Gli obiettivi ambiziosi di elettrificazione “35 by 35” richiederanno una rapida transizione verso veicoli elettrici

Attraverso l’Agenda d’Azione della Presidenza COP31, Turchia e Australia hanno guidato l’iniziativa chiave “35 by 35” al fine di aumentare la quota di elettricità nel consumo energetico finale globale, passando dai circa 20% attuali al 35% entro il 2035.
Spostando i settori a consumo finale lontano dalla combustione diretta di combustibili fossili, questo obiettivo mira a ridurre drasticamente le emissioni globali, a proteggere le economie dai mercati volatili di petrolio e gas e a diminuire gli inquinanti atmosferici pericolosi.
Dato che attualmente l’elettricità rappresenta meno dell’1% del consumo energetico nel settore dei trasporti stradali, per colmare il divario verso l’obiettivo del 35% sarà necessaria una transizione immediata e rapida verso veicoli a zero emissioni (ZEV).
Dove le politiche attuali incontrano ostacoli
Sebbene edifici e industria pesante dominino l’attuale consumo di elettricità, i trasporti rappresentano il settore con la crescita più rapida per nuove richieste. Abbiamo modellato due percorsi distinti per il consumo energetico dei trasporti su strada al fine di valutare la fattibilità dell’obiettivo “35 by 35”.
Lo scenario di base riflette l’impatto a lungo termine delle politiche attualmente adottate e degli sviluppi di mercato previsti per le vendite di veicoli e il turnover delle flotte nei mercati globali fino al 2050.
Lo scenario ambizioso prevede l’attuazione completa della Dichiarazione sui veicoli a zero emissioni, che chiede l’elettrificazione dei veicoli a basso peso, nonché del Memorandum di Intesa globale sui veicoli a medio e alto peso a zero emissioni, che obbliga i firmatari ad adottare camion e autobus a zero emissioni.
Questi due percorsi hanno un inizio simile ma divergono notevolmente entro il 2050.
Nel scenario di base, entro il 2035 l’elettricità rappresenta soltanto il 6% del consumo energetico dei trasporti su strada e rimane fissa al 18% entro il 2050, inferiore al livello richiesto per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Presidenza della COP31. Nel scenario ambizioso, invece, l’elettricità raggiunge il 11% entro il 2035 e il 62% entro il 2050, ovvero più di tre volte in più rispetto alle proiezioni del scenario di base.

I veicoli stradali di solito rimangono in servizio per 15-20 anni, pertanto anche politiche ambiziose volte a favorire un rapido aumento degli veicoli a zero emissioni, come obblighi di vendita, standard rigorosi per l’emissione di CO2 e l’efficienza del carburante, nonché incentivi mirati all’acquisto, richiedono tempo per modificare l’intera flotta in servizio, poiché i veicoli a combustione interna più vecchi vengono progressivamente ritirati dal servizio.
Ogni veicolo a motore a combustione interna venduto oggi assicura una domanda di combustibili fossili elevata per tutto il corso degli anni 2030 e 2040, il che significa che qualsiasi ritardo nell’adozione e nel rafforzamento di tali quadri normativi posticipa ulteriormente il momento in cui si potrà passare ad alternative più sostenibili.
Il valore della strategia ambiziosa
Accelerare l’adozione dei veicoli a zero emissioni rispetto alla traiettoria prevista nel scenario di base a quella della strategia ambiziosa permetterebbe di evitare un consumo cumulativo di combustibili fossili liquidi stimato in 601 esajoule nel trasporto stradale entro il 2050. Ciò rappresenta circa il 70% del risparmio energetico totale previsto nello scenario ambizioso ed è equivalente al consumo di carburante per tutta la vita utile di 863 milioni di automobili a benzina.
I fluttuazioni dei prezzi del petrolio nel 2026, causate dagli aggiustamenti della produzione da parte di OPEC+ e dalle interruzioni lungo i corridoi di trasporto fondamentali, hanno ribadito la grave esposizione macroeconomica dei paesi che dipendono dalle importazioni di petrolio. Sostituire questa domanda attraverso un’adozione ambiziosa di veicoli a zero emissioni, in linea con l’obiettivo “35 by 35”, può aiutare a sostituire il petrolio importato e volatile con l’elettricità, offrendo una protezione duratura contro futuri shock dei prezzi dei carburanti.
La nostra analisi mostra che l’adozione dei veicoli elettrici sta già generando vantaggi fiscali. In Indonesia, dove i sussidi governativi ai carburanti hanno prosciugato le casse pubbliche, le auto elettriche hanno permesso al governo di risparmiare circa 5,8 miliardi di dollari solo nel 2025 rispetto a quanto sarebbe stato necessario per una flotta equivalente a combustione interna.
A lungo termine, si prevede che una transizione completa verso le auto elettriche permetta al paese di risparmiare tra 255 e 321 miliardi di dollari nei costi energetici cumulativi entro il 2060. A livello globale, l’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che nel 2025 le auto elettriche abbiano sostituito circa 1,7 milioni di barili di petrolio al giorno, una cifra destinata a raddoppiare entro il 2030, poiché sempre più mercati emergenti come l’India considerano l’elettrificazione una necessità per la sicurezza energetica e non soltanto un obbligo legato al clima.
Raggiungere un simile livello di sostituzione dei combustibili fossili porterà a indirizzare una quota crescente delle esigenze energetiche verso i trasporti su strada. I modelli dell’ICCT indicano che la domanda globale di elettricità per i trasporti su strada aumenterà da circa 190 terawatt-orari (TWh) nel 2025 a oltre 1.500 TWh entro il 2035 secondo lo scenario di base, una cifra più o meno equivalente al consumo totale di elettricità dell’India oggi.
Nel scenario Ambizioso, si prevede che la domanda di energia aumenti fino a 2.600 TWh entro il 2035 per poi salire a 9.000 TWh entro il 2050, un valore equivalente al consumo totale di elettricità della Cina oggi. Poiché i sistemi di trazione elettrica sono da tre a quattro volte più efficienti in termini energetici rispetto ai motori a combustione interna, questo passaggio ridurrà il consumo energetico complessivo nel settore dei trasporti, anche se questi diventeranno una fonte importante di domanda di energia.
I veicoli a zero emissioni rafforzano la rete elettrica
Sebbene l’elettrificazione dei trasporti stradali generi una nuova domanda di elettricità, se strutturata correttamente, può anche rafforzare le reti elettriche fornendo la flessibilità necessaria per assorbire una maggiore quantità di energia eolica e solare. Grazie alla ricarica intelligente, i veicoli attingono energia dalla rete quando l’energia rinnovabile è più economica.
Nel frattempo, la tecnologia bidirezionale veicolo-reti (V2G) permette alle batterie di scaricare energia nuovamente nella rete quando la domanda raggiunge i massimi. Questa flessibilità riduce lo stress sulla rete e abbassa i costi del sistema, aiutando a garantire che le reti elettriche possano gestire l’aumento delle capacità solari e eoliche necessario per raggiungere un’economia globale al 35% elettrificata.
I recenti modelli di rete realizzati dall’ICCT hanno dimostrato che una carica gestita dei veicoli elettrici riduce direttamente i colli di bottiglia infrastrutturali e al contempo abbassa i costi sistemici. In Francia, si prevede che la carica intelligente riduca il carico massimo del sistema nel 2040 del 6%, con un aumento del 9% grazie all’integrazione V2G bidirezionale. Questo approccio gestito ridurrebbe la necessità di potenziamenti delle linee elettriche e dei trasformatori rispettivamente del 23% e del 37%, evitando così quasi un quarto dei costi annuali legati all’ampliamento della rete a causa dell’aumento delle cariche dei veicoli.
In California, la carica gestita e le tariffe fuori picco potrebbero ridurre notevolmente i costi previsti per l’ammodernamento della rete di distribuzione entro il 2035, passando da 50 miliardi di dollari a 15 miliardi di dollari. Abbinando questo approccio alla funzionalità V2G, i veicoli a zero emissioni potrebbero restituire nell’ambito del sistema l’elettricità rinnovabile immagazzinata durante le ore di picco di carico, contribuendo a evitare interruzioni di servizio e costosi interventi infrastrutturali.
La Dichiarazione sui veicoli a zero emissioni e l’accordo di cooperazione globale come meccanismi di attuazione
Un benchmark globale può influenzare i mercati soltanto quando viene tradotto in regole vincolanti. La Dichiarazione ZEV e l’accordo globale forniscono l’architettura di governance multilaterale necessaria per coordinare gli obiettivi nazionali. Imponendo ai firmatari una vendita del 100% di auto e furgoni a zero emissioni entro il 2035 nei mercati chiave (e entro il 2040 a livello globale), nonché una vendita del 100% di camion e autobus a zero emissioni entro il 2040, questi due strumenti inviano un segnale di mercato inequivocabile in grado di ridurre i rischi per gli investimenti di capitale privato nei settori della produzione, delle catene di approvvigionamento delle batterie e delle infrastrutture di ricarica.
Raggiungere la traiettoria settoriale prevista nello scenario “Ambitious” dell’ICCT richiederà un insieme completo di strumenti politici a più livelli, in grado di riflettere l’evoluzione dell’adozione dei veicoli elettrici e del contesto normativo. Nei mercati maturi ciò significa passare da sussidi temporanei per gli acquisti da parte dei consumatori a obblighi legali per l’uso di veicoli a zero emissioni, standard rigorosi per le emissioni di CO2 su tutto il parco veicoli, nonché sistemi di incentivi basati sul principio del “chi inquina paga”. Per il trasporto merci commerciale, l’obiettivo di raggiungere una parità nei costi totali di possesso dipende dall’istituzione di corridoi di ricarica dedicati e da requisiti specifici per l’acquisto dei veicoli. Nel frattempo, le economie emergenti in America Latina e nel Sud-est asiatico stanno promuovendo l’adozione dei veicoli elettrici attraverso politiche fiscali mirate e strategie di produzione locale, dando priorità ai parchi veicoli urbani ad alta autonomia e ai veicoli a due o tre ruote.
Dall’ambizione all’azione
Anche se i veicoli a zero emissioni riducono già le emissioni di CO2 e sostituiscono il petrolio importato volatile nell’attuale mix energetico, la decarbonizzazione dell’approvvigionamento energetico permetterà di sfruttare appieno il loro potenziale climatico. Allo stesso tempo, la ricarica intelligente e bidirezionale può trasformare le flotte di veicoli in crescita in risorse flessibili per la rete elettrica, aiutando le reti a assorbire maggiori quantità di energia eolica e solare.
Mentre i governi si preparano a riunirsi alla COP31 per avanzare strategie energetiche e industriali, tradurre gli impegni globali sui veicoli a zero emissioni in politiche nazionali vincolanti rappresenta il meccanismo più concreto per raggiungere l’obiettivo “35 entro il 35”.
International Council for Clean Transportation. Riprodotto con autorizzazione.