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Ricarica

Chargekeeper collega la supervisione delle colonne di carica al fotovoltaico e all’accumulo energetico

Chargekeeper collega la supervisione delle colonne di carica al fotovoltaico e all’accumulo energetico

Surplus fotovoltaico riacquistato a una frazione del suo prezzo dalla riforma del regime S21, prezzi dell’elettricità volatili, flotte che si stanno elettroflettando: la ricarica non può più essere considerata in modo isolato. Per un’azienda, un deposito di autobus o una piattaforma logistica, l’elettricità prodotta in loco e il costo dell’energia fanno ormai parte della strategia di ricarica. Chargekeeper, sviluppatore di una piattaforma di supervisione delle colonne di ricarica (CPMS) e azienda iscritta all’AVEM, ne trae una convinzione: gestire colonne di ricarica nel 2026 significa anche coordinare con precisione milliwattica l’energia che le alimenta.

Cosa cambia per la ricarica con la riforma del fotovoltaico

Il segnale proviene dal regolatore. Il decreto del 1° giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 4 giugno, modifica il regime S21, il decreto tariffario in vigore dal 2021: si tratta della fine delle vendite totali e dei bonus per gli investimenti per le installazioni da 0 a 100 kWc, nonché del ribasso della tariffa per l’eccesso di produzione a 11 €/MWh. Nel suo parere del 29 aprile 2026, la Commissione di regolamentazione dell’energia (CRE) sostiene questa logica: l’energia solare viene prodotta nelle ore in cui i prezzi sono più bassi, al punto che il valore economico dell’eccesso immesso era già di circa 20 €/MWh nel 2025, e la nuova tariffa non permette più “ad installazioni con un tasso di autoconsumo molto basso di ottenere redditività”. Il regolatore vede in ciò l’occasione per “favorire la creazione di offerte integrate per la produzione e il consumo di elettricità, eventualmente abbinate a un sistema di”

« Tockage ».

Resta da individuare, in ciascuna sede, il consumo in grado di assorbire questa energia solare nel momento giusto. L’ADEME propone una soluzione: invece di utilizzare batterie stazionarie, la cui rilevanza ambientale è messa in discussione, una gestione intelligente della ricarica dei veicoli elettrici, « senza la necessità di batterie aggiuntive », permetterebbe di ottimizzare tale consumo. Le aziende l’hanno capito. Secondo il barometro sulle flessibilità 2026 di RTE, nel 2025 il 36% di esse gestiva la ricarica della propria flotta, rispetto al 21% dell’anno precedente. Per un deposito di autobus o una piattaforma logistica, la ricarica rappresenta sia il primo punto di consumo che il carico più significativo da gestire nella sede. Non può più essere gestita separatamente dall’energia: è proprio essa a dettare le regole.

Il CPMS, il punto di incontro tra le due strategie

Dove risiede questo “leva”? Nel software che controlla le colonne di ricarica. Un CPMS deve innanzitutto svolgere il proprio compito senza errori: supervisionare le colonne, garantirne la disponibilità e la manutenzione, monetizzare le ricariche e aprire la rete alla roaming. È anche l’unico software che decide, colonna per colonna e minuto per minuto, della potenza da fornire a ciascun veicolo. Spetta quindi a esso orchestrare i flussi di energia con precisione fino al kW, non sostituendo il gestore energetico del sito, ma collegandosi ad esso.

Nem tutti i siti sono allo stesso livello, e Chargekeeper ha progettato il suo modulo “Risorse energetiche” per monitorare questo progresso. Il sito meglio attrezzato dispone di un EMS, di contatori e, a volte, di una batteria. Chargekeeper li interroga tramite API e, dal 2026, qualsiasi dispositivo o partner può anche integrare direttamente le proprie misurazioni nella piattaforma. La ricarica viene quindi regolata in tempo reale in base alla potenza effettivamente disponibile, con limiti parametrabili.

Molti siti non dispongono di nulla di tutto ciò. Per loro, Chargekeeper stima la produzione solare in base alle caratteristiche dell’impianto (potenza massima, orientamento, inclinazione, rapporto DC/AC) e alle condizioni meteorologiche, utilizzando modelli di riferimento e un fattore di correzione regolabile. Nessun sensore, nessun investimento aggiuntivo, ma una ricarica che segue già il sole.

Sulla base delle caratteristiche dell’impianto fotovoltaico e dei dati meteorologici, Chargekeeper genera una curva di produzione previsionale, che consente di gestire il processo di ricarica anche in assenza di connessione a un EMS.

Il mercato ne ha già tenuto conto

Questo avvicinamento tra energia e ricarica è osservato da Chargekeeper nelle sue stesse richieste in arrivo. Nel 2026 diversi operatori nazionali del settore fotovoltaico hanno contattato l’azienda per integrare la ricarica nella loro offerta. Alcuni combinano ormai energia solare e gestione di colonnine, facendo leva sulle integrazioni della piattaforma per fornire un’installazione coerente, dal pannello al veicolo.

Vedere l’orchestrazione all’opera

Per rendere visibile il significato di “orchestrare con precisione in kW”, Chargekeeper mette a disposizione un simulatore di smart-charging basato sugli algoritmi reali della piattaforma. In esso si specificano elementi come la produzione solare, il consumo dell’edificio, le batterie, la potenza contrattata, il numero di veicoli e le ore di partenza. Successivamente si può osservare come avviene la ricarica, quale potenza riceve ogni colonnina in ogni momento e come questa viene ridistribuita non appena cambia un parametro. Accedere al simulatore.

Aziende, depositi di autobus, piattaforme logistiche o operatori di ricarica: oggi la domanda è la stessa per tutti, ovvero ricaricare al momento giusto, con la potenza adeguata e utilizzando l’energia corretta. La risposta si trova nel software che gestisce le colonnine. Per discuterne o richiedere una dimostrazione: sales@chargekeeper.com · charge-keeper.com.