Caricando il Kia EV9 per 30 minuti, il sistema richiede 14.500 euro.

Quello che sembrava una ricarica del tutto normale di un Kia EV9 si è trasformato in una di quelle storie difficili da credere. Il proprietario di un KIA EV9 collegò il proprio veicolo, ma poco dopo la sessione fallì, caricando appena 5 kWh nella batteria. Di fronte a ciò, il cliente tornò alla sua auto e la staccò dalla presa. Tuttavia, il sistema di fatturazione della rete Hypercharge interpretò che la sessione fosse rimasta attiva per più di 15 mesi e calcolò una fattura di 22.308,42 dollari canadesi, circa 14.500 euro.
Il problema non risiedeva nel Kia EV9 né nella quantità di energia consumata, bensì nella comunicazione tra il caricabatterie e il sistema informatico di Hypercharge. Questo caso evidenzia uno dei problemi che possono sorgere quando una rete utilizza tariffe basate sul tempo e una sessione di ricarica rimane attiva a causa di un malfunzionamento della comunicazione.
Una ricarica di 30 minuti che si è trasformata in una sessione di 15 mesi

L’incidente è avvenuto il 17 maggio 2025. Il proprietario ha collegato la sua Kia EV9 a un caricabatterie Hypercharge e ha effettuato una ricarica di circa 30 minuti, durante la quale la batteria ha ricevuto soltanto 4,91 kWh. Successivamente ha staccato l’auto e se n’è andato dal luogo in totale normalità.
Il problema è sorto perché il caricabatterie ha perso la connessione con la rete e non ha segnalato correttamente la fine della sessione. Per il sistema, il Kia EV9 rimaneva considerato connesso nonostante l’auto fosse da tempo lontana. Hypercharge utilizza caricabatterie collegati alla propria piattaforma per gestire le sessioni, i pagamenti e lo stato delle attrezzature; pertanto una perdita di comunicazione può influenzare le informazioni registrate.
In questo caso, inoltre, il sistema di fatturazione applicava una tariffa basata sul tempo. Hypercharge riconosce che sia la fatturazione in base all’energia consumata sia quella basata sul tempo siano modelli comuni in Canada, con tariffe che possono essere stabilite per kilovatio/ora o per minuto/ora.
La sessione non è stata chiusa nei sistemi dell’azienda fino al 25 agosto 2026, quando il caricabatterie ha nuovamente stabilito una connessione con la rete. Improvvisamente, il sistema ha interpretato che quella ricarica rimanesse attiva dal maggio 2025 e ha calcolato il costo accumulato per tutto quel periodo.

Il risultato fu una fattura di 22.308,42 dollari canadesi, un importo che corrisponderebbe a circa 14.500 euro. La cosa più assurda è che la quantità di energia registrata rimaneva comunque di appena 4,91 kWh. In altre parole, l’auto aveva ricevuto una quantità di elettricità che normalmente avrebbe un costo di pochi dollari canadesi, ma il sistema aveva continuato a contare le ore per più di un anno.
La stessa fattura conteneva inoltre un indizio piuttosto chiaro su ciò che era accaduto. Il documento indicava che la sessione si era verificata su un terminale che era stato fuori dalla rete. C’era persino un’altra incongruenza: sebbene le date di inizio e fine coprissero più di 15 mesi, il documento mostrava una durata di soli sette giorni, 18 ore, 12 minuti e 40 secondi.
Il proprietario, identificato come IntelliDev su Reddit, ha pubblicato la fattura e ha segnalato la situazione a Hypercharge. L’azienda ha infine confermato che una sessione avviata il 17 maggio 2025 non era stata chiusa correttamente quando il veicolo è stato disconnesso. Secondo le spiegazioni fornite da un rappresentante di Hypercharge, il caricabatterie ha presentato un problema che ha causato la perdita di connessione con la rete, e la sessione è rimasta aperta nel sistema fino a quando non è stata ripristinata la connessione nell’agosto 2026.
La parte più rassicurante di questa vicenda è che il proprietario non ha effettivamente dovuto pagare i 22.308,42 dollari canadesi. Hypercharge ha spiegato che tale importo appariva come un saldo negativo errato sul suo conto e che non era stata effettuata alcuna addebito reale sulla sua carta. La compagnia ha successivamente corretto il problema e, come gesto commerciale, ha aggiunto anche 50 dollari canadesi di credito per future ricariche.
Un caso che ci serve da monito, anche se in questo caso l’errore è stato del caricabatterie: quando terminiamo la sessione di ricarica della nostra auto elettrica, è meglio chiuderla tramite l’app della rete, invece di scollegare direttamente l’auto. In questo modo riduciamo al minimo il rischio di rimanere scioccati di fronte a una fattura del genere.