Chery prepara l’Omoda 2: un SUV elettrico urbano con un’autonomia fino a 450 km

Il Gruppo Chery vuole ampliare la sua presenza in Europa entrando in una delle categorie più competitive per i produttori: quella delle auto elettriche piccole e relativamente accessibili. Il gruppo cinese sta preparando un SUV urbano che mira a combinare dimensioni contenute con spazio sufficiente per la vita quotidiana. Il progetto è già passato dai bozzetti a una modella in scala reale, anche se mancano ancora decisioni importanti prima di portarlo nelle concessionarie.
Il modello potrebbe far parte della gamma con il nome Omoda 2, sebbene per ora questo nome non sia ufficiale. I primi media che ne hanno potuto vedere l’aspetto sono stati al International User Summit del Gruppo Chery Auto, durante la presentazione dell’OMODA X, in condizioni di riservatezza che impedivano di scattarne foto. La sua presentazione è prevista per la fine del 2027, con una commercializzazione in Europa molto probabilmente nel 2028.

Le prime descrizioni indicano un design piuttosto sobrio, con un frontale di ispirazione europea e una striscia che collega i fari. La firma luminosa ricorda quella della Volkswagen Golf di settima generazione aggiornata, mentre due nervature sul cofano conferiscono un certo carattere al veicolo. Il tetto a effetto flottante, una soluzione utilizzata anche nella MINI e nel Suzuki Swift, serve a donargli un aspetto più rilassato.
La vettura in scala è dotata di pneumatici da 18 pollici e presenta una modifica della superficie delle paraurti posteriori per conferire volume alla carrozzeria. Il risultato evita sia forme eccessive sia un aspetto troppo semplice. Il montante posteriore, piuttosto spesso secondo chi l’ha visto, è uno dei dettagli che potrebbero ancora essere modificati prima di definire il design finale.

In termini di dimensioni, parliamo di 4,16 metri di lunghezza, 1,56 metri di altezza e una distanza tra assi di 2,60 metri. Si tratta di un formato simile a quello del Peugeot 2008 di prima generazione, con una carrozzeria che non ricorre eccessivamente a elementi tipici dei veicoli tout-terrain. I passo più ampi conferiscono un tocco da SUV, ma l’approccio sembra essere più orientato a sfruttare al meglio lo spazio disponibile e facilitare l’uso quotidiano.
Proprio per questo, le condizioni abitative hanno lasciato buone impressioni tra i giornalisti che hanno potuto esaminare la vettura in scala. L’altezza riduce le difficoltà di accesso, mentre i posti posteriori offrono uno spazio per le gambe sorprendente considerando le dimensioni esterne. Il bagagliaio ha una capacità di 360 litri, un valore ragionevole per un modello urbano che intende anche fungere da auto familiare.
All’interno troviamo uno schermo centrale posizionato su una console elevata, con una superficie di carica wireless per il cellulare. La buona notizia è che mantiene comandi fisici per alcune funzioni di climatizzazione e riscaldamento. È una scelta pratica in una categoria in cui sempre più produttori spostano le operazioni quotidiane nei menu dello schermo.
Il volante ha un diametro contenuto, anche se non raggiunge le dimensioni di quelli utilizzati da Peugeot; dietro di esso si trova una piccola strumentazione digitale che mostra le informazioni essenziali. La vettura presenta un finitura bicolore e un tetto in vetro fisso. I materiali hanno lasciato una buona impressione, ma manca ancora di verificare quali arriveranno nella versione definitiva e quali elementi faranno parte dell’equipaggiamento di serie.
Trazione posteriore e due opzioni di autonomia

Il futuro SUV utilizzerà la piattaforma T1FT, sviluppata per i modelli urbani del gruppo Chery, a cui appartengono Omoda e Jaecoo. La versione elettrica avrà trazione posteriore, una configurazione che la distinguerà da diverse alternative della sua categoria. Per il momento non sono state comunicate potenza del motore, accelerazione né velocità massima.
Saranno disponibili batterie LFP: nella versione ad alta capacità ci sarà un pacchetto da 56 kWh, con una autonomia homologata di circa 450 chilometri. È prevista anche un’alternativa con 320 chilometri di autonomia, la cui capacità non è stata specificata. Le informazioni disponibili non indicano il ciclo di omologazione di tali valori, pertanto per ora non è opportuno presentarle come autonomie WLTP confermate.
Non sono noti né la potenza massima di carica né i tempi necessari per ricaricare l’energia. Si tratterà di dati importanti per valutare la sua posizione rispetto a concorrenti come il Volkswagen ID. Cross o il Renault 4 elettrico. L’autonomia annunciata è promettente per queste dimensioni, ma il comportamento in viaggio dipenderà anche dal consumo e dalla velocità con cui sarà possibile ricaricare.
L’altra grande incognita è dove verrà prodotto. Chery sta valutando la possibilità di produrlo in Europa e ha già avviato discussioni con produttori che dispongono di capacità industriale inutilizzata, tra cui alcuni con stabilimenti in Francia. Non c’è ancora una sede designata, e la scelta sembra avere un impatto significativo sul calendario del progetto.
Produrre all’interno dell’Unione Europea potrebbe ridurne l’esposizione alle barriere commerciali sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina e facilitare l’accesso a determinati incentivi, purché vengano soddisfatti i requisiti richiesti. Il gruppo ha già attività industriali legate a Barcellona, ma ciò non conferma che questo piccolo SUV verrà prodotto lì. La Francia è un’altra possibilità, non una decisione già presa.
Il prezzo della versione elettrica non è ancora stato annunciato. Sappiamo che l’ibrida dovrebbe costare intorno ai 20.000 euro, quindi non sarebbe irragionevole ipotizzare un prezzo inferiore ai 25.000 euro per la versione elettrica.
Questo sarà uno dei dati decisivi per valutare una proposta che, per dimensioni e concezione, dovrà competere in una categoria sempre più affollata. Lo spazio interno, i comandi fisici e le due opzioni di autonomia delineano una base interessante; manca ancora di sapere quanto costerà portare tutto ciò a casa.