Dieci anni dopo il suo fallimento, questo produttore cinese torna a produrre auto elettriche in Europa


Dieci anni dopo aver chiuso il suo primo stabilimento in Bulgaria, la Great Wall Motor sta per tornare nel paese. L’azienda cinese intende assemblare lì il suo nuovo SUV Ora 5 a partire dal 2027, con una capacità produttiva di 50.000 veicoli all’anno.
Come sicuramente avrete notato, le aziende cinesi stanno aumentando i progetti industriali nel Vecchio Continente. Dopo BYD, Chery, Leapmotor (in collaborazione con Stellantis) e XPeng (con Magna Steyr), anche la Great Wall Motor vuole rafforzare la propria presenza in Europa. Tuttavia, a differenza dei concorrenti, il gruppo ha già sperimentato le difficoltà legate all’insediamento locale. Per il suo ritorno, ha scelto un paese che in passato non gli è stato particolarmente favorevole.
Great Wall Motor torna dove tutto si era fermato
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Non è la prima volta per Great Wall. Tra il 2012 e il 2016, il costruttore produceva già veicoli in questa regione con il suo partner Litex Motors. Lì venivano assemblati SUV Hover H5 e H6, nonché pick-up Steed 5, utilizzando componenti importati dalla Cina. Tuttavia l’impresa si è conclusa prematuramente a causa della mancanza di mercati sufficienti e delle difficoltà finanziarie del partner.
Questa volta, Great Wall intende lanciare la versione elettrica del suo SUV compatto Ora 5. Assemblaggio che inizialmente si baserà su kit parzialmente montati in Cina, anche se alcuni componenti saranno forniti localmente fin dal lancio. Potrebbero seguire altre motorizzazioni e modelli.
Sovvertire le tasse europee?
La scelta della Bulgaria risponde anche a una logica economica. Le auto elettriche di Great Wall importate dalla Cina sono attualmente soggette a una sovrattassa europea del 20,7%, che si aggiunge ai soliti 10% di dazi doganali. Una produzione locale potrebbe permettere di ridurre questa esposizione, a condizione di rispettare le regole applicabili ai veicoli assemblati a partire da kit importati.
Great Wall non intende fermarsi qui. Il gruppo vuole produrre 300.000 veicoli all’anno in Europa entro il 2029, un obiettivo menzionato lo scorso anno da uno dei suoi dirigenti. GMW prevede di creare veri e propri “parchi industriali”, ovvero siti in grado di ospitare fabbriche automobilistiche e impianti per la produzione di componenti. La sede in Bulgaria potrebbe quindi essere solo la prima tappa di un progetto molto più ampio.
Tuttavia la sfida sarà soprattutto commerciale. Nel 2025 Great Wall ha venduto soltanto 3.500 veicoli in Europa, con una diminuzione di quasi il 30%. Il gruppo punta però a raggiungere 60.000 vendite già dal 2027 e a conquistare una quota di mercato compresa tra il 3% e il 5% entro il 2030.
Dieci novità in arrivo
Per raggiungere questo obiettivo, il costruttore prevede almeno dieci nuove versioni o varianti nei prossimi due anni, con una gamma che combina modelli elettrici, ibridi e a combustione interna. Il suo centro di ricerca di Monaco, aperto nel 2021, dovrà inoltre contribuire ad adeguare i futuri modelli alle aspettative europee. Sarà necessario inoltre accelerare la presenza su nuovi mercati, tra cui la Francia…
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