BYD assume 150.000 persone mentre le sue vendite calano: cosa sta succedendo nel gigante cinese?


Il colosso cinese BYD ha appena raggiunto una soglia simbolica. Con oltre 1,02 milioni di dipendenti in tutto il mondo, questo produttore impiega ora più persone di Toyota, General Motors, Ford e Tesla messi insieme. Un dato impressionante, soprattutto considerando che il suo organico è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, nonostante un rallentamento nelle vendite di automobili.
BYD continua a cambiare dimensioni in modo incessante. In occasione della 33ª conferenza annuale della Società cinese degli ingegneri automobilistici (CSAE), tenutasi in Cina, il suo presidente Wang Chuanfu ha rivelato una cifra particolarmente significativa che dimostra l’entità raggiunta dal gruppo: oggi BYD impiega più di 1,02 milioni di persone in tutto il mondo. Nello specifico, circa 960.000 dipendenti lavorano in Cina, mentre 60.000 operano all’estero. Il gruppo conterebbe inoltre fino a 120.000 ingegneri addetti alla ricerca e sviluppo, impegnati soprattutto in ambito batterie, motori elettrici, elettronica di potenza e semiconduttori.
Un numero considerevole di dipendenti che testimonia la strategia di integrazione verticale del produttore. A differenza di molti concorrenti, BYD cerca di controllare una grande parte delle tecnologie e dei componenti necessari per i propri veicoli, invece di acquistarli da fornitori esterni.
Ulteriori 150.000 dipendenti in dieci mesi
La crescita del numero di dipendenti è tanto più sorprendente in quanto avviene dopo un periodo di forti fluttuazioni. Alla fine del 2022, BYD impiegava 570.100 persone. Un anno dopo, il gruppo era passato a 703.500 dipendenti, per poi registrare un’altra accelerazione spettacolare nel 2024. Alla fine di quell’anno, il suo organico raggiungeva quasi 968.900 persone. Tuttavia, questa crescita non è stata lineare. Secondo il suo rapporto annuale, alla fine del 2025 BYD contava soltanto 869.600 dipendenti, il che rappresenta una diminuzione di quasi 99.000 persone in dodici mesi. I posti di lavoro nella produzione sarebbero stati particolarmente colpiti.
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Da allora la tendenza si è completamente invertita. Alla fine di giugno 2026, i dati raccolti da S&P Global Market Intelligence indicavano 911.900 dipendenti. Quattro mesi dopo, BYD supera ormai il milione di lavoratori. Ciò rappresenta 150.000 persone in più rispetto all’inizio dell’anno, di cui oltre 100.000 assunte o integrate nelle file aziendali dalla fine del primo semestre. Una evoluzione spettacolare, nonostante le vendite del produttore non crescano più allo stesso ritmo di prima.
Un numero di dipendenti superiore a quello di quattro giganti dell’automobile messi insieme
Per misurare l’entità di BYD, basta confrontare il suo numero di dipendenti con quello dei grandi gruppi automobilistici mondiali. Alla fine del 2025, Volkswagen impiegava 663.000 persone, mentre Stellantis ne contava quasi 259.000. Toyota, invece, aveva 390.927 dipendenti al 31 marzo 2026. Negli Stati Uniti, Ford impiegava circa 169.000 persone alla fine del 2025, contro 156.000 in General Motors. Tesla, nel suo ultimo rapporto annuale, dichiarava 134.785 dipendenti. Sommando i dipendenti di Toyota, General Motors, Ford e Tesla, si ottengono 851.000 persone.
BYD conta quindi da solo quasi 170.000 dipendenti in più rispetto a questi quattro costruttori messi insieme. Un risultato che illustra la posizione assunta dal gruppo cinese nell’industria automobilistica mondiale. Ma attenzione: questi numeri non significano necessariamente che BYD produca più automobili o che sia meno efficiente dei suoi concorrenti.
Perché BYD ha bisogno di così tanti dipendenti?
Per comprendere questa discrepanza, è necessario analizzare cosa comprende effettivamente il perimetro industriale di BYD. Il gruppo cinese non produce soltanto automobili elettriche e ibride ricaricabili: produce anche batterie, motori, componenti elettronici, semiconduttori, sistemi di accumulo energetico e persino attrezzature ferroviarie. A ciò si aggiunge BYD Electronic, una filiale specializzata nella produzione di apparecchi elettronici per altre marche. Solo questa attività impiegava 165.000 persone alla fine del 2025. In altre parole, una parte significativa dei dipendenti di BYD lavora in settori che vanno ben oltre l’industria automobilistica.
Questa organizzazione è il risultato di una scelta strategica deliberata. Fin dalla sua fondazione nel 1994 come produttore di batterie, BYD ha progressivamente internalizzato una grande parte della propria catena di valore. Questa integrazione verticale le permette, tra l’altro, di controllare meglio i propri approvvigionamenti, i costi di produzione e lo sviluppo di tecnologie essenziali per le auto elettriche. Spiega anche perché il suo numero di dipendenti sia così elevato.
A titolo di confronto, BYD ha venduto circa 4,6 milioni di veicoli nel 2025, con quasi 870.000 dipendenti alla fine dell’anno. Ciò corrisponde approssimativamente a 5,3 veicoli per dipendente. Tesla raggiunge circa 12 veicoli per dipendente, Volkswagen 13,5 e Toyota quasi 29. Tuttavia, questi rapporti devono essere interpretati con molta cautela. Essi confrontano gruppi il cui ambito di attività, l’uso di subappaltatori e i settori industriali sono molto diversi. Pertanto, da soli, non permettono di misurare la loro reale produttività.
Assunzioni massicce nonostante un calo delle vendite
Il paradosso è che questo nuovo aumento delle vendite avviene in un contesto commerciale meno favorevole per BYD. Nei primi nove mesi del 2026, il gruppo ha venduto 3.131.576 veicoli, il che rappresenta una diminuzione del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, settembre è stato il mese migliore dell’anno, con 463.561 unità vendute. Ma il produttore deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita sul proprio mercato interno. In Cina, la guerra dei prezzi continua a compromettere i margini, mentre concorrenti come Geely e Leapmotor stanno guadagnando terreno.
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I risultati finanziari riflettono anch’essi queste difficoltà. Nel primo semestre del 2026, BYD ha registrato un fatturato di 344,8 miliardi di yuan e un utile netto di 12,3 miliardi di yuan, entrambi in calo rispetto all’anno precedente. La crescita del gruppo dipende quindi sempre di più dalle sue attività internazionali.
L’estero diventa il principale motore di crescita
Ora è al di fuori della Cina che BYD registra le sue migliori prestazioni. Dal gennaio al settembre 2026, il produttore ha venduto 1.342.960 veicoli nei mercati internazionali, con un aumento del 92,7% rispetto all’anno precedente. Le vendite all’estero rappresentano quindi quasi il 43% del suo volume totale. Una percentuale considerevole per un gruppo che per lungo tempo si è sviluppato quasi esclusivamente sul proprio mercato nazionale. Questa espansione internazionale è accompagnata da nuovi investimenti industriali, in particolare in Thailandia, in Brasile e in Ungheria, dove BYD sta sviluppando capacità di produzione locali.
Tuttavia un altro dato mostra che questa trasformazione è ancora lontana dall’essere completata: dei suoi 1,02 milioni di dipendenti, solo 60.000 lavorano attualmente al di fuori della Cina. Appena il 6% dei dipendenti del gruppo è quindi presente all’estero, mentre i mercati internazionali rappresentano ormai più di quattro veicoli venduti su dieci. BYD rimane quindi un’azienda fortemente incentrata sulla sua base industriale cinese, anche se la sua presenza produttiva a livello internazionale si sta progressivamente rafforzando.