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BYD vuole 3 fabbriche di automobili e 1 per batterie in Europa. Spagna e Francia prima dell’Italia

BYD vuole 3 fabbriche di automobili e 1 per batterie in Europa. Spagna e Francia prima dell’Italia

BYD prevede di avere in futuro tre stabilimenti per l’assemblaggio di automobili e uno per le batterie in Europa, al fine di aumentare le vendite e conformarsi alle normative dell’Unione. Questo piano è stato presentato il 17 settembre a Torino da Alfredo Altavilla, consigliere per l’Europa di BYD e ex dirigente di Fiat Chrysler. Per i conducenti in Polonia è un segnale chiaro: i cinesi non vogliono più limitarsi a importare automobili nell’UE, ma intendono costruire qui una rete produttiva solida.

Il primo stabilimento europeo di BYD sta per essere avviato in Ungheria. Il secondo sito di assemblaggio dovrebbe essere individuato entro la fine del 2026 e l’azienda preferisce acquisire uno stabilimento esistente e modernizzarlo piuttosto che costruire tutto da zero. È una scelta sensata, poiché permette di procedere più velocemente e di solito a costi inferiori.

Il secondo stabilimento entro la fine dell’anno. I candidati preferiti sono Spagna e Francia.

Anche il secondo argomento è altrettanto interessante. Il Financial Times aveva scritto in precedenza che l’UE sta cercando di stabilire un limite negoziato per le importazioni di auto ibride cinesi e, in assenza di un accordo, i dazi potrebbero aumentare. Ciò esercita pressioni commerciali sui veicoli elettrici a zero emissioni anche sulle auto ibride, spingendo ulteriormente i marchi cinesi ad entrare in Europa con le proprie fabbriche.

La BYD ha motivi per lottare. Nei primi 8 mesi del 2026 le vendite all’estero dell’azienda sono aumentate del 85,72% su base annua, raggiungendo le 1.162.260 unità. Solo ad agosto 2026 sono state vendute un record di 189.466 auto, ovvero il 134,45% in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, questa cifra rappresentava già il 43,03% del totale delle vendite mensili dell’azienda. Qui ci riferiamo a tutti i mercati al di fuori della Cina, non solo all’Europa.

La dirigenza ha inoltre aumentato l’obiettivo per il 2026 a 1,9-2,0 milioni di auto all’estero della Cina, mentre per il 2027 punta a oltre 2,5 milioni. A ciò si aggiunge l’offensiva del marchio Denza in Europa, con nuovi concessionari a Torino e Parigi.

Sul papel il piano è molto ambizioso, ma nel caso di BYD proprio l’entità delle vendite inizia a sostenerlo. La domanda non è più se entreranno più a fondo in Europa, ma dove costruiranno il prossimo impianto. Secondo voi, quale paese otterrà la seconda fabbrica di BYD: Spagna, Francia o forse l’Italia?

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