Le sovracapacità cinesi stanno spingendo sul mercato automobilistico europeo


Immagine: BYD (immagine simbolica)
L’industria automobilistica europea è soggetta a una pressione crescente da parte dei produttori cinesi. Secondo la società di consulenza AlixPartners, i costruttori automobilistici cinesi stanno esportando veicoli in Europa con una dinamica particolarmente elevata. La causa di ciò è un’eccessiva capacità produttiva nel loro paese, poiché il mercato locale non è in grado di assorbire le quantità prodotte.
Alexander Timmer di AlixPartners afferma in un’intervista a Auto Motor und Sport: “L’Europa sta diventando sempre di più un canale per le sovracapacità cinesi”. Per l’anno in corso prevede 2,3 milioni di importazioni cinesi in Europa, mentre per il 2025 si stima un valore di 1,9 milioni. La quota di mercato delle auto cinesi dovrebbe aumentare al 12 percento.
Un fattore fondamentale nella concorrenza sono i costi di produzione. Secondo l’esperto, un’auto elettrica cinese costa 20.200 dollari (circa 17.800 euro) per la produzione, mentre un modello prodotto in Europa richiede 31.000 dollari (27.300 euro). Secondo Timmer, questo vantaggio di costo di 10.800 dollari (9.500 euro) per veicolo permette di coprire dazi fino al 35 percento pur ottenendo profitti.
Mentre mercati come gli Stati Uniti o l’America del Sud sono limitati da dazi elevati, l’Europa rimane un mercato di destinazione aperto. Ciò vale in particolare per le auto ibride plug-in, su cui, a differenza delle auto elettriche pure, l’UE non applica dazi aggiuntivi. Inoltre, in paesi come la Germania sono disponibili anche sovvenzioni statali per l’acquisto di automobili prodotte nella Repubblica Popolare Cinese.
“L’Europa assorbe un quarto delle esportazioni di veicoli cinesi. Non perché l’Europa sia particolarmente attraente, ma perché gli Stati Uniti, il Messico e il Brasile lo sono di meno. L’Europa rappresenta l’ultimo canale aperto”, spiega Timmer. La Cina esporta non solo veicoli elettrici puri, ma secondo AlixPartners soprattutto veicoli a combustione interna (47 %). Le auto elettriche rappresentano il 31 %, seguite dalle ibride plug-in (15 %) e dalle ibride tradizionali (7 %).
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Sull’autore
Thomas Langenbucher è un esperto di mobilità elettrica con esperienze professionali nell’industria automobilistica e nel settore finanziario. Dal 2011 scrive su ecomento.de di auto elettriche, tecnologie sostenibili e soluzioni per la mobilità. Scopri di più.
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