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Itinerario di vacanza

Undici giorni dal lungomare di Salonicco alle montagne dell’Epiro e ritorno, fino ai piedi dell’Olimpo. La strada sale accanto alle tombe reali di Verghina e alle cascate di Edessa verso Castoria, cinta dal suo lago, valica il Pindo fino alla pietra di Metsovo e a Giannina sul lago, poi si snoda tra ponti ad arco e villaggi d’ardesia dello Zagori fino all’orlo della gola di Vikos. Da lì volta a est, verso i monasteri sospesi sulle rocce delle Meteore, attraversa la valle di Tempe e si chiude tra le rovine di Dion, sotto l’Olimpo. I Tesla Supercharger di Salonicco, Giannina e Larissa e una colonnina DC ElpeFuture sul lago di Castoria reggono le tappe lunghe; nei villaggi contate sulla presa dell’albergo e sulla batteria piena prima delle strade di montagna.

Stagione: Il periodo migliore va da maggio a metà ottobre. A fine primavera i prati dello Zagori sono verdi e il Voidomatis scorre pieno; a ottobre le faggete intorno a Metsovo diventano color rame. Luglio e agosto portano caldo sulla pianura tessala e folla alle Meteore, quindi partite presto. Ogni monastero delle Meteore chiude un giorno alla settimana e chiede spalle e ginocchia coperte. Nei villaggi di montagna le colonnine pubbliche sono pochissime: lasciate Giannina per lo Zagori con la batteria piena.

Luoghi

  • MeteoreMeteoreFoto: Сергей Черный / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
  • SaloniccoSaloniccoFoto: Hermann Hammer / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Cascate di EdessaCascate di EdessaFoto: Ευαγγελία Κατή / Wikimedia Commons (Public domain)
  • Castoria e il lago OrestiadaCastoria e il lago OrestiadaFoto: Annatsach / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • MetsovoMetsovoFoto: Natalia / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)
  • Giannina e il lago PamvotidaGiannina e il lago PamvotidaFoto: Pudelek / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Ponte di Plakida, KipoiPonte di Plakida, KipoiFoto: Erik1980 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
  • Gola di VikosGola di VikosFoto: Pudelek / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Papingo e l’AstrakaPapingo e l’AstrakaFoto: Aneza Palaiou / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • L’Olimpo sopra LitochoroL’Olimpo sopra LitochoroFoto: Falk2 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Itinerario di vacanza

  1. Giorno 1 · Salonicco

    Cominciate dal lungomare nell’ora in cui la luce si fa d’oro: dalla Torre Bianca lungo il mare fino agli Ombrelli di Zongolopoulos, poi su per i vicoli ripidi di Ano Poli fino alle vecchie mura, dove si apre tutto il golfo e, nelle sere limpide, l’Olimpo si leva sull’altra sponda. La Rotonda e l’Arco di Galerio sono sulla strada per la cena a Ladadika. Prima di partire verso ovest, ricaricate al Tesla Supercharger della città.

  2. Giorno 2 · Edessa

    Partite presto per Verghina, dove le tombe reali di Ege giacciono dentro il grande tumulo stesso: nella sala in penombra e silenziosa, la tomba di Filippo II con la sua larnax d’oro è il museo più toccante dell’intero viaggio. Proseguite tra i frutteti ai piedi del Vermio fino a Edessa, città sull’orlo di una rupe dove la cascata di Karanos precipita per una settantina di metri verso la pianura. Percorrete il sentiero dietro l’acqua che cade e, al tramonto, il quieto quartiere di Varosi. Presa dell’albergo per la notte.

  3. Giorno 3 · Castoria

    Un breve tragitto lungo il lago Vegoritida e i vigneti di Amyntaio, noti per il rosato di xinomavro, porta a Castoria, stretta su una penisola del lago Orestiada. Ricaricate prima alla colonnina DC ElpeFuture di Dispilio, sull’acqua, poi dedicate il tardo pomeriggio alla strada che gira intorno alla penisola: barche da pesca, pellicani, minuscole chiese bizantine e le alte dimore dei mercanti di pellicce del quartiere di Doltso riflesse nell’acqua ferma. La Grotta del Drago, sul lungolago, vale un’ora.

  4. Giorno 4 · Metsovo

    L’autostrada Egnatia attraversa il Pindo con una catena di gallerie e viadotti; lasciatela per l’ultimo tratto e Metsovo appare come tetti di pietra grigia a gradini su un pendio, a circa 1.150 metri. Passate il pomeriggio alla Galleria Averoff di pittura greca, assaggiate i rossi di Katogi Averoff e il formaggio affumicato metsovone, e scendete al piccolo monastero di Agios Nikolaos sotto il paese. La sera la piazza profuma di fumo di legna. Presa dell’albergo per la notte; domani la strada per Giannina è in discesa.

  5. Giorno 5 · Giannina

    Giannina siede sul lago Pamvotida sotto montagne spoglie. Attraversate la cinta dell’Its Kale, dove la moschea Fethiye sorge accanto alla tomba di Ali Pascià e il Museo dell’argenteria ricorda il mestiere che rese celebre la città, poi prendete la barchetta per il villaggio dell’isola, il cui monastero di Agios Panteleimon custodisce la stanza in cui Ali Pascià trovò la fine nel 1822. Tornati a riva, cenate sull’acqua mentre si accendono le luci. Prima di dormire, ricaricate fino a circa il novanta per cento al Tesla Supercharger sulla strada per Igoumenitsa: nello Zagori le colonnine pubbliche quasi non esistono.

  6. Giorno 6 · Monodendri

    Lo Zagori centrale è una giornata di pietra. Fermatevi a Kipoi davanti al ponte a tre arcate di Plakida e all’arcata unica del ponte di Kokkori sopra un letto di fiume asciutto, girate per Kapesovo e salite la scalinata acciottolata di Vradeto, un tempo l’unico accesso al villaggio. Da lì una breve passeggiata porta al belvedere di Beloi, dove la gola di Vikos si apre per quasi un chilometro di profondità. A Monodendri seguite il sentiero fino al monastero di Agia Paraskevi aggrappato al ciglio della gola e salite al belvedere di Oxya nella luce del tardo pomeriggio. A cena le pitte dello Zagori, porri, formaggio, ortiche. Presa della pensione per la notte.

  7. Giorno 7 · Papingo

    Da Aristi la strada scende a tornanti stretti fino al ponte di pietra sul Voidomatis, dove l’acqua scorre così limpida e fredda che i platani sembrano dipinti sopra; fermatevi, camminate un po’ lungo il fiume e ascoltate. Poi la strada risale verso le torri grigie dell’Astraka e i due Papingo. Lasciate l’auto a Megalo Papingo, percorrete il sentiero di pietra fino alle pozze naturali tra i villaggi e tornate per la luce rosa sulle pareti al tramonto. Qui non ci sono colonnine; la ricarica di ieri a Giannina basta per questa giornata breve.

  8. Giorno 8 · Kalambaka

    Riscendete per Giannina per un rabbocco al Supercharger, poi verso est sull’Egnatia attraverso il Pindo. D’estate potete invece prendere la vecchia strada del passo di Katara, a circa 1.700 metri, lenta, vuota e piena di pascoli d’alta quota. Nel pomeriggio si apre la piana della Tessaglia e da essa si levano le rocce delle Meteore come qualcosa che lì non dovrebbe esserci. Sistematevi a Kalambaka e salite al tramonto sulle rocce tra la Santa Trinità e Santo Stefano, dove l’intera valle diventa d’oro. Presa dell’albergo per la notte.

  9. Giorno 9 · Kalambaka

    Una giornata intera per le Meteore, patrimonio UNESCO dal 1988. Sei monasteri sono ancora abitati: il Grande Meteora, Varlaam, Roussanou, la Santa Trinità, Santo Stefano e San Nicola Anapafsas. Ognuno chiude un giorno alla settimana, quindi controllate gli orari, e coprite spalle e ginocchia. Cominciate presto dal Grande Meteora per gli affreschi e la vecchia torre dell’argano che un tempo issava i monaci in una rete, scendete per l’antico sentiero fino a Kastraki e tenete Roussanou, appollaiato sul suo stretto pinnacolo, per la luce del tardo pomeriggio. Presa dell’albergo per la notte; il Supercharger di Larissa è la prima tappa di domani.

  10. Giorno 10 · Litochoro

    Ricaricate al Supercharger di Larissa presso il Fashion City Outlet, poi seguite il Peneo nella valle di Tempe, una stretta fenditura verde tra l’Olimpo e l’Ossa. Fermatevi dove una passerella sospesa ondeggiante attraversa il fiume fino alla cappella rupestre di Agia Paraskevi, con la sua sorgente sacra nella roccia. Nel primo pomeriggio siete a Litochoro, borgo di pietra ai piedi dell’Olimpo. Salite per la strada di montagna fino a Prionia, dove l’asfalto finisce a circa 1.100 metri tra pini neri e una piccola cascata, e percorrete un tratto del sentiero nella gola dell’Enipeas, tutta pozze verdi e pietra bianca. Presa dell’albergo per la notte.

  11. Giorno 11 · Salonicco

    Sulla via del ritorno fermatevi a Dion, la città sacra dei Macedoni, dove i santuari di Iside e Demetra giacciono tra sorgenti e canneti e le rane cantano dai pavimenti allagati dei templi. Il museo conserva bei mosaici e l’hydraulis, un antico organo ad acqua. Poi seguite la costa verso nord fino a Salonicco, ricaricate al Supercharger alla periferia e chiudete il viaggio come era iniziato: un ouzo e piattini nei vicoli di Ladadika vicino al porto, nella brezza serale che sale dal golfo.

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