BYD vuole tre fabbriche di automobili e una di batterie in Europa: la Spagna parte con un vantaggio

BYD sta preparando un importante salto industriale in Europa. L’azienda cinese ritiene che, a lungo termine, avrà bisogno di tre stabilimenti per l’assemblaggio di automobili e uno stabilimento per le batterie sul continente, al fine di sostenere la crescita delle vendite e di adattarsi alle future esigenze di produzione locale dell’Unione Europea. Così ha spiegato Alfredo Altavilla, consigliere europeo di BYD e ex dirigente di Fiat Chrysler.
Questo passo rappresenta un cambiamento di scala significativo per BYD, che fino a poco tempo fa concentrava gran parte della sua strategia europea sull’importazione delle sue auto dalla Cina. Il marchio sta già procedendo con la costruzione del suo primo stabilimento per autovetture in Ungheria e ora intende accelerare la ricerca di nuove strutture per poter aumentare la produzione locale. Il secondo stabilimento europeo potrebbe trovarsi in Spagna o in Francia, due dei paesi che attualmente offrono le maggiori opportunità.
L’intenzione di BYD è prendere una decisione riguardo a questa seconda fabbrica prima della fine del 2026. Invece di costruire un impianto completamente nuovo, l’azienda sta valutando principalmente l’acquisto di una struttura industriale esistente da adattare alle proprie esigenze, una soluzione che permetterebbe di ridurre i tempi necessari per avviare la produzione. Altavilla ha indicato che Spagna e Francia sono le opzioni preferite, mentre l’Italia rimane una possibilità alternativa.
Sembra proprio che l’Italia abbia perso terreno rispetto ai suoi due concorrenti. Lo stesso Altavilla l’ha descritta come un’opzione di riserva, poiché BYD sta cercando le condizioni più competitive e ritiene che attualmente ci siano maggiori opportunità per acquisire una fabbrica sottoutilizzata in Spagna o in Francia. L’azienda mantiene inoltre colloqui con produttori europei e diversi governi per valutare possibili impianti che possano essere riutilizzati.
BYD deve produrre sempre più automobili al di fuori della Cina

La strategia industriale europea di BYD non risponde soltanto a una questione di capacità. La produzione locale sta diventando un elemento sempre più importante per i produttori cinesi che desiderano crescere in Europa, soprattutto di fronte alle tariffe applicate dall’Unione Europea sulle auto elettriche prodotte in Cina e alle future richieste riguardanti l’origine dei componenti. La Commissione Europea mantiene attualmente dazi compensatori sulle importazioni di auto elettriche provenienti dalla Cina, con tassi che raggiungono il 35,3% a seconda del produttore.
In questa situazione, produrre all’interno dell’Europa permette a BYD di ridurre la propria esposizione alle misure commerciali applicate alle auto prodotte in Cina. Inoltre, l’azienda sta cercando di anticipare eventuali future regole sul contenuto locale che potrebbero richiedere che una parte dei componenti utilizzati nelle auto vendute in Europa provenga dall’Unione Europea stessa. Secondo Reuters, tali norme sono previste per il 2027.
Il primo elemento fondamentale di questa strategia è lo stabilimento di Szeged, in Ungheria. BYD ha annunciato il progetto nel 2023 come il suo primo stabilimento europeo per automobili di fascia media e successivamente ha confermato che il Dolphin Surf sarà uno dei modelli prodotti lì. L’azienda ha inoltre sviluppato una rete industriale e di ricerca in Ungheria, dove ha sede la futura sede europea a Budapest e un centro di ricerca e sviluppo.

Crescita internazionale di BYD che spiega gran parte della necessità di aumentare la capacità produttiva al di fuori della Cina. Nei primi otto mesi del 2026 l’azienda ha venduto 1.162.260 veicoli nei mercati esteri, il 85,72% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo ad agosto sono state vendute 189.466 unità all’estero, un aumento del 134,45%, cifra che ha rappresentato il 43,03% del totale delle vendite di quel mese.
L’azienda ha inoltre elevato i propri obiettivi internazionali. Secondo dati raccolti da Deutsche Bank, BYD prevede di chiudere il 2026 con tra 1,9 e 2 milioni di veicoli venduti al di fuori della Cina, mentre per il 2027 punta a superare i 2,5 milioni di unità. Si tratta di obiettivi che riguardano tutti i mercati internazionali e non solo l’Europa.
Nel frattempo, BYD sta ampliando la propria presenza in Europa oltre al proprio marchio. Denza, il suo marchio rivolto al segmento di fascia alta, sta accelerando il proprio ingresso in Europa con nuovi punti vendita e modelli come il Z9GT e il D9 DM-i. L’apertura di nuovi spazi commerciali a Torino e Parigi è un altro segnale del fatto che il gruppo intende aumentare la propria presenza sul continente, senza limitarla esclusivamente alle auto elettriche del marchio BYD.
A lungo termine, quindi, l’obiettivo è molto più ambizioso rispetto alla semplice presenza di un’unica fabbrica in Ungheria. BYD prevede tre centri di produzione di automobili e una fabbrica di batterie in Europa, un’infrastruttura che le permetterebbe di accompagnare la crescita delle vendite attraverso una maggiore produzione locale e di ridurre l’impatto delle barriere commerciali. La scelta della seconda fabbrica, con Spagna e Francia come principali candidate, sarà il prossimo passo importante di questa espansione.