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Itinerario di vacanza
Nove giorni nella regione quieta tra Appennino e Adriatico, dove ogni collina porta un borgo murato. Da Ancona e dalle falesie bianche del Conero la strada entra verso l’interno, passa la Santa Casa di Loreto e il colle di Leopardi a Recanati, attraversa le vigne del Verdicchio fino alle grotte e alla gola di Frasassi, poi scende a sud, accanto a un’abbazia cistercense e a un lago di montagna turchese, fino ai Sibillini, monti di leggende e pascoli alti. Finisce tra le piazze di travertino di Ascoli Piceno e Fermo e i paesi di collina affacciati sul mare. Le colonnine rapide sono ad Ancona, Jesi, Macerata, Ascoli e sulla costa; in montagna contate sulla presa dell’albergo.
Stagione: Il periodo migliore va da fine aprile a giugno e da settembre a metà ottobre. A luglio e agosto le spiagge del Conero sono piene e le barche per le Due Sorelle vanno esaurite presto, mentre Macerata mette in scena l’opera allo Sferisterio. Le strade dei Sibillini sono aperte tutto l’anno, ma i valichi alti possono chiudere per neve da dicembre a marzo, e diversi paesi si stanno ancora ricostruendo dopo i terremoti del 2016: controllate gli avvisi su sentieri e strade a Montemonaco e Fiastra prima di partire. Le visite a Frasassi si fanno tutto l’anno a quattordici gradi costanti. Le salite sopra Sarnano consumano autonomia: entrate nei Sibillini con la batteria piena.
Luoghi
La costa del Conero a SiroloFoto: Sirleonidas / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Duomo di San Ciriaco, AnconaFoto: HerrAdams / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Gli scogli del Passetto, AnconaFoto: Claudio.stanco / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Santa Maria di PortonovoFoto: Risa G WiCo18 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
I faraglioni delle Due SorelleFoto: Giorgio Montesi / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)
Basilica della Santa Casa, LoretoFoto: Terragio67 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
La vista dal Colle dell’InfinitoFoto: Claudio.stanco / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Dentro le Grotte di FrasassiFoto: Rosyby / Wikimedia Commons (CC0)
Il Tempio del Valadier nella sua grottaFoto: Kimahri88 / Wikimedia Commons (CC0)
Abbadia di FiastraFoto: Mattana / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Lago di FiastraFoto: Federica Cidale / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
I pinnacoli delle Lame RosseFoto: E.talacchia / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Gola dell’Infernaccio, SibilliniFoto: FedeGrad / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Piazza del Popolo, Ascoli PicenoFoto: Lamberto Zannotti / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Santa Maria della Rocca, OffidaFoto: Paulacastelli / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Grottammare e la sua costaFoto: © Luigi936 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Piazza del Popolo, FermoFoto: Accurimbono / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Lo Sferisterio, MacerataFoto: Unpodipixel / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Itinerario di vacanza
- Giorno 1 · Ancona
Ancona è una città di porto rivolta all’alba, costruita su un gomito di roccia da cui i Greci presero il nome. Salite sul colle Guasco fino alla cattedrale di San Ciriaco, una chiesa romanica a croce greca con i leoni di marmo rosso a guardia del protiro e tutto il porto sotto la terrazza. Giù sull’acqua stanno l’arco di marmo di Traiano del 114 e la Mole Vanvitelliana, un lazzaretto pentagonale costruito su un’isola tutta sua. Verso sera scendete al Passetto, dove le scale bianche dal monumento ai caduti arrivano a una costa di scogli piena di grotte scavate dai pescatori. A cena il brodetto all’anconetana, la zuppa dei tredici pesci. Ricaricate a una stazione rapida in città prima della costa.
- Giorno 2 · Sirolo
A sud della città la costa si alza all’improvviso: il Monte Conero, un blocco di calcare bianco e leccio, è l’unico promontorio dell’Adriatico italiano tra Trieste e il Gargano. Prendete la strada stretta che scende a Portonovo, una baia di ciottoli e pini dove la piccola chiesa romanica di Santa Maria, dell’XI secolo, sta da sola sopra la riva. Ordinate un piatto di moscioli, le cozze selvatiche di questi scogli. Tornati sulla panoramica, fermatevi nelle piazzole sopra le falesie, poi scendete a Sirolo, un borgo di collina tascabile il cui belvedere guarda dritto le Due Sorelle, due faraglioni davanti a una spiaggia raggiungibile solo in barca da Numana. Ricarica alla stazione di Numana; gli alberghi di Sirolo hanno la presa.
- Giorno 3 · Recanati
Loreto è a pochi chilometri dal mare, ma sembra un altro secolo. Da settecento anni i pellegrini camminano fino alla basilica, dove una semplice stanza di mattoni, detta la casa della Vergine, sta dentro un rivestimento di marmo scolpito su disegno di Bramante. Accanto, a Castelfidardo, la città che insegnò all’Europa a costruire fisarmoniche, un piccolo museo ne espone centinaia. Poi su a Recanati, sul suo lungo crinale. A Palazzo Leopardi la biblioteca del poeta è rimasta come la lasciò il padre, e a pochi passi il Colle dell’Infinito è il colle e la siepe della sua poesia più famosa: guardate oltre, i Sibillini da una parte e il mare dall’altra. Ricarica alla stazione rapida vicino a Loreto.
- Giorno 4 · Fabriano
Piegate verso l’interno fino a Jesi, città murata dove l’imperatore Federico II nacque in una tenda sulla piazza nel 1194, poi salite a curve tra le colline del Verdicchio, filari su morbidi crinali d’argilla e un castello-borgo su ogni cima; Staffolo ha un balcone su tutta la valle e Cupramontana si dice capitale del vino. Oltre, la strada entra nella gola calcarea della Rossa. Le Grotte di Frasassi si aprono sull’Abisso Ancona, una sala tanto alta da contenere un duomo, a quattordici gradi costanti. Fuori, l’abbazia romanica di San Vittore alle Chiuse sta accanto al fiume, e un quarto d’ora di salita porta al tempio ottagonale del Valadier, costruito dentro la bocca di una grotta. Notte a Fabriano, la città della carta.
- Giorno 5 · Sarnano
A Fabriano il museo della carta fa ancora i fogli a mano, con le filigrane che la città ha inventato, e merita un’ora presto prima della strada verso sud. Per San Severino Marche, con la sua piazza ellittica orlata di portici, si arriva all’Abbadia di Fiastra, un’abbazia cistercense del 1142 in una riserva boscosa, dal chiostro quieto e dalle cantine un tempo piene di vino. Dall’altra parte della strada ci sono il teatro e l’anfiteatro romani di Urbs Salvia. Poi la terra sale: il Lago di Fiastra riempie una valle di montagna con acqua color turchese, e dalla diga un sentiero di circa un’ora porta alle Lame Rosse, pinnacoli di terra rossa ritti nel bosco come un piccolo canyon. Arrivo a Sarnano, borgo medievale che si arrampica sul suo colle.
- Giorno 6 · Montemonaco
I Sibillini sono monti di racconti: si diceva che una profetessa vivesse in una grotta sotto la cima del Monte Sibilla, e i cavalieri venivano a cercarla. Lasciate Sarnano per la strada di Sassotetto, che sale a tornanti verso pascoli aperti con tutta la catena davanti e il mare alle spalle; nelle curve vicino alla cima c’è spazio per fermarsi. Scendete ad Amandola e Montefortino, poi seguite la stradina per Rubbiano per la camminata nella Gola dell’Infernaccio, una fenditura così stretta che il Tenna rumoreggia all’ombra anche a mezzogiorno, con un eremo nascosto più avanti tra i faggi. Notte a Montemonaco, paese di pietra affacciato come un balcone sul Monte Vettore. Quassù non ci sono colonnine rapide: arrivate carichi e usate la presa dell’albergo.
- Giorno 7 · Ascoli Piceno
Scendete dai monti lungo la valle dell’Aso e il lago di Gerosa fino ad Ascoli Piceno, una città costruita quasi tutta in travertino chiaro, tanto che nel tardo pomeriggio sembra illuminata da dentro. Piazza del Popolo è una delle piazze più belle d’Italia, lastricata come un pavimento di marmo e chiusa dal Palazzo dei Capitani e dal fianco di San Francesco. Prendete un caffè e un’anisetta al Caffè Meletti, sotto i soffitti liberty, poi camminate fino a Piazza Arringo e al duomo, e giù fino al ponte romano di Solestà sul Tronto. Mangiate le olive all’ascolana, ripiene e fritte, dal cartoccio. Ricarica alla stazione rapida ai margini del centro storico.
- Giorno 8 · Fermo
Oggi la strada scorre sulle ultime colline verso il mare, un paese-balcone dopo l’altro. Offida è la città del merletto, dove le donne lavorano ancora al tombolo sulla soglia di casa; al suo margine la chiesa in mattoni di Santa Maria della Rocca sta su una rupe sopra la valle. Ripatransone si dice il belvedere del Piceno, e dalle sue mura si vedono insieme i Sibillini e l’Adriatico; cercate il vicolo largo appena quaranta centimetri. Scendete sulla costa a Grottammare, poi salite al suo vecchio paese alto per la vista sul lungomare di palme. Finite a Fermo: sotto i portici di Piazza del Popolo, accanto alle enormi cisterne romane, fino al prato del duomo sul Girfalco, la terrazza più alta di questa costa. Ricarica alla stazione rapida sotto la città.
- Giorno 9 · Ancona
Prima di lasciare Fermo, chiedete alla biblioteca nel Palazzo dei Priori di vedere la Sala del Mappamondo, una sala di lettura con scaffali di noce intorno a un grande globo disegnato nel 1713. Poi tagliate verso l’interno fino a Macerata, città universitaria su un crinale, dove lo Sferisterio, una lunga arena neoclassica costruita per il gioco del pallone col bracciale, nelle notti d’estate ospita l’opera a cielo aperto. Da lì la strada segue la valle del Chienti fino alla costa e risale verso nord, oltre Civitanova e il Conero, fino ad Ancona, dove il viaggio era cominciato. Se resta luce, sedetevi di nuovo sui gradini di San Ciriaco a guardare i traghetti che partono per la Croazia e la Grecia. Ricarica a Macerata, poi ancora una volta ad Ancona prima della strada di casa.