← Torna alle notizie
Mercato

La Corea riesce a produrre idrogeno verde fino al 99% più economicamente grazie all’elettrolisi dell’acqua con elettrodi che non richiedono metalli nobili.

La Corea riesce a produrre idrogeno verde fino al 99% più economicamente grazie all’elettrolisi dell’acqua con elettrodi che non richiedono metalli nobili.

29/10/2026 13:30

Aggiornato a

29/10/2026 13:30

Un team di scienziati della Corea del Sud ha sviluppato degli elettrodi in grado di produrre idrogeno verde in modo più efficiente, utilizzando materiali molto più economici rispetto a quelli comunemente impiegati. Questo progresso, ottenuto da ricercatori dell’Istituto di Ricerca Energetica della Corea (KIER), permette di fare a meno di metalli preziosi come il platino e il rutenio, il cui elevato costo rende più costosa la produzione degli strumenti necessari.

Secondo i ricercatori, i nuovi elettrodi riducono del 99% il costo dei materiali utilizzati, quindi potrebbero aiutare a ridurre i costi di produzione dell’idrogeno su larga scala.

elettrodi per idrogeno verde 1

Un processo con metalli più economici

L’idrogeno verde si ottiene separando l’acqua in idrogeno e ossigeno grazie all’elettricità proveniente da fonti rinnovabili, come l’energia solare o eolica. Questo processo, noto come elettrolisi, permette di produrre un combustibile senza generare emissioni di anidride carbonica durante la sua produzione, purché venga utilizzata elettricità rinnovabile.

Tuttavia, produrlo in questo modo rimane costoso, principalmente perché le attrezzature necessitano di materiali in grado di accelerare le reazioni chimiche che consentono di separare l’acqua. Finora, una delle soluzioni più efficaci è stata l’utilizzo di metalli come il platino e il rutenio, ma i loro prezzi rendono difficile la realizzazione di sistemi più accessibili e, di conseguenza, l’espansione dell’utilizzo di questa tecnologia.

Per risolvere questo problema, i ricercatori sudcoreani hanno creato degli elettrodi che combinano nichel e cobalto, due materiali molto più economici. Secondo i dati dello studio, un grammo di platino costa circa 58 dollari e uno di rutenio circa 54 dollari. In confronto, il nichel costa intorno a 0,02 dollari al grammo e il cobalto circa 0,05 dollari.

Kyung-Soo Kang, ricercatore principale dello studio, spiega: “Questa ricerca dimostra che gli elettrodi senza metalli nobili possono raggiungere prestazioni e durata di primo livello mondiale nell’elettrolisi alcalina dell’acqua. Questa tecnologia aprirà la strada all’autosufficienza nazionale nei materiali essenziali per l’elettrolisi alcalina, che fino ad ora è stata fortemente dipendente dalle importazioni, e contribuirà, in definitiva, a ridurre i costi di produzione dell’idrogeno verde”.

Il sistema è più efficiente e consuma meno energia

L’innovazione non consiste soltanto nel sostituire alcuni materiali con altri, ma nel combinarli in modo che lavorino insieme per migliorare il processo. I nuovi elettrodi contengono ossido di nichel, che aiuta a separare le molecole d’acqua, e una lega di nichel e cobalto, che facilita la produzione di idrogeno. In questo modo si riesce ad accelerare la reazione senza dover ricorrere a metalli preziosi.

I risultati ottenuti mostrano che il sistema è in grado di produrre idrogeno con un rendimento paragonabile a quello degli elettrodi di platino, ma richiede molta meno energia aggiuntiva per farlo. Nei test effettuati, l’elettrodo convenzionale di platino ha necessitato di una sovratensione di 56,5 millivolt, mentre il nuovo materiale ha richiesto soltanto 22,7 millivolt per raggiungere lo stesso livello di produzione. In termini semplici, ciò significa che il nuovo elettrodo può ottenere lo stesso risultato con uno sforzo elettrico notevolmente minore.

Gli scienziati hanno anche verificato che questa tecnologia funziona su dispositivi di dimensioni maggiori, poiché una cella di elettrolisi con un diametro di 8,7 centimetri, dotata dei nuovi elettrodi, ha consumato il 11% in meno di tensione elettrica rispetto a un’altra cella convenzionale basata sul nichel. Inoltre, ha mantenuto un funzionamento stabile dopo 600 cicli di accensione e spegnimento.

Hyun-Jun Lee, co-direttore del progetto, ha dichiarato: “Abbiamo verificato con successo la fattibilità di ampliare questa tecnologia producendo elettrodi di grandi dimensioni, con un diametro di 40 centimetri, e attualmente stiamo ottimizzando il processo per la sua produzione su larga scala a scopo commerciale. In futuro, le nostre ricerche si concentreranno sull’aumentare la superficie degli elettrodi fino a 5.000 centimetri quadrati, al fine di implementarli in sistemi di elettrolisi alcalina su scala megavatio”.