Ogni terzo nuovo veicolo in Europa è già elettrico. Un aumento del 70 percento e un settembre record per i veicoli a zero emissioni.

In sintesi:
L’eletromobilità in Europa va bene
I registri delle auto elettriche a settembre sono aumentati di oltre il 70% su base annua
La quota delle auto elettriche sul mercato nel nono mese dell’anno ha superato il 32%
Francia e Germania vogliono allentare alcune normative UE sulle emissioni
L’eletromobilità accelera in Europa
Il mercato delle auto elettriche migliora costantemente. Secondo i dati pubblicati da E-Mobility Europe, New Automotive e Fier Automotive, a settembre 2026 nei 17 principali mercati del Vecchio Continente sono state registrate 300.202 auto a batteria, ovvero il 70,3% in più rispetto all’anno precedente. Ciò significa che le auto elettriche rappresentavano già il 32,6% di tutte le nuove registrazioni nel segmento delle autovetture.
I dati forniti dall’agenzia Reuters mostrano inoltre che, dall’inizio di quest’anno, sono stati registrati in Europa 1,98 milioni di nuovi veicoli elettrici, il che rappresenta un aumento del 38,1 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo l’agenzia, alla crescita della domanda contribuiscono principalmente i prezzi elevati dei carburanti, i sistemi di sostegno finanziario e un’offerta sempre più ampia di modelli elettrici a prezzi più accessibili.
Trasformazione, ma di che tipo?
I risultati di settembre sono emersi appena pochi giorni dopo che Francia e Germania hanno annunciato una posizione congiunta riguardo al futuro dell’industria automobilistica europea. Parigi e Berlino hanno sostenuto una maggiore flessibilità nell’attuazione degli obiettivi climatici dell’UE, sostenendo che la trasformazione debba tenere conto anche della competitività dell’industria e della tutela dei posti di lavoro.
Il più grande mercato di auto elettriche in Europa rimane la Germania. A settembre vi sono state registrate 88.724 auto a batteria, che rappresentavano il 34,6% del mercato delle auto nuove. In Francia la quota di BEV era ancora più alta, raggiungendo il 41,7%, con 65.243 registrazioni.

I risultati dei paesi nordici sono ancora più impressionanti. La Norvegia mantiene – invariabilmente – la posizione di mercato più elettrificato d’Europa, dove le auto elettriche rappresentano il 98,8% di tutte le nuove immatricolazioni. In Danimarca questa percentuale è del 88,8%, in Finlandia del 62,7% e in Svezia del 49%. Anche in Belgio, Olanda, Irlanda e Portogallo circa la metà del mercato è stata conquistata da nuove auto elettriche.
Dispersioni significative in Europa
La mappa dell’eletromobilità in Europa rimane tuttavia molto disomogenea. Come sottolinea il portale EU Today, le differenze tra i vari paesi dimostrano quanto sia difficile stabilire un ritmo di trasformazione uniforme per l’intero continente. Tra i mercati meno elettrificati figurano la Repubblica Ceca, con una quota di veicoli elettrici a zero emissioni del 11,2%, l’Italia con il 7,6% e la Polonia, dove le auto elettriche rappresentavano soltanto il 6,2% delle nuove immatricolazioni.
Gli autori dell’analisi di EU Today evidenziano che sul ritmo dell’elettrificazione influiscono principalmente le differenze nei redditi delle famiglie, la disponibilità di incentivi finanziari, i prezzi dei veicoli e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Particolarmente importante è la disponibilità di modelli elettrici più economici nei mercati in cui i clienti sono più sensibili al prezzo di acquisto.

L’aumento delle vendite di BEV coincide con la discussione sul futuro delle normative europee sull’inquinamento. In una dichiarazione congiunta pubblicata il 16 ottobre, i governi francese e tedesco hanno sostenuto che “la riduzione delle emissioni deve essere collegata alla competitività dell’industria, agli investimenti e alle capacità produttive europee”. Secondo EU Today, le modifiche proposte dovrebbero garantire ai produttori maggiore flessibilità nel periodo di transizione, rafforzando al contempo la posizione dei veicoli prodotti in Europa.
I cambiamenti nel calendario frenano i progressi
Tuttavia, la controversia riguarda non solo i limiti di emissione stessi. Sullo sfondo ci sono questioni legate alla produzione delle batterie, all’accesso alle materie prime, ai costi di produzione e alla crescente concorrenza da parte dei produttori cinesi. I sostenitori del mantenimento dell’attuale calendario di transizione sostengono che allentare i requisiti potrebbe indebolire gli investimenti nell’eletromobilità proprio nel momento in cui la domanda sta accelerando notevolmente.
La conclusione? In pratica due. La prima è che le statistiche dimostrano che le auto elettriche conquistano quote sempre maggiori sul mercato europeo più velocemente di quanto previsto. La seconda è che i dati confermano anche che l’Europa si sta ancora sviluppando a due velocità: i paesi nordici sono ormai praticamente mercati interamente elettrificati, mentre la Polonia e alcuni paesi dell’Europa centrale hanno appena iniziato il percorso verso una maggiore elettrificazione dei trasporti.
Oskar Włostowski