoli per Valencia, ulteriori investimenti né modifiche concrete del personale. La sua menzione delle opportunità industriali deve essere interpretata all’interno di una strategia ancora in fase di sviluppo, riguardo alla quale il produttore non ha voluto fornire ulteriori dettagli.

Ford migliora i propri profitti globali

La situazione del business europeo contrasta con i risultati complessivi presentati da Ford. Nel terzo trimestre del 2026, l’azienda ha registrato ricavi pari a circa 49,5 miliardi di dollari, circa il 2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante questa riduzione dei ricavi, il suo utile operativo adjusted ha raggiunto i 2,7 miliardi di dollari, segnando così un aumento del 3% su base annua.

L’azienda ha registrato anche un flusso di cassa libero adjusted di 4,7 miliardi di dollari nel trimestre e ha aumentato il limite inferiore delle sue previsioni per l’utile operativo adjusted per l’intero anno 2026. Ford prevede di chiudere l’esercizio con un risultato compreso tra 10,5 e 11 miliardi di dollari, grazie alla solidità di alcuni dei suoi veicoli più redditizi e alla crescita delle sue attività di servizi e finanziamenti.

Ford Capri

Farley ritiene che una delle chiavi per migliorare i risultati futuri sia ridurre l’investimento necessario per sviluppare nuove automobili e concentrare le risorse su prodotti che possano essere commercializzati con margini sufficienti. In Europa, ciò implica rivisitare la strategia elettrica, sfruttare le alleanze con altri produttori e adattare la capacità industriale alla reale domanda di mercato.

In questo contesto, la collaborazione con Geely assume un’importanza strategica per Almussafes. Il gruppo cinese fornisce esperienza tecnologica e possibilità di condividere piattaforme e componenti, mentre Ford dispone di una struttura produttiva consolidata e di una rete commerciale europea. Entrambe le aziende confidano che questa combinazione permetta di sviluppare veicoli più competitivi e rafforzare l’attività industriale dello stabilimento spagnolo.

L’azienda statunitense insiste sul fatto che il suo obiettivo non sia abbandonare l’Europa, bensì trasformare la propria presenza nel continente per ripristinare la redditività. Le dichiarazioni di Jim Farley confermano che Valencia fa parte di questo processo, sebbene lascino anche aperta una questione: quali nuove decisioni industriali potrebbe adottare Ford per completare la sua strategia europea nei prossimi anni.