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Normative

ACEA esorta l’UE ad agire sulla produzione di autobus, visto che i marchi cinesi detengono il 32% del mercato degli autobus urbani elettrici e il deficit commerciale dell’UE raggiunge i 2,9 miliardi di euro.

ACEA esorta l’UE ad agire sulla produzione di autobus, visto che i marchi cinesi detengono il 32% del mercato degli autobus urbani elettrici e il deficit commerciale dell’UE raggiunge i 2,9 miliardi di euro.

L’associazione dei produttori europei ACEA chiede un intervento urgente dell’UE nel settore della produzione di autobus e nelle gare d’appalto pubbliche, visto che nel 2025 i marchi cinesi hanno raggiunto il 32% del mercato europeo degli autobus urbani elettrici, mentre il deficit commerciale dell’UE per gli autobus è aumentato a 2,9 miliardi di euro.

In un documento pubblicato il 21 ottobre 2026 intitolato “La produzione di autobus in Europa – È necessario un intervento urgente”, l’Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA) presenta proposte riguardanti le gare d’appalto pubbliche, la creazione di valore industriale in Europa, la pianificazione della produzione, la sicurezza informatica e la competitività internazionale. L’associazione chiede modifiche alla Legge sull’acceleratore industriale e alle normative UE sulle gare d’appalto, introducendo misure in vista dei importanti contratti di rinnovo delle flotte previsti prima del 2030.

La maggior parte dei circa 680.000 autobus in funzione nell’UE fornisce servizi commissionati dalle autorità pubbliche tramite gare d’appalto o contratti di servizio pubblico. Nel settore degli autobus urbani, la domanda dipende interamente dalle procedure di acquisto pubblico e dai finanziamenti disponibili. Gli operatori privati che forniscono servizi su base contrattuale pubblica sono generalmente soggetti agli stessi requisiti di acquisto.

La base produttiva europea di autobus comprende più di 38 stabilimenti di assemblaggio distribuiti in 12 Stati membri dell’UE, con attività produttive in Polonia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo, Ungheria, Lituania e Romania. La produzione di autobus nell’UE è aumentata dell’8,9% nel 2025. La catena di valore industriale include inoltre la produzione di telai, componenti, attività ingegneristiche, ricerca e sviluppo, software e tecnologie di elettrificazione.

I produttori cinesi detengono il 32% del mercato europeo degli autobus urbani elettrici

L’ACEA riporta che nel 2025 i marchi cinesi hanno rappresentato circa il 9% del mercato totale degli autobus nell’UE e il 28% del segmento degli autobus elettrici. Negli autobus urbani, la loro quota di mercato è arrivata al 20% in totale e al 32% tra i veicoli elettrici. Per confronto, le automobili prodotte in Cina hanno rappresentato il 7% delle vendite di autovetture nell’UE nello stesso periodo.

L’associazione segnala inoltre un aumento del deficit commerciale degli autobus nell’UE, passato da 1,6 miliardi di euro nel 2023 a 2,9 miliardi di euro nel 2025. Il deficit è aumentato del 46,8% solo nel 2025, mentre le importazioni di autobus dalla Cina hanno superato per la prima volta il miliardo di euro, con una crescita annua di quasi il 70%.

Nel primo periodo del 2026 è proseguita l’aumento delle iscrizioni di autobus elettrici. Nei primi tre mesi dell’anno, gli autobus ricaricabili in modalità elettrica rappresentavano il 21,8% del totale delle iscrizioni di autobus nell’UE, rispetto al 20% registrato un anno prima. Le iscrizioni in questa categoria sono aumentate del 36%, con un incremento del 161,2% in Italia (secondo l’ICCT, la percentuale è del 24%).

L’associazione afferma che la costruzione di una fabbrica equivalente in Cina può costare fino al 60% in meno rispetto all’Europa. Sottolinea inoltre le differenze nell’accesso alle celle batteriche, alle risorse ingegneristiche e ai volumi di produzione.

ACEA chiede che la creazione di valore industriale in Europa venga valutata lungo l’intera catena del valore del veicolo, e non soltanto in base alla sede dell’assemblaggio finale. L’associazione propone di includere nella calcolazione del valore aggiunto europeo attività di ricerca e sviluppo, ingegneria, software, integrazione dei pannelli batterici e altre attività di produzione.

ACEA chiede una riforma delle gare d’appalto pubbliche

La gara pubblica è un elemento centrale delle proposte dell’ACEA. L’associazione sottolinea che le normative esistenti dell’UE in materia di appalti consentono già agli enti aggiudicatari di prendere in considerazione criteri diversi dal prezzo di acquisto del veicolo, ma sostiene che tali disposizioni non vengano applicate in modo coerente ed efficace.

Secondo il documento di posizione, il prezzo rimane determinante in molte procedure di acquisto di autobus, mentre il contributo della produzione, dell’ingegneria, della ricerca e sviluppo, dell’innovazione e dei servizi a lungo termine non viene sufficientemente preso in considerazione nelle valutazioni delle offerte.

ACEA propone di rendere obbligatori i criteri di assegnazione non basati sui prezzi nelle gare per autobus finanziate con fondi pubblici, con un’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri e sotto la guida della Commissione europea. L’associazione fa riferimento alla bozza di revisione delle norme sulla contrattazione pubblica pubblicata il 9 settembre 2026, che include disposizioni relative agli obiettivi strategici, ai requisiti ambientali, alla circolarità, alle considerazioni sociali e all’etichettatura dei prodotti.

I criteri proposti riguarderebbero il valore aggiunto europeo, l’innovazione, la resilienza, la sicurezza informatica, la manutenzione, la disponibilità di pezzi di ricambio, lo sviluppo software e i servizi legati al ciclo di vita del prodotto.

ACEA chiede inoltre modifiche alla Legge sull’acceleratore industriale. In particolare, l’associazione sollecita la rimozione dell’esenzione prevista per gli Stati membri ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3, che permetterebbe eccezioni alle disposizioni relative ai prodotti “Made in the EU” quando i costi di acquisto differiscono di oltre il 25%.

Il documento di posizione propone inoltre di includere il valore generato dagli OEM nel calcolo del contenuto europeo, coprendo ingegneria, ricerca e sviluppo, software e integrazione dei pannelli batterici, oltre all’assemblaggio finale del veicolo.

Riguardo al consumo energetico dei veicoli, l’ACEA chiede che VECTO diventi la metodologia di riferimento unica nelle gare pubbliche per autobus, eventualmente attraverso l’obbligo della sua applicazione. L’associazione sottolinea che alcune amministrazioni pubbliche continuano a richiedere dati SORT nonostante l’esistenza del quadro VECTO stabilito dai regolamenti (EU) 2017/2400 e (EU) 2024/1610.

Tempi di consegna degli autobus e pianificazione della produzione

Il documento di posizione affronta inoltre i tempi di consegna e le condizioni secondo cui i produttori europei pianificano la capacità di produzione.

ACEA individua diverse pressioni che influenzano il settore tra il 2020 e il 2026, tra cui la pandemia di COVID-19, le interruzioni nella catena di approvvigionamento seguite all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la carenza di componenti elettronici, l’attuazione dei requisiti GSR II e le consegne concentrate finanziate tramite NextGenerationEU.

Secondo l’associazione, i produttori europei hanno investito in capacità aggiuntive, convertito le strutture di produzione, diversificato i fornitori e potenziato la formazione del personale.

Tuttavia, ACEA sottolinea che i produttori non possono impegnare capacità di produzione o ordinare componenti a lungo lead time per gare che non hanno ancora vinto. L’associazione indica inoltre come limitazioni persistenti le piccole serie di produzione su misura e la dipendenza da fornitori esterni di batterie e componenti.

Le sue proposte includono periodi più lunghi tra l’apertura della gara e la consegna del prodotto, contratti quadro con volumi fissi, ordini aggregati, specifiche tecniche standardizzate e programmi di finanziamento a lungo termine stabili.

L’ACEA affronta inoltre la possibilità di una piattaforma a livello UE per aggregare la domanda prevista di autobus. Pur riconoscendo il potenziale contributo di una maggiore trasparenza di mercato, l’associazione afferma che le sole previsioni non vincolanti non fornirebbero una certezza sufficiente affinché i produttori impegnino capacità di produzione aggiuntive.

Cybersecurity e competitività internazionale inclusi nel documento di posizione

L’ACEA chiede inoltre un approccio europeo coordinato per la cybersecurity e la resilienza della catena di approvvigionamento nelle flotte di trasporto pubblico connesso.

Il documento fa riferimento agli sviluppi in Norvegia, dove la percentuale di autobus nuovamente registrati provenienti da paesi senza cooperazione in materia di politiche di sicurezza è aumentata dal 0% nel 2018 al 65% nel 2025. Le autorità norvegesi stanno consultando le linee guida per gli acquisti, che riguardano la diversificazione dei fornitori, la sicurezza e la resilienza della catena di approvvigionamento.

L’ACEA propone di utilizzare il Regolamento ONU n. 155 come quadro principale per la cibersicurezza automobilistica e la gestione dei rischi della catena di approvvigionamento. Chiede inoltre che la revisione del Regolamento (UE) 2019/1242, prevista entro il 31 dicembre 2027, preveda l’inclusione delle dipendenze digitali e legate alla cibersicurezza tra i criteri di sicurezza dell’approvvigionamento.

La competitività internazionale è un altro ambito trattato nel documento. L’ACEA identifica America Latina, Africa e Asia come mercati in cui i produttori europei di autobus devono affrontare la concorrenza di fornitori cinesi per gli acquisti di autobus elettrici.

L’associazione chiede che vengano integrati nei progetti di mobilità urbana Global Gateway criteri legati a contenuti europei, resilienza e standard tecnici. Secondo l’ACEA, entro il 2025 l’iniziativa avrebbe già mobilitato oltre 306 miliardi di euro, rispetto all’obiettivo di 300 miliardi per il periodo 2021–2027.

Il documento propone inoltre pacchetti integrati di finanziamento per le esportazioni che includano veicoli, infrastrutture di ricarica, manutenzione e finanziamenti, nonché una maggiore coordinazione con gli operatori dei trasporti pubblici europei che gestiscono concessioni al di fuori dell’UE.

L’ACEA definisce i prossimi 24 mesi come critici

Il tempismo delle misure regolatorie e di acquisto rappresenta un elemento centrale nel documento di posizione dell’ACEA.

L’associazione afferma che le decisioni di acquisto prese prima del 2030 determineranno una parte significativa del panorama dei fornitori di trasporti pubblici in Europa per il decennio successivo, inclusa la produzione di veicoli, i contratti di manutenzione, le parti di ricambio, i servizi software e le attività ingegneristiche.

ACEA chiede che le disposizioni industriali e relative agli acquisti vengano attuate prima del 2030, invece di essere applicate soltanto dopo che saranno state assegnate ulteriori gare di rinnovo delle flotte finanziate con fondi pubblici.

In sintesi

Cosa chiede ACEA per la produzione di autobus in Europa? Modifiche alle regole di acquisto dell’UE, criteri di valore aggiunto europeo, volumi di gare prevedibili e misure industriali entro il 2030.

Qual era la quota di mercato dei bus urbani elettrici nell’UE detenuta dalle marche cinesi nel 2025? Secondo l’ACEA, le marche cinesi detenevano il 32% dei bus urbani elettrici e il 28% dell’intero settore dei bus elettrici.

Cosa propone l’ACEA per gli appalti dei bus pubblici? Critéri obbligatori non legati ai prezzi che riguardano la creazione di valore europeo, l’innovazione, la resilienza, la sicurezza informatica e i servizi legati al ciclo di vita del prodotto.

Quanto ammontava il deficit commerciale dei bus nell’UE nel 2025? L’ACEA riporta un deficit di 2,9 miliardi di euro, rispetto ai 1,6 miliardi del 2023.

Nella sezione conclusiva, l’ACEA afferma: “Gli ordini effettuati da ora fino al 2030 determineranno la struttura dei fornitori del trasporto pubblico europeo per il decennio successivo, insieme ai ricavi derivanti da servizi, parti di ricambio e software, nonché alle capacità ingegneristiche che stanno alla base di tali prodotti. Le misure valide solo a partire dal 2030 rischiano di essere introdotte dopo che tali scelte saranno già state fatte. I produttori europei di autobus non chiedono di essere protetti dalla concorrenza. Chiedono semplicemente che i fondi pubblici, spesi secondo regole pubbliche per raggiungere obiettivi pubblici, vengano assegnati in base a criteri che riflettano il pieno valore economico, industriale e strategico che essi creano in Europa.”