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Mercato

La Cina rende più rigorosa l’omologazione delle automobili. Fine alle novità “aggressive” senza test.

La Cina rende più rigorosa l’omologazione delle automobili. Fine alle novità “aggressive” senza test.

Il ministero cinese dell’Industria MIIT ha annunciato che dal mercato verranno eliminati automobili e soluzioni che non hanno superato i test e le verifiche necessarie. La dichiarazione è stata fatta il 26 agosto 2026 durante una conferenza stampa del Consiglio di Stato e riguarda non solo la qualità costruttiva, ma anche la sicurezza dei sistemi di guida autonoma.

Per i produttori è un segnale chiaro: meno dimostrazioni su slide, più prove concrete prima di introdurre tali soluzioni nelle auto in serie.

MIIT: alcuni produttori installano soluzioni troppo audaci troppo presto

Xin Guobin, vice ministro del MIIT, ha affermato esplicitamente che nel settore cinese persiste una “concorrenza irrazionale”. Secondo il ministero, il problema risiede nelle situazioni in cui innovazioni strutturali aggressive vengono introdotte nelle auto senza test e verifiche adeguate.

Si tratta di un colpo abbastanza chiaro alla gara tra i produttori per funzionalità ADAS sempre più sofisticate e accessori “intelligenti”. Soprattutto perché il MIIT ha parallelamente evidenziato incidenti legati alla qualità dei veicoli e alla sicurezza della guida autonoma, che hanno attirato l’attenzione del pubblico.

Ora il ministero annuncia un rafforzamento delle verifiche per l’ammissione dei prodotti sul mercato, requisiti più stringenti per i test delle nuove soluzioni e controlli più frequenti sulla conformità della produzione con le normative. In breve, non basterà più mostrare una nuova funzionalità: sarà necessario dimostrare che funziona effettivamente e non crea problemi una volta uscita dalla fabbrica.

Piano per gli anni 2026-2030 e regolamentazione del mercato

L’annuncio è stato inserito nel progetto del 15° piano quinquennale per i VE intelligenti e connessi per gli anni 2026-2030. Il documento dovrà coprire diversi ambiti: qualità dei prodotti, condizioni di utilizzo, supervisione del settore e cooperazione internazionale.

Sul versante tecnico, la Cina intende sostenere le aziende nel migliorare le prestazioni delle batterie a basse temperature, la loro durata, nonché la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi di guida autonoma. Allo stesso tempo, il paese continuerà a condurre prove di ammissione al mercato e test stradali per veicoli intelligenti, oltre a progetti di integrazione tra auto e cloud. In altre parole, test, ma con una maggiore attenzione alla responsabilità associata.

Un altro aspetto riguarda il mercato stesso. Il MIIT annuncia riforme nella gestione delle qualifiche produttive dei produttori, modifiche nell’organizzazione industriale e un controllo più rigoroso delle capacità produttive nonché delle politiche di prezzo. L’obiettivo è limitare quella che in Cina viene sempre più definita concorrenza di tipo “involution”, ovvero una guerra tra tutti contro tutti, spesso a scapito dei margini e della qualità.

Sono state fornite anche delle cifre. Durante il 14° piano quinquennale, le vendite annuali di veicoli elettrici e a basse emissioni in Cina sono passate da 1,367 milioni a 16,49 milioni di unità, mentre la loro quota sulle vendite totali di automobili nuove è salita dal 5,4% al 47,9%. Oggi la Cina è responsabile di oltre il 70% della produzione mondiale di veicoli elettrici e a basse emissioni, batterie per veicoli e materiali chiave; inoltre, i suoi automobili vengono esportati in oltre 100 paesi e regioni.

Nel pacchetto sono inclusi anche interventi più concreti: continuazione dei programmi di scambio auto, promozione delle NEV nelle aree rurali, colmata delle carenze nell’infrastruttura di ricarica e swap a livello di distretti e comuni, miglioramento delle regole per la modifica delle auto, modifiche alle polizze per le NEV e riduzione dei costi di riparazione.

Per l’Europa questo è importante perché i marchi cinesi vendono sempre più spesso da noi auto prodotte sotto pressione temporale. Se Pechino rafforzerà davvero i controlli sulla qualità e la validazione, alcuni modelli potrebbero diventare semplicemente meno rischiosi per il cliente. La domanda è solo se la regolamentazione prevarrà sul ritmo della corsa verso nuove funzionalità “smart”.

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