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La Cina punta a produrre batterie solide da 400 Wh/kg entro il 2027: quanta autonomia permetterebbero?

La Cina punta a produrre batterie solide da 400 Wh/kg entro il 2027: quanta autonomia permetterebbero?

L’industria cinese ha individuato dieci tecnologie che potrebbero compiere un passo importante nell’anno a venire. Le batterie, la guida autonoma e i nuovi processi di produzione sono al centro di previsioni che includono produzioni pilota, prime applicazioni commerciali e l’ampliamento di sistemi già esistenti.

La Cina vuole continuare a progredire nello sviluppo dell’automobile, e i suoi ingegneri hanno già indicato dove si prevedono i prossimi sviluppi. Alcuni riguardano direttamente le auto elettriche, mentre altri coinvolgono i componenti, la produzione o il trasporto di merci. Tuttavia, ogni tecnologia segue un proprio ritmo e non tutte sono pronte per essere messe in commercio.

La Sociedad China de Ingenieros de Automoción ha presentato il 28 ottobre scorso, durante l’apertura del congresso SAECCE 2026, le sue dieci tendenze tecnologiche per il 2027. A esporle è stata Zheng Yali, vice segretaria generale dell’organizzazione e direttrice esecutiva dell’istituto di strategia Guoqi.

La selezione distingue tra tecnologie che potrebbero portare a importanti progressi, altre prossime ad essere introdotte in produzione e soluzioni la cui utilizzazione dovrebbe aumentare in modo significativo. Si tratta di una previsione settoriale, non di un calendario di lanci confermato dai produttori. E questa differenza risulta particolarmente importante nel caso che promette di generare più titoli: le batterie con elettrolita solido.

Batterie solide, microcontrollori e produzione avanzata

La Cina punta a produrre batterie solide da 400 Wh/kg nel 2027: quale autonomia permetterebbero?

La prima stima indica che entro il 2027 entreranno in fase pilota le celle con elettrolita solido con una densità energetica di circa 400 Wh/kg. Un miglioramento che consentirà di lanciare automobili con maggiore autonomia o modelli dotati di batterie più leggere.

Per dare un’idea di questa miglioria, se una batteria attuale con celle da 250 Wh/kg e una capacità di 75 kWh permette di percorrere circa 500 km in condizioni reali, delle celle da 400 Wh/kg potrebbero portare la capacità a 120 kWh e l’autonomia a circa 800 km in condizioni reali, mantenendo lo stesso peso delle celle.

Dall’altra parte della bilancia potremmo pensare ai vantaggi derivanti da una maggiore densità energetica, che permette di realizzare un’auto con un’autonomia di 500 km ma con una batteria circa 120 kg più leggera. Ciò comporta molti benefici, come una migliore accelerazione, un minor consumo di pneumatici e, in teoria, anche costi inferiori. Tuttavia, da questo dipende anche l’efficienza economica nella produzione delle batterie.

La Cina punta a ulteriori progressi oltre alle batterie

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Le batterie solide condividono l’attenzione con una tecnologia meno evidente per il consumatore: i microcontrollori per automobili basati su RISC-V e caratterizzati da elevati requisiti di sicurezza. L’associazione prevede che il 2027 segni l’inizio della loro produzione in serie in questa categoria. Si tratta di componenti elettronici destinati a compiti di controllo, lontani dalle promesse commerciali legate a schermi grandi, ma essenziali per il funzionamento dell’auto.

La terza tendenza è una maggiore diffusione del controllo integrato del movimento. L’obiettivo è coordinare meglio sistemi come la propulsione, i freni, la direzione e la sospensione, invece di gestire le loro risposte in modo isolato. Si prevede che queste soluzioni vengano adottate in più modelli, permettendo di migliorare il comportamento complessivo del veicolo.

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Viene inoltre evidenziata la connessione tra l’auto elettrica e la rete tramite V2G, la tecnologia che permette di restituire energia dalla batteria. Il rapporto prevede una capacità media giornaliera di regolazione in senso inverso dell’ordine di un milione di kilovatti, equivalente a 1 GW. Si tratta di potenza aggregata disponibile per sostenere la rete, non di energia fornita né della capacità di un’unica auto.

Nel settore della produzione, uno degli obiettivi principali è lo sviluppo di grandi componenti della carrozzeria in lega di magnesio ottenuti tramite fusione integrale. Le previsioni riguardano applicazioni su piccola scala, pertanto non si parla ancora di un utilizzo diffuso. L’interesse è quello di passare a strutture che sfruttino questo materiale per ridurre la necessità di assemblare molteplici parti.

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Il trasporto di merci occupa un altro posto di rilievo. L’azienda prevede che le flotte dimostrative di camion a guida autonoma avanzata e in convoglio raggiungano una dimensione di circa 1.000 unità. Questa cifra si riferisce al dispiegamento di tali operazioni, non a un singolo convoglio né all’autorizzazione per viaggiare senza conducente su qualsiasi strada.

Un’altra tecnologia che continuerà a essere sottoposta a test è la propulsione distribuita con motori integrati nelle ruote. La tendenza prevista è un acceleramento della sua validazione ingegneristica, fase necessaria per verificare come funziona la soluzione in contesti reali. L’annuncio non stabilisce ancora un arrivo su larga scala nelle auto di produzione.

L’intelligenza artificiale ha anch’essa il suo spazio. L’associazione prevede che i modelli eseguiti localmente nei sistemi dell’abitacolo delle auto di produzione generica superino i 14.000 milioni di parametri. Questa cifra descrive le dimensioni del modello, ma da sola non garantisce che un assistente funzioni meglio. Il passo successivo previsto è quello di portare modelli di tale entità direttamente nell’auto stessa.

La nona tendenza riguarda l’assistenza alla guida connessa, che dovrebbe passare dalle dimostrazioni alla sua installazione in fabbrica su piccole serie. Qui l’obiettivo è sfruttare la connettività per supportare il conducente. Non va confusa con la guida autonoma dei camion: la stessa classificazione le presenta come linee di sviluppo distinte.

In conclusione, la stampa 3D dei metalli rientra tra le tecnologie che potrebbero progredire congiuntamente in termini di materiali, progettazione ed efficienza. Le previsioni non indicano che sostituirà i processi tradizionali, bensì miglioramenti che potrebbero ampliare le sue applicazioni nell’industria automobilistica.

Le batterie a maggiore densità rappresentano la richiesta più evidente, ma gran parte del lavoro previsto per il 2027 riguarderà componenti e processi che l’utente finale non vedrà. Per le batterie solide, la prova decisiva rimarrà quella di trasformare una buona cella in un prodotto che possa essere prodotto in modo costante a un costo sostenibile.