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Bonus colonnine: gli esclusi scrivono al ministero

Bonus colonnine: gli esclusi scrivono al ministero

L’annuncio del bonus colonnine a inizio 2026 ha portato fuori strada tanti e‑driver. In un periodo di grandi acquisti di auto elettriche, per merito dell’ecobonus, c’è chi ha pensato che la presentazione della misura all’interno del Fondo automotive si traducesse automaticamente in un bonus valido per tutto il 2026. Ma non funziona così: il bonus scatta dall’approvazione del decreto. Quindi il contributo vale solo per chi ha speso dopo il 26 giugno. Le fatture con data precedente non permettono di accedere al rimborso delle spese. Gli esclusi ci hanno scritto, ma c’è anche chi ha presentato una formale rimostranza al ministero, come il nostro lettore Edoardo. Poi la delusione di Alessandro. Anche voi avete dovuto rinunciare? Scriveteci a info@vaielettrico.it

La brutta abitudine dei tempi stretti

Formalmente è tutto a posto. L’incentivo parte dal momento in cui la legge viene approvata. Ma in un bando dove è importante l’ordine cronologico, dove le risorse possono esaurirsi e dove le spese del 2026 non si recuperano nel 2027, è prevedibile prepararsi per tempo. Il sostegno infatti non riguarda l’acquisto del dispositivo, operazione abbastanza veloce, ma l’installazione della colonnina. A volte non basta l’elettricista: serve anche un muratore. Spesso c’è necessità di “tirare” il cavo per decine di metri. C’è chi ha il box in condominio e il collegamento con il contattore può essere distante decine di metri; oppure la colonnina va installata nel cortile e serve un pozzetto dedicato.

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Ci vuole tempo, per i condomini ancora di più, e soprattutto le agende degli elettricisti/installatori sono spesso piene: c’è da aspettare. Chi, per essere sicuro, ha atteso l’annuncio della pubblicazione con tutte le istruzioni da seguire — perché chi sbaglia paga — ha avuto a disposizione solo una settimana. Se non ci si è organizzati prima, al 22 settembre, il giorno di invio della pratica, si arriva con il fiatone, o non si arriva proprio.

Quella dei tempi stretti è una costante non positiva della programmazione degli incentivi. Si è visto bene con il retrofit, un’operazione molto complicata: c’è da sostituire un motore, e il bando fu pubblicato a ottobre con scadenza a dicembre. Il risultato? Un fallimento totale.

Il lettore scrive al Ministero

Il lettore si chiama Edoardo Vella e questa la lettera per il ministero. «Con la presente desidero esprimere il mio forte rammarico e la mia formale protesta in merito alla gestione delle finestre temporali d’accesso e di copertura dei fondi destinati al “Bonus Colonnine Domestiche” per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici.Nel corso del 2025, incentivato dalle linee guida europee e nazionali sulla transizione ecologica e sulla decarbonizzazione dei trasporti, ho provveduto a installare a mie spese una colonnina di ricarica presso la mia abitazione sita in Martellago (VE)».

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Edoardo prosegue: «Con l’apertura dei successivi sportelli, è emerso tuttavia come le installazioni effettuate nel corso del 2025 siano rimaste prive di una specifica e analoga copertura a fondo perduto, a differenza di quanto previsto per le spese sostenute nelle annualità precedenti (come il 2024, coperto retroattivamente dai bandi successivi).

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Questa evidente discontinuità temporale e l’assenza di un rifinanziamento continuo creano una penalizzazione ingiustificata per quei cittadini che, fidandosi del percorso di transizione energetica promosso dalle istituzioni, hanno investito tempestivamente risorse private. Tale meccanismo rischia di disincentivare gli sforzi collettivi verso la mobilità sostenibile, creando disparità di trattamento basate unicamente sulla data di fatturazione dei lavori».

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Infine l’appello: «Chiedo pertanto che Codesto Ministero prenda in considerazione la previsione di una misura compensativa o di una finestra di recupero retroattiva dedicata a chi ha installato e collaudato i dispositivi nel corso del 2025 e fino a giugno 2026, garantendo pari dignità agli investimenti green dei privati cittadini».

La delusione di Alessandro

Uno degli esclusi è Alessandro che conferma la nostra riflessione sui tempi dei bandi: «Che fregatura che ho preso con il nuovo decreto per le colonnine recupero del 80%. Ho acquistato una macchina elettrica in aprile 2026 e montata la colonnina in garage con la speranza di recupero di qualcosa».

Bene ma «ho scoperto che rientrano nel decreto solo chi le ha installate o le installa da giugno a dicembre 2026. E quelli che lo hanno fatto prima? Ma in base a cosa decidono che le persone che lo hanno fatto prima non rientrano nel decreto? Ma perché…un ingiustizia vera».

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