Destinate a fondersi: Tesla e SpaceX uniranno le loro forze, anche se la decisione finale non dipende da Elon Musk

23/10/2026 09:30
Aggiornato a
23/10/2026 09:30
Elon Musk possiede la fortuna più grande mai accumulata da una persona nella storia dell’umanità. La sua ricchezza supera il PIL di molti paesi del pianeta. Il suo denaro deriva in gran parte dal notevole potere acquisito dalle sue due principali aziende: SpaceX e Tesla. Leader nei rispettivi settori, l’aerospaziale e l’automobilistico, sembrano non avere nulla in comune, ma tutti ritengono che presto diventeranno un’unica megacorporazione. Tuttavia, le cose non sono così chiare.
Quanto dovrebbe ricevere chi possiede azioni di Tesla se domani venissero scambiate con titoli di SpaceX? Questa è la domanda che divide i mercati. Molti analisti danno per scontato che le due aziende finiranno per unirsi, ma le stime sul premio da ottenere dagli investitori di Tesla vanno dal 0% al 35%. Il valore di borsa di Tesla è di circa 1,34 miliardi di euro, quindi tale premio potrebbe ammontare a centinaia di miliardi. Lo stesso Musk, che si definisce “parte in conflitto”, ha chiarito che i comitati delle due aziende non hanno ancora concordato alcun termine.
Auto, razzi e intelligenza artificiale

Coloro che sostengono questa operazione vedono due aziende che procedono nella stessa direzione. Tesla e SpaceX sviluppano insieme lo stabilimento per i chip Terafab, e l’intelligenza artificiale rappresenta già più della metà dei ricavi di SpaceX. Inoltre, l’azienda spaziale prevede di investire tra 31.000 e 36.000 milioni di euro in più nel quarto trimestre per continuare a crescere.
Questo ritmo di investimento in infrastrutture spaziali e intelligenza artificiale mette a dura prova il flusso di cassa di SpaceX. Secondo gli analisti, un’unica azienda potrebbe alleviare questa pressione condividendo servizi e richiedendo prestiti insieme a Tesla. Si risparmierebbero inoltre costi legali e amministrativi, nonché il tempo che Musk dedica a spostarsi da un’azienda all’altra.
C'è persino un esempio ancora più chiaro dell'unione delle due aziende: il nuovo Tesla Roadster. Tutti sono rimasti impressionati da questo evento che ha fatto il giro del mondo. Molti lo considerano già l'auto volante più importante della storia, anche se la realtà non è così evidente. Il Roadster ha eseguito capriole e si è sollevato al di sopra di altri veicoli grazie ai propulsori di SpaceX. Una piccola dimostrazione di come potrebbe essere il mondo se le due aziende si fondessero in una sola.
La prima: dal 0% al 35%

Il problema è che una buona parte di ciò che sostiene le valutazioni di entrambe le aziende non funziona ancora su larga scala. Gli azionisti di Tesla scambierebbero le azioni di un’azienda indipendente, in cui Musk detiene circa il 20% dei voti, con azioni di un’azienda che lui controlla direttamente. Gli analisti finanziari ritengono che richiederanno un premio compreso tra il 20% e il 35%.
Altri non si aspettano quasi nulla. Alcuni investitori che possiedono azioni di entrambe le aziende ritengono che qualsiasi premio diluirebbe gli azionisti di SpaceX proprio nel momento in cui questa spende di più. Altri ricordano che molti azionisti appartengono a entrambe le società, quindi non vedono motivo per un sovrapprezzo significativo. Nonostante ciò, il mercato finanziario vede la situazione in modo positivo. Mercoledì le azioni di Tesla sono salite dell’oltre il 3% e quelle di SpaceX del 11%, il che porterebbe a un valore complessivo di circa 187.000 milioni di euro se la tendenza al rialzo dovesse continuare.
Il voto di Tesla, l’ostacolo principale
Anche il controllo può rappresentare un elemento di attrazione per Musk. In SpaceX detiene circa l’85% del potere di voto grazie a azioni con diritti speciali; in Tesla, intorno al 20%. In seguito a una fusione, secondo le stime, il suo peso scenderebbe intorno al 57% o 58%. Anche l’approvazione non sarà semplice. Musk ha spiegato che è necessaria la maggioranza di tutte le azioni di Tesla, non solo di quelle su cui si vota, quindi ogni astensione conta come un voto contrario. Gli analisti temono una bassa partecipazione, simile a quella nell’assemblea dello scorso anno, in cui molti intermediari non hanno votato. Anche qualora gli azionisti approvino la fusione, seguiranno domande riguardanti la governance e la regolamentazione.
Fuente: Reuters