Una grande piattaforma tedesca porterà automobili cinesi in Europa. Xiaomi annuncia di voler competere, ma la legge lo permette.

La piattaforma online tedesca Autohelden ha annunciato di voler avviare in Germania e in tutta Europa la vendita di automobili di marchi come Zeekr, Jetour, Avatr e Xiaomi, secondo quanto riportato dalla rivista settimanale automobilistica tedesca Automobilwoche. Xiaomi protesta, sostenendo di aver “già avviato azioni legali per vietare l’importazione”, tuttavia il diritto dell’Unione prevede un’esenzione che potrebbe ostacolare le attività dell’azienda cinese finché non venderà i propri veicoli nel Vecchio Continente.
L’“omologazione ridotta” dell’UE: il modo per importare su piccola scala
La legislazione in vigore nell’Unione Europea prevede diversi tipi di omologazione per le automobili importate da altri paesi. L’omologazione “completa” (EU-WVTA) consente la vendita senza limiti, ma è molto costosa e richiede test per le radiazioni elettromagnetiche, la sicurezza (test di collisione completi) nonché la presenza di sistemi di assistenza alla guida. Se un’auto cinese esposta in concessionaria non dispone dei test di collisione Euro NCAP, possiamo presumere che non abbia nemmeno l’omologazione completa, poiché al distributore, ad esempio, non conviene investire i soldi necessari per ottenerla.
Alcune aziende che cercano di vendere modelli di marchi cinesi li importano in Europa grazie all’omologazione semplificata, “minore”. Grazie a questa non devono rispettare le norme di sicurezza più recenti, tuttavia il numero totale dei veicoli è limitato a circa 1.500 unità per l’Unione o a un numero simile nel paese membro scelto. Anche se l’importatore è astuto e fornisce ogni capacità della batteria e tipo di propulsione come modello separato – l’omologazione parziale permette questa opzione invece della certificazione per modello – nel caso di un prodotto come Xiaomi il numero non supererà probabilmente le 10.000 unità per il modello specifico.

Anche classificando tutti i modelli Xiaomi in “tipi”, l’importatore non sarà in grado di fornire più di circa 10.000 unità del modello scelto, poiché per ogni combinazione di motore e capacità della batteria è prevista al massimo una quantità di 1.500 veicoli (c) Xiaomi China
Sembra che per Autohelden questa sia una quantità sufficiente. L’azienda afferma che l’intera catena di approvvigionamento è già stata ottimizzata e “si trova nelle fasi finali di preparazione”, visto che in Europa operano da 80 a 100 concessionari. L’azienda prevede di vendere nel primo anno circa 50.000 automobili [di marchi diversi] sul Vecchio Continente, di cui un terzo in Germania (fonte). Si tratta di un valore enorme: anche gli importatori ufficiali puntavano solitamente a un massimo di alcune centinaia di unità per modello, mentre il loro sogno era raggiungere da poche a alcune decine di migliaia.

Autohelden intende importare il Xiaomi SU7 e il YU7 in tutte le versioni, il Zeekra 8X e 9X, l’Avatra 06, 07, 11 e 12, nonché il Jetour Dashinga, X70 e T2. Non è chiaro se questi piani non entreranno in conflitto a livello dell’Unione Europea con l’attività del polacco Asian Automotive Distribution Center (AADC), che a sua volta apprezza i modelli Jetour. Senza parlare del proprietario del portale CarNewsChina, che a sua volta importa in Europa le auto Xiaomi. È noto però che il produttore si distanzia fermamente dall’importatore tedesco e annuncia azioni legali per fermare l’afflusso di automobili.
Xiaomi prevede di entrare in Europa nel 2027.

Grafica promozionale del modello Jetour Dashing (c) Jetour Global
Note della redazione di Elektrowozu: la situazione è in fondo interessante. Si può essere indignati, tuttavia le leggi dell’Unione europea concedono a Xiaomi un certo margine di manovra. E se Autohelden avvierà una rete di assistenza e garanzia, tra un anno potrebbe diventare l’azienda preferita dalle imprese cinesi per quanto riguarda i punti vendita. Molte fortune sono nate proprio in questo modo, quando in Polonia si è verificata la trasformazione istituzionale – perché all’improvviso si è scoperto che un officina specializzata era migliore di un garage consigliato da un’agenzia.
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