ChargePoint in Europa abbandona gli abbonamenti per i privati. Solo ricariche ad-hoc. Dovrebbe essere così ovunque.

La filiale tedesca di ChargePoint ha inviato ai propri clienti l’informazione che le persone fisiche (B2C) non saranno più supportate tramite l’app mobile. Questi conducenti potranno comunque utilizzare la rete dell’operatore tramite un meccanismo ad-hoc, ovvero pagando direttamente alla colonnina di carica. L’app rimarrà attiva per i clienti B2B, inclusi i parchi aziendali, nei casi di noleggio o quando ChargePoint agisce da intermediario e installa una colonnina per soddisfare le esigenze di terzi.
Caricamento ad-hoc: il futuro preferito delle stazioni di carica
L’ad-hoc (dal latino, letteralmente “per questo scopo”), ovvero la ricarica su richiesta e all’improvviso, funziona persino meglio del rifornimento di carburante: 1/ il conducente consulta le informazioni sui prezzi e, se gli sono convenienti, entra nella stazione di ricarica; 2/ successivamente autentica l’operazione con la carta di pagamento e collega l’auto alla presa di ricarica. Se il modello specifico e l’operatore supportano il meccanismo Plug & Charge, al secondo passaggio non è più necessario mostrare la carta: basta collegare un elettricista alla stazione di ricarica affinché tutto il resto avvenga automaticamente. In breve: non si può fare più semplicemente.
ChargePoint ha appena deciso di adottare il modello 1->2 per i privati in Europa. Abbandona le applicazioni, gli abbonamenti e i bonus (vedi: illustrazione sopra), invitando semplicemente le persone alle proprie stazioni. Ciò dovrebbe semplificare i calcoli e… sicuramente rendere più semplice la vita a coloro che stanno passando dal mondo delle auto a combustione interna a quello delle auto elettriche. La molteplicità di applicazioni, la necessità di scegliere abbonamenti e la mancanza di compatibilità tra le indicazioni della navigazione dell’auto (“il miglior punto di ricarica lungo il percorso è qui”) e le promozioni destinate all’utente (“con questo operatore ho uno sconto, la sua presa di ricarica si trova lì”) possono risultare frustranti e scoraggiare chi guida auto a combustione interna e desidera acquistare un’auto elettrica, ma teme i cambiamenti.

Comunicato di ChargePoint inviato ai clienti in Germania. Traduzione automatica effettuata con Google Translate, da cui il termine “punto di carica” in alto al posto di “ChargePoint” (c) Jan Olbrecht / X
Ovviamente la situazione potrebbe derivare da una concorrenza feroce e dai problemi di ChargePoint in Europa, ma indica comunque la direzione in cui dovremmo procedere. L’utente medio non dovrebbe pensare ad applicazioni mobili, bensì semplicemente recarsi in quelle stazioni di carica che offrono prezzi migliori. Se un operatore desidera inoltre profilare i propri clienti, monitorare i loro spostamenti per personalizzare bonus e ottenere così denaro in più, può farlo, ma non dovrebbe essere obbligatorio.
Note della redazione di Elektrowozu: la scarsità attuale di operatori di stazioni di ricarica negli Stati Uniti deriva dal fatto che il mercato è relativamente nuovo. Crediamo che si organizzerà nei prossimi anni e che le persone smetteranno di utilizzare operatori costosi che promettono 400 kW ma forniscono a malapena 150 kW.
Valutazione dell’articolo
Valutazioni dei lettori
[Totale: 1 voto Media: 5]
Non perderti i nuovi contenuti: CLICCA e ISCRIVITI a Elektrowoz.pl su Google News. Potrebbero interessarti anche gli annunci seguenti: