43 video mostrano conducenti di Tesla addormentati al volante: le autorità chiedono già spiegazioni

Quanto più capace sembra essere il sistema Full Self-Driving di Tesla, tanto maggiore è anche il rischio che alcuni conducenti dimentichino quali siano i suoi limiti e la loro responsabilità. Un’indagine di NBC News ha individuato 43 video negli Stati Uniti in cui si vedono persone apparentemente addormentate al volante di un Tesla in movimento, mentre il FSD era attivo.
La situazione è già arrivata al Congresso statunitense. Il democratico Raja Krishnamoorthi, rappresentante dell’Illinois, ha chiesto al Dipartimento dei Trasporti e alla NHTSA di indagare per verificare se Tesla stia facendo abbastanza per impedire questo tipo di uso improprio dei suoi sistemi di assistenza alla guida. Il politico vuole inoltre sapere se le misure di controllo del conducente presentino carenze che possano giustificare future azioni da parte dell’ente federale.
Il problema nasce da una questione che Tesla cerca da anni di chiarire: il Full Self-Driving non rende l’auto completamente autonoma. Anche se il sistema può gestire gran parte della guida, il conducente deve rimanere attento, supervisionare ciò che accade e essere pronto ad intervenire in qualsiasi momento. La stessa documentazione di Tesla stabilisce queste condizioni, mentre la NHTSA ritiene che i sistemi di livello 2 richiedano che il conducente rimanga pienamente vigile.
43 video di conducenti addormentati e 13 casi puniti
L’indagine che ha riportato l’argomento all’attenzione ha individuato 43 video in cui apparentemente ci sono persone addormentate sul sedile del conducente di una Tesla mentre l’auto continua a muoversi. 17 di queste registrazioni sono state pubblicate proprio in questo anno, il che indica che non si tratta soltanto di video vecchi che continuano a circolare su Internet.
Inoltre, l’indagine ha individuato altri 13 casi in cui la polizia aveva emesso sanzioni o presentato accuse contro conducenti per questo tipo di comportamento, anche se in questi casi non era necessariamente presente una registrazione che dimostrasse quanto accaduto. Quattro di queste azioni risalgono anch’esse al 2026.
Per Krishnamoorthi, la questione va oltre la negligenza di alcuni proprietari. Il congressista ritiene che, se questo tipo di comportamento può essere previsto, sia necessario analizzare anche se i sistemi di sicurezza di Tesla siano sufficientemente efficaci per evitarlo.
I modelli Tesla dotati di FSD dispongono di una telecamera posizionata nell’abitacolo che monitora l’attenzione del conducente. Il sistema è in grado di rilevare determinati comportamenti e inviare avvisi affinché il conducente torni a prestare attenzione alla strada. Tuttavia, alcune delle registrazioni raccolte hanno evidenziato che esistono utenti che cercano di eludere o ingannare questo sistema di sorveglianza, ad esempio utilizzando occhiali da sole o bloccando parzialmente la telecamera.

E qui sorge una delle questioni più delicate per Tesla. Il problema non risiede soltanto nel fatto che un guidatore decida di ignorare le istruzioni del produttore, ma anche nel capire fino a che punto un sistema di assistenza così avanzato possa generare una fiducia eccessiva in chi è al volante. Si tratta di un problema che riguarda praticamente ogni sistema avanzato di assistenza, ma che assume particolare rilevanza quando l’auto è in grado di mantenere la traiettoria, accelerare, frenare e eseguire manovre per lunghi periodi.
Krishnamoorthi ha inoltre messo l’accento su alcuni messaggi che Tesla ha iniziato a visualizzare per determinati conducenti. Tra questi c’è un avviso relativo alla rilevazione della sonnolenza che, secondo il congressista, crea una situazione particolarmente delicata: se l’auto rileva che il conducente è stanco, non dovrebbe esserci il rischio che il messaggio venga interpretato come un invito a fidarsi ancora di più del FSD.
La richiesta arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per Tesla. La NHTSA mantiene aperta dal marzo 2026 un’indagine tecnica sul funzionamento del FSD in condizioni di visibilità ridotta, che riguarda circa 3,2 milioni di Tesla dotate di questo sistema. L’ente sta valutando se il sistema sia in grado di rilevare correttamente le situazioni che peggiorano la visibilità delle telecamere e se avvisi il conducente in tempo utile per reagire. L’indagine prende in esame nove incidenti, uno dei quali fatale e un altro con feriti.
NHTSA ha inoltre evidenziato problemi legati a situazioni come l’abbagliamento o alla presenza di elementi nell’aria che possono ostacolare la visibilità delle telecamere. In alcuni degli incidenti analizzati, il sistema non avrebbe rilevato il peggioramento delle condizioni se non nei momenti immediatamente precedenti all’incidente.
Fino ad ora, la NHTSA non ha ritenuto che il sistema di monitoraggio del conducente di Tesla costituisca un difetto che richieda un richiamo. È proprio questo che il congressista vuole chiarire. Krishnamoorthi ha posto cinque domande all’ente, tra cui se ritiene che tali video possano evidenziare un problema sistemico, quali informazioni abbia richiesto a Tesla e in quali circostanze potrebbero essere giustificate misure correttive o un richiamo. La scadenza stabilita per ricevere una risposta è il 30 settembre 2026.
La conclusione è chiara: addormentarsi al volante di una Tesla dotata di FSD è più sicuro che farlo con un’auto senza questa funzione, ma rimane comunque una irresponsabilità, poiché la tecnologia non è perfetta e commette errori. Errori che lo portano a non rilevare altri veicoli o oggetti sulla strada, anche di dimensioni considerevoli, causando un incidente a causa della mancanza di attenzione da parte del conducente.
Un sistema che aumenta la sicurezza, soprattutto se abbinato alla nostra attenzione, il che produce una combinazione attualmente imbattibile.