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700 autobus elettrici consegnati, due incendi e una flotta fermo… Bolloré chiude la pagina Bluebus

700 autobus elettrici consegnati, due incendi e una flotta fermo… Bolloré chiude la pagina Bluebus
Autobus elettrico Bolloré a Parigi

Dopo quindici anni di attività industriale, Bolloré ha interrotto la produzione dei suoi autobus elettrici Bluebus. Sono stati consegnati quasi 700 esemplari, ma il produttore non ha mai raggiunto la dimensione critica prevista. Due incendi verificatisi a Parigi nel 2022 e la paralisi massiccia dei veicoli della RATP hanno anch’essi segnato una svolta nella storia di questo modello.

È la fine di un progetto industriale avviato in Bretagna nel 2011. Bolloré ha deciso di interrompere la produzione di Bluebus, la sua filiale specializzata negli autobus elettrici. Una decisione dalle gravi conseguenze per un marchio che doveva inizialmente fungere da vetrina per una delle tecnologie più strategiche del gruppo: la batteria litio-metallo polimero (LMP per gli addetti ai lavori) sviluppata da Blue Solutions.

In totale, quasi 700 Bluebus sono stati consegnati a una sessantina di aziende di trasporto pubblico, quasi esclusivamente in Francia. Un volume considerevole per un produttore indipendente, ma insufficiente per competere a lungo termine con i grandi gruppi industriali del settore. Bolloré invoca proprio questa mancanza di dimensioni critiche per spiegare la sospensione dell’attività. La decisione comporta la cancellazione di 74 posti di lavoro.

Due incendi che hanno segnato profondamente Bluebus

Il comunicato che annunciava la sospensione della produzione ovviamente non ne fa menzione. Tuttavia, due eventi hanno indebolito in modo duraturo l’immagine degli autobus elettrici di Bolloré. Nella primavera del 2022, due autobus elettrici di questa marca sono andati a fuoco a soli un mese di distanza l’uno dall’altro sulla rete parigina della RATP. Di fronte al rischio, l’operatore aveva immediatamente messo fuori servizio i 149 Bluebus in circolazione. Ci è voluto fino al 2024, con l’avvicinarsi dei Giochi olimpici di Parigi, perché la flotta potesse tornare gradualmente in servizio.

Gli accertamenti hanno infine individuato l’origine degli incendi: cortocircuiti causati da un isolamento mal posizionato all’interno delle batterie.

L’episodio ha ovviamente rappresentato un duro colpo per Bluebus. Ma ha interessato direttamente anche Blue Solutions, la società affiliata incaricata di progettare e produrre le batterie utilizzate dagli autobus.

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Una batteria molto particolare al centro della scommessa di Bolloré

Bluebus non era infatti solo un produttore di autobus elettrici. Il veicolo svolgeva anche il ruolo di vetrina tecnologica per la batteria a litio metallo polimero, o LMP, su cui Bolloré lavora da oltre venticinque anni. Questa tecnologia a elettrolita solido costituiva precisamente uno dei principali elementi distintivi dell’autobus.

Prima del Bluebus, Bolloré aveva già tentato di mettere in evidenza questa batteria nell’automobile. Dotata di una batteria LMP da 30 kWh, la Bolloré Bluecar aveva così funto da prima vetrina in condizioni reali, soprattutto attraverso il servizio parigino Autolib’. La sua commercializzazione è stata tuttavia interrotta nel 2018. Da allora, il bus elettrico ha gradualmente preso il suo posto.

Bolloré aveva però grandi ambizioni per i suoi bus elettrici. Nel 2016, il gruppo ha inaugurato a Ergué-Gabéric, vicino a Quimper, uno stabilimento dedicato alla produzione del suo bus elettrico da 12 metri. L’investimento per questo solo modello ammontava a 40 milioni di euro. Tuttavia, i volumi prodotti non hanno mai permesso al costruttore di cambiare scala. Già nel 2023 riportavamo che le vendite del Bluebus e dei Mercedes eCitaro dotati di batterie LMP non erano più sufficienti a far funzionare gli stabilimenti di Blue Solutions.

A quell’epoca, Bolloré aveva già investito circa tre miliardi di euro in ventiquattro anni in questa tecnologia.

Una batteria promettente, ma molto impegnativa

Tuttavia, la tecnologia LMP presenta una caratteristica importante: questa batteria “calda” deve essere mantenuta a una temperatura superiore ai 60 gradi per funzionare correttamente. Una restrizione termica che aveva notevolmente limitato il suo utilizzo nelle auto private, soprattutto quando i veicoli rimangono fermi per lunghi periodi. Gli autobus, utilizzati in modo intensivo e secondo orari regolari, sembravano quindi costituire un contesto molto più favorevole.

I 700 Bluebus già consegnati non scompariranno

Attenzione: la sospensione della produzione non significa la scomparsa immediata dei Bluebus attualmente in circolazione. Bolloré intende mantenere un piccolo team incaricato della manutenzione dei circa 700 veicoli già consegnati. Anche un’altra parte dell’attività dovrebbe sopravvivere sotto una nuova forma. La divisione ricerca e sviluppo di Bluebus, che impiega diciassette persone, dovrà essere ceduta a un’azienda europea specializzata nei trasporti pubblici. Un’operazione che, secondo il gruppo, è ormai vicina al completamento.