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Il CEO di Bugatti vuole “scommettere sulla leggerezza e sulla semplificazione” tornando indietro di 20 anni: propone un V16 senza componenti elettrici e con un cambio manuale tradizionale

Il CEO di Bugatti vuole “scommettere sulla leggerezza e sulla semplificazione” tornando indietro di 20 anni: propone un V16 senza componenti elettrici e con un cambio manuale tradizionale

02/11/2026 08:00

Aggiornato a

02/11/2026 08:00

Bugatti ha abbandonato il suo enorme motore W16 per adottare una soluzione ibrida, basata su un motore V16 a aspirazione naturale, nel modello Tourbillon; tuttavia, in futuro il marchio potrebbe seguire una direzione completamente diversa: Mate Rimac, il suo CEO, intende ripristinare in parte la filosofia delle auto sportive classiche attraverso un hypercar più leggero, meno complesso e dotato di cambio manuale.

La nuova fase di Bugatti, a seguito dell’acquisizione dell’intera marca da parte di Rimac Group e di un consorzio di investitori, apre la strada all’esplorazione di progetti che si discostano dalle formule tradizionali dei grandi produttori. “Ora, grazie alla libertà che deriva dal fatto che l’azienda sia indipendente da qualsiasi produttore di automobili, possiamo pensare davvero a lungo termine e realizzare progetti audaci. E faremo molte cose straordinarie”.

BUGATTI tourbillon laterale

Un Bugatti con cambio manuale

Il dirigente ritiene che il Tourbillon debba essere considerato come una piattaforma su cui costruire diverse proposte, e non come un veicolo isolato. “Data la situazione attuale, non sarà l’ultimo che realizzeremo”, commentava, e, quando gli è stato chiesto direttamente se fosse possibile aggiungere una trasmissione manuale convenzionale, ha risposto senza mezzi termini: “Certo. Assolutamente!”.

L’idea non consiste soltanto nel sostituire la trasmissione automatica con una leva del cambio: Rimac prevede anche di ripristinare le sensazioni di guida delle Bugatti storiche, caratterizzate dalla loro leggerezza e agilità. Quando gli è stato chiesto se fosse possibile creare un’auto ispirata a quei modelli precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, l’imprenditore ha sostenuto che “il Tourbillon, così com’è ora, ha molto senso come successore del Chiron. È un’auto incredibile”, pur ammettendo allo stesso tempo che “mi chiedo: cosa riserverà il futuro a Bugatti e cosa sarebbe interessante fare? Credo che la chiave stia nella leggerezza e nella semplificazione”.

Questo significherebbe un cambiamento di paradigma che lo stesso Rimac rappresenta in modo piuttosto chiaro: “Invece di un ‘colpo duro’, si potrebbe creare qualcosa di più stimolante, che torni alle origini, più simile allo stile del Type 35? Ci sono tantissime idee”, commenta a TopGear.

La base tecnica già esiste

Bugatti non dovrebbe partire da zero per sviluppare questo concetto, poiché il Tourbillon è dotato di un motore V16 a aspirazione naturale da 8,3 litri sviluppato da Cosworth, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione e otto marce. Il suo sistema ibrido include una batteria da 25 kWh e due motori elettrici sull’asse anteriore. L’insieme raggiunge 1.800 CV con un peso di 1.995 chili.

Se l’obiettivo è creare un modello più leggero, basterebbe semplicemente eliminare i componenti che aggiungono peso in eccesso, ovvero tutto ciò che riguarda il sistema ibrido, anche se il prezzo da pagare sarebbe una riduzione di uno o due livelli in termini di prestazioni.

Eliminare la batteria e i motori elettrici, oltre alla pesante trasmissione automatica, permetterebbe di ridurre di circa 300 chilogrammi. Rimarrebbe comunque un modello di quasi 1.700 chilogrammi, quindi non è certo leggero, ma il risparmio sarebbe notevole. Lo svantaggio è che il V16 mantenerebbe da solo circa 986 CV, una potenza ancora tipica di un hypercar di primo livello, ma che rappresenta quasi la metà di quella del Tourbillon. Il lato positivo è che le prestazioni sarebbero un po’ più semplici da gestire da parte del conducente tramite la scatola di cambio manuale.