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La Cina lancia un avvertimento al Regno Unito nel caso segua le orme dell’UE: “Adotteremo contromisure per proteggere i diritti dell’industria”.

La Cina lancia un avvertimento al Regno Unito nel caso segua le orme dell’UE: “Adotteremo contromisure per proteggere i diritti dell’industria”.

20/10/2026 21:00

Aggiornato a

20/10/2026 21:00

La guerra commerciale tra Cina ed Europa per i veicoli elettrici potrebbe presto vedere l’arrivo di un nuovo attore. Il governo cinese ha inviato un avvertimento diretto al Regno Unito di fronte alla possibilità che le autorità britanniche decidano di imporre dazi aggiuntivi sui veicoli elettrici prodotti in quel paese asiatico. Una misura che significherebbe seguire le orme dell’Unione Europea, la quale da ottobre 2024 applica tariffe specifiche su questi veicoli a seguito delle indagini sulle sovvenzioni concesse da Pechino ai produttori nazionali.

Fino ad ora, Londra non ha annunciato ufficialmente l’introduzione di queste tasse. Tuttavia, le ultime dichiarazioni dei suoi responsabili commerciali hanno suscitato preoccupazione in Cina, soprattutto dopo che il governo britannico ha ammesso di essere in trattative con Bruxelles per coordinare le proprie politiche industriali. Il Ministero del Commercio cinese ha risposto assicurando che non resterà inerte se il Regno Unito dovesse adottare restrizioni simili a quelle europee.

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Cina avverte che adotterà misure di rappresaglia contro il Regno Unito

Il Ministero del Commercio cinese ha pubblicato un comunicato in cui difende le relazioni commerciali tra i due paesi e chiede al Regno Unito di rispettare le norme dell’‘Organizzazione Mondiale del Commercio’ (OMC). Pechino ritiene che la cooperazione tra le industrie automobilistiche cinese e britannica offra vantaggi per entrambe le parti, pertanto respinge la possibilità di introdurre nuove barriere all’importazione di veicoli elettrici.

“La Cina seguirà da vicino le azioni del Regno Unito. Se il Regno Unito insisterà nell’applicare restrizioni ai veicoli elettrici cinesi, la Cina adotterà contromisure decise per tutelare i diritti e gli interessi legittimi della propria industria”, ha dichiarato il Ministero del Commercio. Le autorità cinesi hanno inoltre chiesto a Londra di riesaminare qualsiasi iniziativa di questo tipo prima di seguire l’esempio di Bruxelles.

Secondo quanto riportato dal media Político, l’avvertimento arriva dopo che Anas Sarwar, ministro britannico del Commercio, ha affermato che il Regno Unito e l’Unione Europea devono collaborare per affrontare la crescente influenza della Cina nel settore automobilistico. Interrogato sulla possibilità di applicare nuove tariffe sulle auto elettriche cinesi, Sarwar ha riconosciuto che i colloqui con i suoi partner europei sono ancora in corso. Tuttavia, non ha specificato eventuali percentuali né stabilito un calendario per l’applicazione di tali tariffe.

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L’Unione Europea vuole che Londra aderisca alla sua strategia commerciale

Dietro queste conversazioni si nasconde il programma europeo noto come “Made in Europe”, un’iniziativa volta a favorire i prodotti realizzati all’interno dell’Unione Europea in determinate gare d’appalto pubbliche. Il Regno Unito desidera che anche le sue aziende possano trarre vantaggio da questo quadro, soprattutto data l’importanza che il mercato europeo ha per la sua industria automobilistica.

Tuttavia, Bruxelles ha sostenuto che una maggiore integrazione commerciale dovrebbe essere accompagnata da una coordinazione delle misure di difesa commerciale. Secondo le informazioni pubblicate alla fine di settembre, l’Unione Europea avrebbe chiesto al Regno Unito di aumentare le tariffe sui veicoli elettrici cinesi nell’ambito delle negoziazioni. Questa possibilità pone Londra di fronte a una decisione delicata: rafforzare il proprio rapporto industriale con l’Europa o mantenere la propria attuale politica commerciale nei confronti della Cina.

È utile ricordare che il Regno Unito non ha seguito l’esempio dell’Unione Europea quando quest’ultima ha approvato le tariffe definitive nell’ottobre 2024. Da allora, gli elettrodomestici prodotti in Cina che entrano nel territorio comunitario sono soggetti a dazi compensativi aggiuntivi che, al momento della loro approvazione, variavano dal 7,8% al 35,3%. Queste percentuali vengono sommate al dazio generale del 10%, il che può elevare l’imposta totale fino al 45,3% nei casi più gravi.

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La situazione britannica è diversa. Il suo governo ha mantenuto finora una posizione più cauta di fronte alla possibilità di introdurre restrizioni, tra le altre cose a causa della dipendenza del suo settore automobilistico dai mercati internazionali. Il segretario di Stato per Imprese e Commercio, Jonathan Reynolds, aveva già avvertito a settembre che qualsiasi decisione riguardante dazi doveva tenere conto delle possibili conseguenze per le esportazioni britanniche.

Per il momento, la Cina non ha specificato quali misure di rappresaglia commerciale potrebbe adottare se il Regno Unito dovesse decidere infine di imporre nuove tasse sui suoi veicoli elettrici. Non esiste nemmeno una decisione definitiva da parte di Londra. Quello che è chiaro, invece, è che le negoziazioni con l’Unione Europea hanno aperto un nuovo fronte di tensione con Pechino, che ora avverte esplicitamente delle conseguenze che deriverebbero dall’estendere le restrizioni europee al mercato britannico.