300 km di autonomia reale con soli 40 kWk: la piccola auto elettrica Tata sorprende per la sua efficienza

L’India sta iniziando a crescere con forza nel settore delle auto elettriche, seguendo una strategia piuttosto diversa da quella degli altri mercati. Il prezzo rimane un fattore fondamentale, ma c’è sempre più interesse a sfruttare al massimo ogni kWh, aspetto particolarmente importante per auto piccole e economiche.
Il protagonista di questa prova è il Tata Punch EV, un SUV compatto lungo 3,88 metri prodotto da Tata Motors. L’esemplare analizzato è dotato del pacchetto batteria da 40 kWh, la soluzione con maggiore capacità della gamma, ed è stato sottoposto a test sul consumo reale sia in città che su strada.
Prima di esaminare i risultati, è necessario inserirli nel giusto contesto. Le due tipologie di batterie più comuni negli auto elettriche sono le NMC e le LFP. Le prime di solito offrono una maggiore densità energetica e, in alcuni modelli, un’efficienza superiore, mentre le LFP presentano altri vantaggi legati al costo e alla durata. Il Punch EV utilizza batterie LFP, per cui i suoi risultati sono particolarmente notevoli rispetto ad altri modelli indiani dotati di batterie NMC.

In città, il test ha percorso 100 chilometri in circa quattro ore. Il consumo registrato dall’auto si è attestato intorno a 12,6 kWh/100km, sebbene il calcolo basato sull’elettricità necessaria per ricaricare l’auto abbia permesso di determinare un’efficienza reale di 7,63 km/kWh.
Sulla strada sono stati percorsi altri 104 chilometri, completati in circa un’ora e 35 minuti. Il consumo è stato leggermente più elevato, come è normale per un’auto elettrica, ma la differenza rispetto alla città è risultata piuttosto piccola. L’efficienza finale è stata di 7,25 km/kWh.
Il risultato complessivo rende il Punch EV uno degli auto elettriche LFP più efficienti testati da questo canale indiano. Infatti, la differenza tra le prestazioni in città e su strada è stata inferiore a mezzo chilometro per ogni kWh, un valore piuttosto contenuto.
Il test rivela anche altri dettagli interessanti riguardo all’auto. Il Punch EV offre una posizione di guida elevata e comoda, con sedili di buone dimensioni e una sospensione particolarmente orientata al comfort. Anche il comportamento su strada ha ricevuto una valutazione positiva, grazie a una direzionalità relativamente pesante e a una sospensione in grado di assorbire le irregolarità senza trasmettere troppi urti all’abitacolo.

In città, inoltre, la frenata regenerativa permette di recuperare una notevole quantità di energia quando si seleziona il livello massimo. Non consente una guida completamente a un solo pedale, ma l’effetto di frenata è abbastanza intenso da ridurre notevolmente l’uso del freno tradizionale.
Il sistema di climatizzazione presenta alcuni aspetti da migliorare. Sebbene esistano comandi fisici per alcune funzioni, la maggior parte delle impostazioni è integrata nello schermo e non c’è un accesso diretto particolarmente comodo al menu completo. Manca inoltre la presenza di prese d’aria per i posti posteriori.
L’equipaggiamento della versione di fascia alta è, invece, piuttosto completo per un modello di queste dimensioni. Può includere sedili ventilati, rivestimenti in pelle, telecamera a 360 gradi, schermo touch da 10,25 pollici, cruscotto digitale, specchietto retrovisore interno con oscuramento automatico e tergicristalli dotati di sensore di pioggia.

Per quanto riguarda il sistema di propulsione, il Punch EV da 40 kWh utilizza un motore anteriore da 95 kW (129 CV) e 154 Nm di coppia. La gamma attuale offre anche una versione con batteria da 30 kWh e 88 CV. Tata dichiara per il modello da 40 kWh un’autonomia fino a 468 chilometri secondo il ciclo utilizzato in India, mentre la stima ufficiale C75 si attesta intorno ai 335-355 chilometri.
La differenza tra queste cifre ufficiali e l’uso reale dimostra ancora una volta l’importanza dei test indipendenti. Nel test di V3Cars, il Punch EV LR ha raggiunto circa 305 chilometri in città e 290 chilometri su strada, con una stima complessiva vicina ai 300 chilometri.
Anche questo aiuta a comprendere qual è realmente la filosofia del modello. Non si tratta di un’auto elettrica pensata per lunghi viaggi senza pianificazione, bensì di un’automobile compatta che cerca di offrire un’autonomia sufficiente per la vita quotidiana utilizzando un pacchetto batterie di dimensioni moderate.
E qui sta proprio la parte più interessante. La versione da 40 kWh riesce a raggiungere quasi i 300 chilometri effettivi, nonostante l’uso di una batteria LFP. Nello stesso analisi sull’efficienza effettuata da V3Cars, altri modelli Tata come il Nexon EV registrano valori intorno ai 6,5 km/kWh, mentre i modelli dotati di batterie NMC presenti nella comparazione ottengono risultati migliori.

Tata ha inoltre puntato a rendere questa tecnologia più accessibile. La versione da 40 kWh del Punch EV, testata in questo caso, è disponibile in India a partire da 1,08 milioni di rupie, che corrispondono a circa 10.300 euro. Per chi cerca qualcosa di più semplice e economico, la versione da 30 kWh parte da 969.000 rupie, ovvero 9.150 euro secondo il tasso di cambio attuale.
È proprio questa combinazione a iniziare a definire una strada tutta sua per il mercato indiano: auto elettriche piccole, relativamente economiche e molto efficienti, invece di competere soltanto aumentando le dimensioni delle batterie.
L’evoluzione è particolarmente interessante perché Tata è riuscita ad aumentare la capacità della batteria rispetto al modello precedente, riducendo allo stesso tempo i prezzi di partenza. La gamma attuale utilizza pacchi LFP da 30 e 40 kWh, e il produttore ha anche migliorato la ricarica rapida, con una potenza fino a 65 kW in corrente continua.
Pertanto, piuttosto che cercare di vincere la gara per la batteria più grande, il Punch EV rappresenta una tendenza che potrebbe avere un grande impatto in India: ridurre il peso, controllare il prezzo e far sì che ogni kWh consenta di percorrere molti chilometri. Meno è di più.
E questo può rivelarsi altrettanto importante dell’aumento dell’autonomia massima. Soprattutto in un mercato in cui il prezzo di acquisto ha un peso enorme e in cui milioni di utenti hanno bisogno di un’auto elettrica principalmente per spostarsi in città.