150.000 km o più? I veicoli a batteria si dimostrano superiori ai modelli a benzina nei test di efficienza

In sintesi:
Avere un’auto elettrica dopo aver percorso 150.000 km è rischioso? No!
Gli “auto elettriche” con alto chilometraggio superano più spesso i controlli tecnici obbligatori rispetto alle auto a benzina di età simile – secondo un’analisi di New AutoMotive
Sono stati esaminati 47,4 milioni di controlli tecnici
Nella fascia di auto con chilometraggio compreso tra 90.000 e 120.000 miglia, le BEV erano circa il 25% meno soggette a fallire i test rispetto alle auto a combustione interna di età simile
Danni alle gomme e ai freni sono i punti deboli delle auto elettriche
BEV con alto chilometraggio? Nessun problema
Nel mercato delle auto usate, un alto chilometraggio da decenni funge da segnale di allarme. Molti automobilisti ritengono che un’auto che ha percorso oltre 100.000 miglia, ovvero circa 160.000 km, sia inevitabilmente prossima a costose riparazioni. Tuttavia, l’ultima analisi condotta dalla società di consulenza New AutoMotive (su incarico dell’associazione britannica del settore noleggio e leasing BVRLA) suggerisce che, nel caso delle auto elettriche (BEV), tale presupposto possa diventare sempre meno fondato.
Perché? Perché i ricercatori hanno analizzato i risultati di 47,4 milioni di controlli tecnici MOT britannici, ovvero l’equivalente dei controlli periodici della conformità dei veicoli (come i nostri SKP). È emerso che, nel gruppo di automobili con un chilometraggio compreso tra 90.000 e 120.000 miglia (145-193.000 km), le auto elettriche erano circa il 25% meno soggette a fallire il test rispetto alle auto a benzina di età simile. Il tasso di insuccesso era del 16,5% per le “auto elettriche” e del 22,1% per quelle a benzina.
La differenza diventa ancora più evidente quando il chilometraggio supera le 120.000 miglia. In questo gruppo, il 16% delle auto elettriche non ha superato i controlli, rispetto al 23,5% delle auto a benzina. Allo stesso tempo, con chilometraggi più bassi le differenze tra le due tecnologie di propulsione erano ridotte – riporta il britannico The Guardian.
La struttura più semplice dei BEV inizia a dare i suoi frutti
“Un alto chilometraggio non è un indicatore di cattivo stato tecnico, come tradizionalmente pensavano gli acquirenti. I dati suggeriscono che la semplicità meccanica del sistema di propulsione elettrico diventi sempre più preziosa con l’aumentare del chilometraggio dell’auto”, ha sottolineato Ben Nelmes, amministratore delegato di New AutoMotive.
I risultati di questa ricerca sono particolarmente importanti in un momento in cui sul mercato secondario arrivano sempre più auto elettriche provenienti da flotte aziendali e di noleggio. Tali veicoli presentano spesso un alto chilometraggio, il che finora rappresentava un ostacolo per i potenziali acquirenti.
Il chilometraggio non dovrebbe scoraggiare
Anche Toby Poston, amministratore delegato della BVRLA, sottolinea questo aspetto: “Il chilometraggio è una delle prime cose che le persone controllano quando acquistano un’auto usata, e superare i 60 o 70 mila miglia può avere un impatto enorme sul modo in cui il veicolo viene percepito”, ha osservato Poston, citato dal portale GreenFleet.net.
Secondo lui, i dati dimostrano che il chilometraggio in sé non dovrebbe scoraggiare i consumatori. “Un’auto elettrica ben mantenuta con un alto chilometraggio può essere un veicolo usato estremamente duraturo”.
Secondo lui, questo ha un’importanza cruciale per lo sviluppo del mercato secondario. “È proprio il mercato delle auto usate a rendere l’elettrificazione accessibile a milioni di nuovi guidatori. Costruire fiducia in queste auto sarà fondamentale per creare un mercato di auto elettriche usate sano e accessibile dal punto di vista dei prezzi”, sottolinea Poston.
Niente è a favore esclusivo delle auto elettriche
Tuttavia, gli autori dello studio evidenziano che le auto elettriche non hanno dominato in tutte le categorie. L’analisi ha rivelato un numero di guasti legati alle gomme quasi doppio rispetto ai veicoli a benzina. Questo fenomeno è spesso attribuito al maggiore peso delle auto elettriche e al alto coppia disponibile fin dal momento della partenza (nota del redattore).

Gli investigatori hanno inoltre riscontrato un maggior numero di problemi con i tradizionali freni a dischi nelle auto elettriche più vecchie con un chilometraggio relativamente basso. La causa sembra essere la corrosione derivante da un uso meno frequente dei freni meccanici, poiché nella guida quotidiana una parte significativa della riduzione di velocità è assolta dal freno regenerativo.
C’è una condizione importante
Gli esperti sottolineano che i risultati del MOT non forniscono un quadro completo dello stato di un’auto elettrica, poiché i controlli riguardano tra l’altro freni, pneumatici, sospensione, sistema di sterzatura o impianto di illuminazione, ma non valutano le condizioni… della batteria di trazione, il grado della sua degradazione né i parametri di carica. Questo è un aspetto particolarmente importante per chi sta valutando l’acquisto di un’auto elettrica usata. Anche se le statistiche confermano una elevata durata meccanica di tali veicoli, lo stato della batteria rimane uno degli elementi chiave che influenzano il valore e l’utilità dell’auto.
Oskar Włostowski