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La Cina sta costruendo un impianto energetico grande quanto un grattacielo di 50 piani con uno scopo: sfruttare al massimo le energie rinnovabili.

La Cina sta costruendo un impianto energetico grande quanto un grattacielo di 50 piani con uno scopo: sfruttare al massimo le energie rinnovabili.

21/09/2026 15:30

Aggiornato a

21/09/2026 15:30

L’espansione delle energie rinnovabili costringe la Cina a cercare sistemi in grado di immagazzinare quantità sempre maggiori di elettricità. La produzione eolica e solare non coincide sempre con i momenti di massimo consumo, e questa discrepanza rende l’immagazzinamento un elemento essenziale per evitare che parte dell’energia prodotta vada sprecata.

Una delle soluzioni che il paese sta sperimentando modifica completamente il concetto tradizionale di batteria. A Rudong, nella provincia di Jiangsu, è stata costruita una struttura alta circa 148 metri il cui scopo è trasformare l’elettricità in eccesso in energia potenziale sollevando enormi masse, per poi recuperarla quando la rete ne ha di nuovo bisogno.

batteria di Rudong

100 MWh immagazzinati utilizzando esclusivamente la gravità

Il progetto fa uso della tecnologia EVx sviluppata da Energy Vault e realizzata in Cina da China Tianying. L’impianto dispone di una potenza di 25 MW e una capacità di 100 MWh, sufficiente per mantenere il proprio picco di produzione per circa quattro ore. Inoltre, è situato accanto a un parco eolico ed è collegato alla rete elettrica, proprio per trasferire parte di quella produzione ad altre fasce della giornata.

Il processo inizia quando c’è più elettricità disponibile di quella necessaria alla rete. Quell’energia alimenta una serie di motori incaricati di sollevare grandi blocchi all’interno della struttura, immagazzinandola sotto forma di energia potenziale. Quando aumenta la domanda, i blocchi iniziano a scendere in modo controllato e il sistema invertisce il processo per generare nuovamente elettricità.

L’idea si basa sullo stesso principio fisico di una centrale idroelettrica a pompaggio, ma elimina la necessità di disporre di due bacini idrici e di un dislivello geografico adeguato. Invece di spostare l’acqua tra diverse altitudini, EVx utilizza blocchi solidi che, secondo Energy Vault, possono essere prodotti con materiali locali e determinati rifiuti, tra cui resti di calcestruzzo, ceneri o materiali derivanti da attività minerarie.

La Cina ha già testato il sistema collegato alla sua rete elettrica

La costruzione meccanica di Rudong è stata completata a settembre 2023 e l’impianto è stato collegato alla rete statale a dicembre dello stesso anno. Successivamente, il 4 maggio 2024, China Tianying ha portato a termine i test di carico e scarico del sistema da 25 MW e 100 MWh, un passo necessario per verificarne il funzionamento su scala commerciale.

Energy Vault stima che questa tecnologia possa raggiungere un’efficienza del ciclo completo superiore all’80%. In altre parole, per ogni 100 unità di elettricità utilizzate durante la fase di stoccaggio, ne potrebbero essere recuperate poco più di 80 in seguito. Si tratta tuttavia di una previsione fornita dalla stessa azienda e non di un rendimento medio ottenuto dopo diversi anni di funzionamento commerciale.

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Il progetto fa parte di una strategia più ampia volta ad introdurre nuove tecnologie di stoccaggio nella rete cinese. Rudong e un’altra installazione che Energy Vault sta sviluppando a Zhangye sono state selezionate nel 2024 come progetti pilota dimostrativi dall’Amministrazione Nazionale per l’Energia della Cina, mentre sono stati annunciati ulteriori sviluppi di questa tecnologia in diverse province.

L’obiettivo non è sostituire completamente le batterie al litio o lo stoccaggio idroelettrico, bensì aggiungere un’altra alternativa per gestire grandi volumi di energia rinnovabile per diverse ore. Nel caso di Rudong, il suo compito principale sarà assorbire gli eccessi del parco eolico vicino e restituire quell’elettricità quando il consumo della rete sarà più elevato.