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Sostituire la batteria di un’auto elettrica può costare il 50% in meno nei laboratori indipendenti

Sostituire la batteria di un’auto elettrica può costare il 50% in meno nei laboratori indipendenti

La paura di dover sostituire la batteria ha una motivazione fondamentale. In alcuni automobili antiche, sostituire l’intero pacchetto può costare di più dell’auto stessa sul mercato delle occasioni. La varietà dei prezzi è enorme a seconda del marchio, il che contribuisce alla confusione dei clienti. Una situazione particolarmente frustrante quando il resto dell’auto è ancora in condizioni di essere utilizzato. Tuttavia, sostituire l’intera batteria con una nuova non è sempre l’unica soluzione, e la crescita dell’offerta di ricambi usati può ampliare le opzioni disponibili.

È opportuno distinguere anche tra una batteria che ha perso capacità e un’altra che ha subito un guasto. Avere una autonomia inferiore rispetto a quando il veicolo è uscito dal concessionario non significa necessariamente che sia arrivato il momento di sostituirla. Inoltre, quando si verifica un guasto, la possibilità di riparazione dipende sia dal componente interessato che dalla struttura del pacchetto batterie e dalle risorse del centro di assistenza.

Fino ad ora, uno degli ostacoli è stato trovare il ricambio adeguato al di fuori della rete ufficiale. L’arrivo di sempre più auto elettriche sul mercato dell’usato, insieme allo smontaggio di unità ritirate dal servizio, sta iniziando a creare un’offerta che prima era quasi inesistente. In questo contesto entrano in gioco i rottamatori, gli specialisti di riparazione e le piattaforme che mettono in contatto acquirenti e venditori di batterie.

Batterie usate per prolungare la vita delle auto elettriche

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Modelli come il Renault Zoe e il Nissan Leaf sono tra i protagonisti di questa nuova fase. Le loro prime generazioni circolano da anni, e alcune unità raggiungono la fine della loro vita utile mentre altre necessitano di riparazioni per continuare a funzionare. Il ritiro di un’auto non significa necessariamente che la sua batteria sia ormai inutilizzabile: può mantenere il proprio valore come ricambio o per un’altra applicazione.

Una delle aziende che opera in questo mercato è Circunomics. La sua piattaforma mette in contatto professionisti che vendono e acquistano batterie, moduli e cellule, inclusi componenti usati e scarti di produzione. L’obiettivo è facilitare il reimpiego di questi materiali, evitando che vengano semplicemente immagazzinati o destinati direttamente al riciclo.

C’è un dettaglio importante da considerare: non tutte le batterie devono seguire lo stesso percorso. Alcune possono essere riutilizzate in un’auto compatibile; altre sono più adatte per l’immagazzinamento statico, mentre quelle che non consentono più un reimpiego adeguato devono essere riciclate. Lo stato del pacco e la sua idoneità per ogni tipo di utilizzo hanno maggiore importanza rispetto all’età stessa della batteria.

Il Nissan Leaf più economico costa 3.900 euro: con una batteria nuova può raggiungere i 500 km di autonomia

A questa offerta si aggiungono i surplus dei produttori. Si tratta di batterie che sono state prodotte o acquistate e che ancora non hanno trovato un utilizzo. Conservarle in magazzino non ferma comunque il loro invecchiamento, quindi venderle è vantaggioso dal punto di vista economico. Tuttavia, un surplus non diventa automaticamente un ricambio valido: deve essere compatibile con l’auto a cui è destinato.

Il mercato sta già compiendo passi concreti. Circumomics ha comunicato che, a fine settembre, la sua piattaforma riuniva circa 90 annunci con una capacità complessiva di quasi 2 GWh. L’offerta includeva batterie nuove, surplus, pacchetti usati, moduli, celle e sistemi di storage. Si tratta di dati relativi a questa piattaforma, non all’intero mercato europeo, ma dimostrano che sta iniziando a formarsi un’offerta organizzata.

Per il conducente, il risultato più interessante sarebbe disporre di diversi preventivi e soluzioni in caso di guasto. Riparare il componente danneggiato, installare un pacchetto ricondizionato o ricorrere a uno usato compatibile può permettere di conservare un’auto che, con il costo di una batteria nuova, verrebbe comunque abbandonata. Wagner colloca tra il 2030 e il 2032 una fase di maggiore sviluppo per questo mercato indipendente, anche se si tratta di una previsione.

Di quanto denaro stiamo parlando? Secondo i dati, i costi indicativi oscillano tra 4.500 e 12.000 euro per una sostituzione completa, inclusa la manodopera, mentre nei modelli ad alte prestazioni o di fascia alta i costi possono raggiungere dai 20.000 ai 23.000 euro. Non si tratta di tariffe universali: la capacità, l’architettura del pacchetto, il ricambio utilizzato e il laboratorio possono modificare notevolmente il preventivo.

La stessa pubblicazione indica che alcune riparazioni sui moduli costano tra 1.500 e 4.000 euro e menziona risparmi del 30% al 50% con pacchetti usati o ricondizionati rispetto a uno nuovo. È necessario verificare cosa include ciascuna offerta, la sua garanzia e lo stato certificato della batteria. Tuttavia l’argomento è interessante: avere più opzioni di riparazione può fare la differenza tra continuare a utilizzare un’auto elettrica o ritirarla prima del tempo.