A Londra, Uber lancia i suoi primi robotaxi... sotto sorveglianza


Uber e Wayve trasportano ormai i loro primi passeggeri a Londra a bordo di auto elettriche autonome. Presentato come il primo servizio commerciale di questo tipo nel Regno Unito, il sistema rimane comunque regolamentato: in ciascuno dei quindici veicoli deve essere presente un conducente di supervisione.
I robotaxi sono arrivati a Londra, ma non ancora del tutto da soli. Da questo giovedì 3 settembre, Uber e la startup britannica Wayve offrono i loro primi servizi commerciali con veicoli autonomi nella capitale britannica. Il servizio è disponibile per i clienti che prenotano un viaggio UberX, Uber Electric o Uber Comfort.
Si Wayve prevede inoltre di introdurre delle Nissan Leaf; per il momento il lancio si basa su una flotta limitata a 15 Ford Mustang Mach-E elettriche modificate e dotate della tecnologia di guida autonoma dell’azienda. Questi veicoli sono stati omologati meno di un mese prima da Transport for London come veicoli di trasporto con autista.
I passeggeri utilizzano l’app Uber tradizionale
Per l’utente, l’esperienza rimane simile a quella di una corsa Uber classica. Se gli aeroporti sono per ora esclusi dall’ambito del servizio, lo sblocco del veicolo avviene tramite l’app Uber. A bordo, uno schermo mostra l’itinerario e le principali informazioni del viaggio in 64 lingue.
Anche se si dovrà attendere alcune settimane per ottenere i primi risultati, Uber afferma che più di 140.000 utenti londinesi hanno già accettato la possibilità di ricevere una corsa gestita da un veicolo autonomo.
Va precisato che la scelta rimane nelle mani dell’utente, il quale può accettare la corsa autonoma o passare a un viaggio tradizionale prima dell’arrivo dell’auto, senza costi aggiuntivi.
Il vero robotaxi senza conducente dovrà aspettare
Per eliminare completamente il conducente, Uber e Wayve dovranno superare un ulteriore passo regolamentare. L’esercizio di un servizio senza conducente richiede un’autorizzazione rilasciata nell’ambito dei Automated Passenger Services, prevista dalla legge britannica sui veicoli automatizzati del 2024.
La procedura prevede innanzitutto una validazione a livello nazionale, seguita da un’autorizzazione da parte di Transport for London per poter operare nella capitale. A questo punto, nessun operatore ha ancora superato la prima fase di questa procedura a Londra.
Un servizio completamente senza conducente appare quindi poco probabile prima della fine dell’anno, nonostante il governo britannico avesse inizialmente previsto dei test commerciali già dal 2026.
Da leggere anche
Guida autonoma: i robotaxi Stellantis presto disponibili su Uber?
Waymo e Baidu già in gara
Uber e Wayve non sono affatto gli unici a puntare sul mercato londinese. Waymo sta già testando una centinaia di veicoli nella capitale britannica. Anche il cinese Baidu ha iniziato a testare i suoi robotaxi Apollo Go a Londra, con corse pubbliche previste per il 2027. La capitale britannica diventa così uno dei nuovi campi di competizione europei per le aziende impegnate nello sviluppo della guida autonoma.