Quanto dura la batteria di un’auto elettrica: cosa dicono i dati reali

La domanda sorge prima o poi quando qualcuno pensa di acquistare un’auto elettrica: quanto durerà la batteria e cosa succederà quando sarà il momento di sostituirla? È una preoccupazione comprensibile, visto che si tratta di uno dei componenti più costosi dell’auto. Il problema inizia quando si presuppone che tale sostituzione avvenga inevitabilmente dopo cinque, otto o dieci anni, come se fosse inclusa nel calendario di manutenzione.
La batteria non ha una data di scadenza comune per tutte le auto elettriche. La sua durata dipende dal design, dalle condizioni di utilizzo e dall’età che ha raggiunto. Dipende anche da qualcosa di molto più quotidiano: quanta autonomia si vuole mantenere affinché l’auto rimanga utile. Perdere parte della capacità può risultare fastidioso per chi viaggia costantemente e poco influisce su chi effettua spostamenti brevi.

Uno degli analisi più complete disponibili è quella pubblicata da Geotab nel 2026, basata su dati di oltre 22.700 auto e altri modelli elettrici appartenenti a 21 marchi diversi. La perdita media di capacità della batteria è risultata del 2,3% all’anno. Si tratta di una media relativa al gruppo studiato, non del percentuale che ogni singola auto acquistata perderà necessariamente.
L’azienda stessa prevede una conservazione del 81,6% della capacità iniziale dopo otto anni. Vale la pena soffermarsi sulla parola “prevede”: non significa che sia stata monitorata per tutto quel periodo tutti i veicoli del campione. Inoltre non permette di tracciare una linea sul foglio e indicare l’anno esatto in cui una batteria smetterà di funzionare.
Per capire cosa significhi una perdita di capacità, possiamo fare un calcolo semplice. Un’auto con 60 kWh utili che conservasse il 90% disporrebbe di circa 54 kWh. Se mantenesse un consumo di 15 kWh/100 km, la sua autonomia teorica passerebbe da 400 a 360 km. Si tratta di un esempio calcolato nelle stesse condizioni, ma permette di mettere il deterioramento in prospettiva: c’è ancora abbastanza autonomia da utilizzare.
Abbiamo anche prove sul campo che aiutano a superare le semplici stime. L’ADAC tedesco utilizza dal 2021 un Volkswagen ID.3 Pro S dotato di batteria da 77 kWh. Nell’aggiornamento di luglio 2026, dopo aver percorso oltre 220.000 km in cinque anni, lo stato di salute misurato della batteria era dell’89%. L’organizzazione indica una tolleranza di ±3 punti percentuali per il test utilizzato.

Anche l’uso non era stato particolarmente attento. L’auto veniva talvolta caricata al 100% per lasciarla pronta per il conducente successivo, e a volte rimaneva parcheggiata in quello stato. Si tratta di un risultato positivo per un modello specifico, non di una garanzia per tutti gli ID.3. Inoltre, percorrere molti chilometri in cinque anni non riproduce l’invecchiamento di un’auto che impiega quindici anni per coprire quella stessa distanza.
Anche il modo in cui vengono testate le batterie sta cambiando. Un studio del centro SLAC-Stanford, pubblicato su Nature Energy a dicembre 2024, ha rilevato che i profili di utilizzo più simili alla guida quotidiana possono prolungare la durata rispetto ai test convenzionali di scarica continua. Le accelerazioni, le ricariche energetiche e le pause introducono condizioni che un test ripetitivo non riesce a replicare in modo equivalente.
Questo non significa che possiamo aggiungere automaticamente il 40% di durata a qualsiasi batteria, né che sappiamo già quanto dureranno tutti i modelli attuali. Lo studio fornisce un motivo per migliorare le previsioni in laboratorio. Per conoscere la durata completa di una generazione di auto è necessario anche qualcosa che nessuna simulazione può sostituire completamente: lasciare che passino gli anni.
La garanzia della batteria non indica quando sostituirla

Un’altra confusione comune è interpretare gli otto anni di garanzia come la durata prevista della batteria. Basta osservare il funzionamento delle coperture assicurative per capire la differenza. Tesla, ad esempio, stabilisce per il Model 3 RWD e il Model Y RWD otto anni o 160.000 km, a seconda di ciò che si verifica per primo, con un mantenimento minimo del 70% della capacità durante tale periodo.
Quel percentuale è una condizione della garanzia, non un ordine di sostituzione non appena il veicolo raggiunge tale limite. Non significa nemmeno che il produttore si aspetti che tutte le unità raggiungano esattamente quel livello. Una volta trascorso il termine o il chilometraggio previsto, cambiano le condizioni economiche relative a determinati problemi; il veicolo può continuare a funzionare con la batteria che aveva al momento della consegna.
Inoltre, degrado e guasto non sono la stessa cosa. Il degrado descrive la perdita della capacità di immagazzinare energia, mentre un guasto richiede l’identificazione di un malfunzionamento e non può essere diagnosticato semplicemente osservando la distanza indicata sul display. Allo stesso modo, mantenere un’alta capacità non equivale a disporre di una garanzia che nessun componente possa guastarsi in futuro.

I dati rilevanti per valutare l’usura sono lo stato di salute della batteria, noto come SoH. Non bisogna confonderlo con la percentuale di carica: una batteria invecchiata può indicare il 100% dopo essere stata collegata alla presa, anche se ne contiene meno energia rispetto a quando era nuova. Per acquistare un’auto usata, è utile conoscere come è stata effettuata la misurazione e quali ne siano i limiti, oltre a verificare il suo storico.
Per quanto riguarda le abitudini, Geotab riscontra una correlazione tra l’uso frequente della ricarica rapida ad alta potenza e un maggiore degrado. Ciò suggerisce di utilizzare la ricarica domestica quando è possibile farlo nella routine quotidiana, senza trasformare ogni sosta lungo la strada in motivo di preoccupazione. I risultati sono medi dei gruppi con abitudini diverse, non una previsione individuale.
Per stabilire i limiti di carica o per lasciare l’auto ferma per settimane, la fonte di riferimento deve essere il manuale della specifica versione. Le raccomandazioni possono variare in base alla batteria e al suo sistema di gestione elettronica. Tesla, ad esempio, indica nella sua documentazione un livello approssimativo del 50% per periodi prolungati senza utilizzo e consiglia di mantenerla collegata alla presa se possibile. Non è opportuno applicare automaticamente questa indicazione a qualsiasi altro modello.
Per quanto tempo, dunque, continuerà a funzionare? I dati permettono di escludere che il cambio della batteria dopo cinque o otto anni sia una regola generale, ma non è possibile stabilire una durata universale. Quando si valuta un acquisto, è più utile verificare la capacità disponibile, l’area di copertura e l’autonomia di cui si ha bisogno piuttosto che cercare una cifra intera. Il ottavo anniversario dell’auto non rappresenta una data obbligatoria per sostituire il pacchetto batteria.