L’ultima e-bike a doppio motore da 6.000 W di Aniioki supera di gran lunga i limiti, tanto da essere praticamente una motocicletta elettrica.


Se c’è una tendenza che ha definito l’industria delle e-bike dirette al consumatore negli ultimi anni, è la corsa incessante verso valori sempre più elevati: batterie più grandi, motori più potenti e velocità massime più alte. Ora Aniioki presenta ciò che potrebbe essere uno degli esempi più estremi finora visti.
Il nuovo A9 Pro Max Dual Motor 2.0 della azienda dispone di una potenza massima del motore di 6.000 watt, una velocità massima dichiarata ben superiore a 50 miglia orarie (80 km/h) a seconda della versione, e opzioni di batteria che raggiungono addirittura i 5 kWh. Questi valori vanno oltre quelli tipici delle e-bike tradizionali, avvicinandosi molto a quelli delle vere motociclette elettriche.
A prima vista, l’A9 sembra una bicicletta elettrica con pneumatici spessi: ha pedali, un sellino da bicicletta e pneumatici da 26×4,8 pollici. Il prezzo di 2.899 dollari non è nemmeno così elevato secondo gli standard delle biciclette elettriche ad alta potenza. Tuttavia, osservandola più da vicino, diventa subito chiaro che questo dispositivo opera in un contesto completamente diverso.
E sebbene si possa pedalare, quei motori enormi e l’acceleratore allettante fanno sì che i pedali diventino probabilmente soltanto dei poggiapiedi per la maggior parte delle persone.

Aniioki offre questa bicicletta in tre configurazioni diverse.
La versione di base da 60V 2,0 utilizza due motori da 2.500 W ciascuno (con una potenza massima combinata di 6.000 W) e raggiunge velocità dichiarate comprese tra 40-45 miglia orarie (64-70 km/h).
Salendo al modello da 60V 3,0, la potenza di uscita aumenta grazie a due motori da 3.000 W ciascuno (7.000 W in totale al picco), portando la velocità massima dichiarata a 51-55 mph (82-88 km/h).
C’è poi la versione di punta da 72V, che mantiene i due motori da 3.000 W ma li abbinano a un sistema elettrico ad alta tensione e a una batteria da 72V. Questo permette velocità dichiarate comprese tra 54-60 mph (87-98 km/h), migliorando al contempo la coppia, l’uscita del controller e la capacità di salita.

Anche i pannelli batteria meritano attenzione. I modelli da 60V sono disponibili con batterie da 70Ah (4.200 Wh) o 80Ah (4.800 Wh). A titolo di confronto, molte e-bike per spostamenti quotidiani odierni hanno una capacità di circa 600-800 Wh. Anche le e-bike da carico faticano spesso a superare i 1.000 Wh.
Una batteria da 5 kWh sta entrando nel settore delle piccole motociclette elettriche e, di fatto, supera la capacità delle batterie di molti scooter elettrici e mini-motociclette.
Aniioki afferma una autonomia fino a 200 miglia (320 km) con assistenza al pedale in condizioni ideali, anche se, come per tutte le stime di autonomia, le prestazioni reali dipenderanno fortemente dalla velocità, dal terreno, dal peso del pilota e dal rapporto tra uso dell’acceleratore e pedale.
L’azienda ha inoltre posto grande enfasi sulla sicurezza e sull’affidabilità, evidenziando un guscio della batteria in alluminio spesso 4 mm, celle batterie a lama semisolido, protezioni del sistema di gestione della batteria e un telaio brevettato che si dice sia due volte più resistente rispetto ai telai tradizionali per biciclette, in grado di sostenere un peso fino a 400 lb (180 kg).

Anche la potenza di frenata ha ricevuto notevole attenzione. L’azienda utilizza un sistema di frenata combinato CBS abbinato a dischi freno di dimensioni maggiorate, da 300 mm. Il modello di punta da 72 V viene ulteriormente potenziato con pinze freno anteriori a otto pistoni e posteriori a sei pistoni, componenti solitamente associati alle motociclette piuttosto che alle biciclette.
E parlando ancora di motociclette, è qui che dobbiamo affrontare il problema principale.
Sì, ha i pedali.
Tuttavia, quando si parla di velocità superiori a 50 miglia orarie, di una potenza del motore di 6-7 kW e di una batteria più grande di quella di molte moto elettriche, diventa sempre più difficile giustificare l’uso del termine “e-bike” al di fuori dei linguaggi promozionali. Naturalmente, dobbiamo ricordare che il termine “e-bike” è per lo più colloquiale e raramente compare in qualsiasi quadro normativo. Ad esempio, anche la California, che adotta alcune delle interpretazioni più rigorose del sistema a tre categorie, non utilizza mai il termine “e-bike”. Il veicolo a cui tutti pensiamo è legalmente definito “bicicletta elettrica”, ed è per questo che i “e-bike” sono da tempo utilizzati come termine generico per indicare tutto, dalle adorabili piccole biciclette elettriche europee da 250 W fino alle moto elettriche ad alta potenza di 80 kW.
Pertanto, il dibattito sul fatto che questo dispositivo sia o meno un e-bike è in qualche modo irrilevante. La vera domanda è se sia o meno una bicicletta elettrica. E dal punto di vista legale, non lo è.
Nella maggior parte delle giurisdizioni, questo veicolo non rientrerebbe nelle definizioni di bicicletta elettrica di Classe 1, 2 o 3. Tali normative stabiliscono solitamente un limite di velocità massima di 20-28 miglia orarie e una potenza del motore intorno ai 750 watt negli Stati Uniti. A seconda del luogo in cui viene utilizzato, l’A9 Pro Max dovrebbe essere classificato più correttamente come moped elettrico o motocicletta elettrica leggera.
Questo non significa che veicoli del genere non dovrebbero esistere. È evidente una crescente domanda da parte di chi cerca un mezzo che si collochi tra una bicicletta elettrica e una motocicletta tradizionale. Le vendite sono in forte aumento, e i numeri parlano da soli. Tuttavia, ciò evidenzia una realtà sempre più complicata nel settore: semplicemente montare dei pedali su una motocicletta elettrica non la trasforma automaticamente in bicicletta elettrica, almeno secondo le leggi vigenti.