CATL apre un centro di assistenza per batterie in Europa e punta ai sistemi a stato solido entro il 2027. Due guerre contemporaneamente

CATL ha annunciato contemporaneamente due iniziative che dimostrano chiaramente dove si svolge oggi la competizione sul mercato delle batterie. Da un lato, il gigante cinese sta sviluppando una rete di servizi globale chiamata NING Service, con punti vendita anche in Europa. Dall’altro, conferma di voler avviare entro il 2027 una produzione pilota di cellule a stato solido, andando praticamente a testa a testa con BYD.
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È importante, perché la maggior parte dei produttori preferisce parlare di batterie del futuro, mentre molto meno di riparazioni, degrado e costi dopo la garanzia. CATL cerca oggi di coprire entrambi gli aspetti contemporaneamente: vendere sogni legati alla tecnologia del domani e creare infrastrutture per le auto che già sono in circolazione.
CATL smette di essere solo un produttore di cellule
CATL da tempo non vuole essere percepita esclusivamente come fornitore di batterie per auto elettriche. Le ultime decisioni ne confermano solo l’importanza. L’azienda sta sviluppando il marchio NING Service, lanciato nel 2024, come servizio post-vendita per veicoli elettrici.
L’offerta di servizi è ampia: diagnosi delle batterie, riparazioni, controlli periodici, fornitura di componenti di ricambio, garanzie estese e riciclo. Non si tratta più di un servizio aggiuntivo per la vendita delle cellule batteriche. È invece un tentativo di entrare nel settore più problematico dell’eletromobilità, ovvero ciò che accade all’auto dopo alcuni anni di utilizzo.
Anche questo ha senso. La flotta di auto elettriche è in crescita, quindi aumenta anche il numero di casi di degrado, danni e controversie su whether sia necessario sostituire l’intero pacchetto o se si possa riparare solo una sua parte. Finora il settore sceglieva spesso l’opzione più costosa, perché era quella proceduralmente più semplice: la sostituzione dell’intero pacchetto. Per il cliente ciò significava una fattura che poteva risultare più onerosa del guasto stesso.
NING Service si espande oltre la Cina, anche in Europa
Durante l’evento NING DAY 2026 a Haikou, l’azienda ha annunciato l’apertura di 10 centri esperienziali gestiti direttamente. Questi punti sono stati aperti nelle città cinesi, ma anche al di fuori della Cina, tra cui in Norvegia e in Turchia.
Questo è un segnale importante per l’Europa. La Norvegia rappresenta un campo di prova naturale per tutto ciò che riguarda le auto elettriche, mentre la Turchia diventa un nodo produttivo e logistico sempre più interessante per l’industria automobilistica. CATL ha chiaramente ritenuto che non sia sufficiente fornire le batterie ai produttori di automobili: è necessario essere presenti anche lì dove gli utenti si recano con problemi.
L’azienda annuncia inoltre un programma di partnership che coinvolgerà 100 città in tutto il mondo. Nella seconda metà del 2026 dovrebbero essere creati gradualmente nuovi centri gestiti direttamente da NING Service.
L’entità di questa rete non è affatto piccola. Secondo i dati di CATL, la rete di servizio di base comprende 84 paesi, 1.376 stazioni di servizio professionali e supporto operativo per 1.505 stazioni di cambio batterie. Ciò dimostra che l’azienda sta costruendo non solo una struttura per il servizio tradizionale, ma anche l’infrastruttura necessaria per il battery swap nei luoghi in cui questo modello presenta un valore commerciale.
Ciò che è più interessante è un altro aspetto: la riparazione del modulo invece della sostituzione dell’intero pacco
La parte più pratica di questa annunciata innovazione non riguarda nuovi punti sulla mappa, ma proprio la metodologia di riparazione. NING Service vanta un sistema Eagle Eye per il monitoraggio del processo di assistenza e la tecnologia CTP per la riparazione approfondita delle batterie.
Il concetto è semplice: invece di sostituire l’intera batteria, l’azienda intende effettuare riparazioni a livello di modulo. Se funziona come dichiara CATL, ciò potrebbe ridurre effettivamente i costi di riparazione in caso di danni o guasti di una singola parte del pacco.
Il produttore afferma che la soluzione è già compatibile con il 76,8 percento dei modelli popolari di veicoli a nuova energia. Sembra promettente, anche se ovviamente bisogna attendere di vedere i risultati pratici. Nel settore delle batterie, il marketing di solito termina quando al cliente viene presentato il preventivo.
CATL ha anche presentato un veicolo mobile integrato per la diagnosi e la manutenzione di auto elettriche private e commerciali. Questo laboratorio su ruote ha un’autonomia dichiarata di 800 km e, secondo l’azienda, è in grado di gestire circa il 90 percento dei casi di riparazione. Se davvero riduce i tempi di fermo del veicolo, potrebbe rappresentare un modello interessante per flotte e trasporti leggeri.
Oggi la manutenzione è una competizione altrettanto importante quanto lo sviluppo delle batterie
Questa parte della storia è meno “sexy” rispetto alla tecnologia a stato solido, ma dal punto di vista del mercato può essere altrettanto importante. Le auto elettriche non sono più una novità riservata agli early adopter: sempre più spesso arrivano tra utenti comuni, flotte e operatori che non vogliono sentire parlare di “ecosistema”, ma solo sapere quanto costa la riparazione e per quanto tempo l’auto rimarrà fuori servizio.
È proprio per questo che l’ingresso di CATL nel ciclo di vita completo delle batterie deve essere preso sul serio. L’azienda cerca di assumere una posizione in cui non solo produce le batterie, ma anche le diagnostica, le ripara, le copre con garanzie, recupera i materiali e infine le ricicla. Si tratta di un modello più simile a quello di un’azienda infrastrutturale che a quello di un tradizionale fornitore automobilistico.
Nel frattempo, NING Service ha avviato anche un programma di sussidi per i clienti del valore di 1 miliardo di yuan, che include controlli delle batterie, manutenzione, riparazioni e garanzie. Si tratta di un aspetto più commerciale che tecnologico, ma dimostra che CATL vuole attirare rapidamente gli utenti nella propria rete.
Parallelamente, CATL compete con BYD per lo sviluppo delle batterie a stato solido
Nell’altro fronte, CATL ha confermato di puntare a una produzione su piccola scala e pilota di celle a stato solido entro il 2027. Questa informazione è apparsa in una comunicazione rivolta agli investitori e coincide praticamente con i piani di BYD, che parla anch’essa di una produzione sperimentale nello stesso anno.
Questo non significa che nel 2027 vedremo un’invasione di auto dotate di batterie a elettrolita solido. Probabilmente no. Significa semplicemente che entrambi i giganti vogliono passare dai laboratori alle linee di produzione pilota per iniziare una vera validazione del processo produttivo.
L’azienda stessa smorza gli entusiasmi
CATL, in particolare, mostra più buon senso rispetto a parte della concorrenza. Robin Zeng, amministratore delegato dell’azienda, aveva in precedenza affermato apertamente che l’introduzione su larga scala delle batterie a stato solido è ancora lontana. Alla fine di giugno aveva valutato il grado di maturità di questa tecnologia in CATL a 4 su una scala TRL di 9 livelli. Si tratta ancora di una fase sperimentale e non di un prodotto pronto per il mercato.
L’obiettivo per il 2027 è raggiungere il livello TRL 7 o 8, ovvero quello che permette la produzione pilota e i test in condizioni reali. In altre parole: non si tratta di produzione su larga scala, ma di verificare se la tecnologia può essere prodotta in modo ripetibile e utilizzata in modo efficace.
Si tratta di un messaggio più onesto rispetto alle storie sul “fine dell’era delle batterie al litio-ione”. Soprattutto considerando che CATL stesso aveva indicato in precedenza che una produzione davvero su larga scala diventerebbe significativa solo con volumi dell’ordine di 1 milione di veicoli. Secondo l’azienda, un tale livello è poco realistico prima del 2030.
Prima le auto costose, poi il resto
CATL presume inoltre che i primi impieghi commerciali avverranno su piattaforme più costose. Limitazioni ingegneristiche e di costo faranno sì che, inizialmente, questa tecnologia abbia senso solo nelle auto che costano almeno 250.000 yuan, ovvero appartenenti a un segmento chiaramente più elevato.
Anche questa volta sembra plausibile. Ogni nuova chimica per batterie è all’inizio costosa, difficile da produrre e ha una disponibilità limitata. Viene prima introdotta lì dove il cliente è in grado di pagare di più e il produttore può ammortizzare i costi, evitando di doversi giustificare di fronte a un pubblico su larga scala in caso di problemi.
BYD è oggi altrettanto vicina, almeno sulla carta. L’azienda ha recentemente presentato diversi brevetti legati alla tecnologia solid-state, che riguardano la chimica dei materiali, le linee guida per la produzione e il controllo della qualità. La competizione rimane aperta, anche se per ora si tratta più che altro di dimostrare le proprie capacità piuttosto che di un prodotto pronto per i concessionari.
CATL punta a molto di più che alle auto
Sullo sfondo c’è un altro sviluppo: CATL sta ampliando le proprie attività anche ai sistemi di accumulo energetico, alle unità galleggianti e all’aviazione. Il giorno prima dell’annuncio relativo a NING Service, l’azienda ha comunicato che il suo sistema di batterie per i eVTOL passeggeri ha superato un test finalizzato a prevenire la propagazione del fenomeno del thermal runaway in presenza di due celle adiacenti.
CATL afferma che si tratta del primo sistema batteria per l’aviazione al mondo dotato di cellule prismatiche con una densità fino a 350 Wh/kg ad aver superato una tale validazione. Questo non significa ancora che gli eVTOL riempiranno subito il cielo, ma dimostra l’ambizione dell’azienda. Non vuole essere solo un produttore di “batterie per auto”, bensì un attore nel settore energetico in ogni sua forma mobile.
E proprio per questo ha senso abbinare il servizio di manutenzione delle batterie a quelle a stato solido. Il primo consolida la posizione nel presente, mentre il secondo dovrebbe fornire un vantaggio nei prossimi anni.
Tuttavia, al momento sembra più concreto il primo aspetto. Il pilotaaggio delle batterie a stato solido nel 2027 suona promettente, ma la rete di riparazioni, diagnosi e riciclo inizia già ora a influenzare i costi di utilizzo degli EV. Secondo voi, sarà proprio il servizio di manutenzione delle batterie, e non una nuova chimica per le cellule, a rappresentare il campo di competizione più importante tra CATL e BYD nei prossimi 3-4 anni?