Donut Lab: I nostri cellule sono bipolari. Leggi: Toyota ha perso la gara

Donut Lab ha fornito i propri cellule all’organizzazione indipendente di test Intertek per poter pubblicare un rapporto sulla loro struttura. Da esso risulta che stiamo osservando le prime cellule Li-ion bipolari, pronte, secondo Donut Lab, per la produzione su larga scala. La loro densità energetica è circa 1/3 più alta rispetto alle buone cellule Li-ion con catodi ad alto potenziale ed elettroliti liquidi (Li-NCx), essendo pari a 0,4093 kWh/kg e 0,8047 kWh/l.
Donut Lab: Ecco un’altra sorpresa! Il resto del mondo: Uff…
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Donut Lab: Ecco un’altra sorpresa! Il resto del mondo: Uff…
Celle bipolari: cos’è e perché sono migliori
Donut Lab contro Toyota
Mezzo anno fa avrebbero dovuto iniziare ad arrivare tra i clienti le prime motociclette Verge TS Pro dotate di batterie realizzate con cellule Donut Lab a elettrolita solido. Quando lo startup finlandese non è riuscito a rispettare le scadenze di consegna, Verge ha iniziato gradualmente a posticipare la data prevista per la ricezione delle motociclette di un quadrimestre rispetto alla data attuale. Al momento della pubblicazione di questo articolo, la consegna è “stimata” per il quarto trimestre del 2026 e l’autonomia massima riguarda le corse in città. Non sorprende quindi che anche i media abbiano perso la pazienza. Donut Lab non è Elon Musk: poche persone hanno l’energia per essere tolleranti.

Celle bipolari: cos’è e perché sono migliori


Le cellule di Donut Lab dopo il test di penetrazione, smontate per mostrare i vari strati. Si notano le diverse layer (c) Intertek, su incarico di: Donut Lab, fonte
Questa struttura permette di ottenere, ad esempio, 7,4 volt da un singolo cella (=un unico involucro o una singola bustina), invece di 3,7 volt. Sono necessarie meno celle per raggiungere la stessa tensione del pacchetto, il che significa che possiamo eliminare almeno un involucro su due delle celle. La capacità rimane invariata, poiché al posto di due celle con un rotolo strettamente avvolto ne abbiamo una con elettrodi multistrato. L’eliminazione di un involucro su due (-50 percento) rappresenta un risparmio notevole, soprattutto nel caso di celle cilindriche o parallelepipediche, dove vengono utilizzati cilindri metallici o plastica spessa per impedire il gonfiamento delle celle.
Gli strati nelle celle smontate di Donut Lab mostrano i loro diversi colori (=contenuti differenti). Nel mondo delle celle Li-ion si tratta di un aspetto piuttosto insolito, poiché le celle classiche sono monopolari, costituite da lunghi fogli o rotoli di sostanze compresse tra loro (c) Intertek, su incarico di Donut Lab.
I produttori di auto elettriche hanno rinunciato alla gara per l’ottimizzazione delle celle Li-ion; alcuni di loro hanno ritenuto che il marketing basato su un elettrolita fisso fosse più efficace. L’unico produttore che prometteva ottimizzazioni basate su celle bipolari era Toyota. Il gruppo giapponese già nel 2026 o 2027 (illustrazione sottostante) prometteva celle bipolari con elettroliti liquidi e chimica LFP, in grado di garantire un’autonomia superiore a 600 chilometri. Si trattava di una mossa piuttosto audace, visto che al momento della pubblicazione della tabella sottostante (anno 2023) le celle bipolari erano ancora in fase di prototipi preliminari.

Il peggio è che la startup finlandese Donut Lab ha annunciato all’improvviso di disporre di prototipi funzionanti di cellule bipolari ed essere pronta per la loro produzione su larga scala, con una capacità di 1 GWh all’anno.
Nota della redazione di Elektrowozu: è positivo vivere in un’epoca in cui le startup sfidano le grandi aziende con budget illimitati – e vincono! Oggiamo a Donut Lab con lo stesso scetticismo mostrato verso QuantumScape, ma auguriamo alla società successo nella collaborazione con Toyota
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