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Anche se può sembrare folle, Leapmotor eliminerà un componente fondamentale presente da 70 anni che tuttora causa guasti nelle auto elettriche

Anche se può sembrare folle, Leapmotor eliminerà un componente fondamentale presente da 70 anni che tuttora causa guasti nelle auto elettriche

28/09/2026 13:00

Aggiornato a

28/09/2026 13:00

Gli automobili elettriche hanno completamente cambiato il loro sistema di propulsione, ma conservano ancora componenti ereditati dai vecchi veicoli a combustione. Uno di questi è la piccola batteria ausiliaria da 12 volt, incaricata di alimentare numerosi sistemi elettrici; la sua scarica può rendere completamente immobile un’auto elettrica, anche se la sua enorme batteria di trazione dispone di energia sufficiente.

Leapmotor vuole trovare una soluzione a questo problema eliminandola definitivamente. Il produttore cinese ha presentato la sua nuova batteria CTC 3.0 High-Low Fusion, una tecnologia che integra le funzioni ad alta e bassa tensione nello stesso sistema, permettendo di eliminare la tradizionale batteria ausiliaria al piombo da 12 volt. I primi veicoli dell’azienda dotati di questa soluzione inizieranno ad arrivare a partire dal 2027.

cavi

Un’unica batteria per alimentare praticamente tutto l’auto

La batteria da 12 volt continua ad avere una funzione fondamentale anche in un’auto elettrica. Alimenta componenti come le unità di controllo, l’illuminazione, i tergicristalli, la climatizzazione, gli schermi del sistema multimediale, i sistemi di sicurezza o gli airbag. Partecipa inoltre all’avvio del sistema ad alta tensione quando avviamo il veicolo.

La soluzione sviluppata da Leapmotor consiste nell’integrare direttamente queste funzioni nella batteria di trazione. La sua tecnologia CTC 3.0 utilizza le stesse celle e moduli per le funzioni ad alta e bassa tensione, oltre a condividere la gestione termica e la distribuzione dell’energia. La nuova generazione offre sette volte in più capacità e funzionalità a bassa tensione rispetto alla versione precedente e, secondo il produttore, è già in grado di eguagliare l’alimentazione fornita da una batteria convenzionale da 12 volt.

Leapmotor non utilizza nemmeno un pacchetto di batterie convenzionale separato. La sua tecnologia ‘Cell-to-Chassis’ integra le cellule direttamente nella struttura del veicolo, eliminando i moduli separati. L’azienda parla così di una ricostruzione completa del sistema di alimentazione elettrica, assicurando che i primi modelli dotati di CTC 3.0 saranno i primi veicoli stradali in oltre 70 anni a non necessitare di una batteria ausiliaria al piombo da 12 volt.

leapmotor

Meno manutenzione e una causa comune di guasti che scompare

Eliminare questa piccola batteria potrebbe anche presentare vantaggi per il proprietario. Leapmotor promette di ridurre il numero di componenti e di ottenere un sistema che non richiede manutenzione per tutta la sua durata, evitando così la necessità di sostituire la batteria ausiliaria man mano che invecchia. Secondo le informazioni pubblicate da diversi studi, i problemi legati alle batterie da 12 volt sono stati tra le cause più comuni di guasti nelle auto elettriche nel 2025.

L’azienda pone inoltre l’accento sull’impatto ambientale. Ritiene che un’implementazione su larga scala di CTC 3.0 possa evitare la produzione e successiva eliminazione di decine di milioni di batterie al piombo ogni anno. Tuttavia non ha specificato esattamente quanto peso o denaro questa soluzione permetterà di risparmiare. Non ha ancora spiegato nemmeno come garantirà l’alimentazione di riserva dei sistemi a bassa tensione in caso di guasto o interruzione del sistema principale ad alta tensione.

La nuova batteria arriverà insieme all’architettura ‘LEAP 5.0 New Mobile Space’, presentata anch’essa durante il Tech Day 2026 di Leapmotor. Entrambe le tecnologie sono state sviluppate per sostenere la prossima generazione di veicoli dell’azienda e inizieranno ad essere introdotte nei nuovi prodotti a partire dal 2027. Il marchio, strettamente legato a Stellantis per la sua espansione internazionale, intende così eliminare uno degli ultimi elementi che le auto elettriche mantengono ancora praticamente intatti da decenni.