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Itinerario di vacanza
Otto giorni nell’estremo sud del Peloponneso, dove i monti del Taigeto scendono fino al mare e ogni villaggio sembra costruito con la stessa pietra grigia delle colline. Da Atene la strada attraversa il canale di Corinto e sale per l’Arcadia fino a Kalamata, città di olive, di seta e di un castello franco. Oltre si trovano le rovine dell’antica Messene, il villaggio di mare di Kardamyli, dove Patrick Leigh Fermor scrisse e nuotò per mezzo secolo, e poi la Mani stessa: una penisola arida e fiera di case torri, cappelle bizantine e calette di ciottoli bianchi. Le barche scivolano nelle grotte allagate di Diros, un sentiero porta al faro di capo Tenaro, l’antica porta dell’Ade, e sull’altro golfo la rocca di Monemvasia si alza dal mare con un’intera città medievale nascosta sul fianco. Il viaggio si chiude tra le chiese e i palazzi di Mistra prima del ritorno ad Atene. Colonnine rapide si trovano a Kalamata, Sparta, Gythio e sull’autostrada vicino a Tripoli; nella Mani molti piccoli alberghi offrono una presa per la notte.
Stagione: Il periodo migliore va da aprile a metà giugno e da settembre a fine ottobre. In primavera i pendii del Taigeto si coprono di fiori selvatici e a fine maggio il mare è già abbastanza caldo; in piena estate la Mani è rovente e le grotte di Diros sono affollate. L’autunno porta acqua tiepida, villaggi tranquilli e, da novembre, la raccolta delle olive. In inverno Monemvasia e Kalamata restano vivaci, ma molte piccole pensioni della Mani profonda chiudono.
Luoghi
La rocca di MonemvasiaFoto: Ingo Mehlng / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Il canale di CorintoFoto: Berthold Werner / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Il castello di KalamataFoto: Drakopoulosdim / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Lo stadio dell’antica MesseneFoto: Peulle / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
La baia di KardamyliFoto: Ppso / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Il porto di LimeniFoto: Zigomitros Athanasios / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Barche nelle grotte di DirosFoto: Koppi2 at German Wikipedia / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Il villaggio di torri di VathiaFoto: macrolepis / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)
Il faro di capo TenaroFoto: Eugenia Zavitsanou / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Il porto di GythioFoto: Diliff / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Santa Sofia nella città alta di MonemvasiaFoto: Patrice78500 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Il monastero della Pantanassa a MistraFoto: HerrAdams / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Itinerario di vacanza
- Giorno 1 · Kalamata
Lasciate Atene presto e fermatevi al canale di Corinto, dove una fenditura larga quanto una nave e lunga sei chilometri taglia l’istmo tra pareti di roccia color miele alte quasi ottanta metri. L’autostrada sale poi negli altipiani verdi dell’Arcadia e scende verso il golfo di Messenia. Nel tardo pomeriggio siete a Kalamata: salite al castello franco dei Villehardouin, passeggiate nella città vecchia attorno alla chiesa dei Santi Apostoli e chiudete sul lungo lungomare con un piatto delle celebri olive locali.
- Giorno 2 · Kardamyli
Dirigetevi nell’entroterra verso l’antica Messene, fondata nel 369 a.C. quando i Messeni si liberarono da Sparta. Poche città antiche appaiono così complete: lo stadio giace in una conca piena di ulivi, il teatro e l’agorà tornano a poco a poco alla luce e le possenti mura sono ancora in piedi attorno alla Porta Arcadica. Nel pomeriggio seguite la strada costiera verso sud, con il Taigeto sempre più vicino, fino a Kardamyli, villaggio di case di pietra e spiaggia di ciottoli sotto la montagna. Passate accanto alle torri restaurate della vecchia Kardamyli e, se la luce lo consente, percorrete il viottolo fino alla casa dove visse e scrisse Patrick Leigh Fermor.
- Giorno 3 · Areopoli
Oggi il tragitto è breve, ma ogni curva conta. Al mattino camminate nella gola del Viros dietro Kardamyli o fate il bagno a Stoupa, poi seguite la strada verso sud nella Mani Esterna, dove gli uliveti lasciano il posto ai terrazzamenti di pietra e sui crinali compaiono le prime case torri. Fermatevi sopra Limeni, minuscolo porto dall’acqua turchese sorvegliato dalla torre del clan Mavromichalis. Sull’altopiano attende Areopoli, la città che porta il nome di Ares: il 17 marzo 1821 nella sua piazza i Manioti alzarono la bandiera della rivolta, e i vicoli conducono ancora al campanile scolpito della chiesa dei Tassiarchi.
- Giorno 4 · Areopoli
Cominciate dalle grotte di Diros, dove un barcaiolo vi guida per una quarantina di minuti su un lago sotterraneo tra stalattiti e colonne che gocciolano in un’acqua verde e immobile. Poi percorrete la strada deserta della Mani Profonda, tra cappelle con tetti di pietra e villaggi di torri abbandonate, fino a Vathia, il cui gruppo di torri su una collina sembra una fortezza di pezzi degli scacchi. Alla fine della terra, dal borgo di Kokkinogia, un sentiero di circa quarantacinque minuti attraversa il capo spoglio fino al faro del Tenaro; lungo la via restano i ruderi di un santuario di Poseidone e la grotta marina che gli antichi credevano la porta dell’Ade. Tornate a cena nel porto di Gerolimenas o di nuovo ad Areopoli.
- Giorno 5 · Monemvasia
Attraversate la Mani fino al golfo di Laconia e a Gythio, un tempo porto di Sparta, con le case color pastello impilate sopra le barche dei pescatori. Una diga porta all’isolotto di Marathonisi, l’antica Cranae, dove secondo la leggenda Paride ed Elena trascorsero la prima notte dopo la fuga da Sparta; una torre di pietra ospita oggi un piccolo museo della Mani. Poco più a nord, sulla spiaggia di Valtaki, lo scafo arrugginito del Dimitrios giace sulla sabbia dai primi anni Ottanta. La strada corre poi verso est tra agrumeti e basse colline fino a Monemvasia; arrivate in tempo per attraversare la diga al crepuscolo, quando si accendono le lanterne della città bassa e la rocca sembra galleggiare sul mare.
- Giorno 6 · Monemvasia
Monemvasia deve il nome al suo unico ingresso, e oltre la porta le auto restano fuori. Trascorrete la mattina nella città bassa, un labirinto di passaggi a volta, vicoli lastricati e piccole chiese, tra cui quella del Cristo Incatenato con il campanile sulla piazza; il poeta Ghiannis Ritsos nacque in una casa sulla via principale. Salite il sentiero a zigzag sulla rupe fino alla città alta in rovina, dove la chiesa di Santa Sofia sorge sul bordo estremo della rocca sopra il mare. Nel pomeriggio nuotate dagli scogli sotto le mura e la sera assaggiate la dolce malvasia, il vino che portò il nome della città nelle corti d’Europa.
- Giorno 7 · Mistra
Dirigetevi a nord-ovest attraverso la pianura della Laconia fino a Sparta e ricaricate alla stazione rapida ai margini della città mentre visitate i modesti resti del teatro antico o il Museo dell’Ulivo e dell’Olio d’oliva greco. Poi salite a Mistra, la città bizantina su uno sperone del Taigeto e capitale del Despotato di Morea, patrimonio UNESCO dal 1989. I sentieri salgono accanto alle chiese affrescate della Peribleptos e della Pantanassa, dove le monache curano ancora il giardino, fino al Palazzo dei Despoti, dove nel 1449 Costantino XI Paleologo fu proclamato ultimo imperatore di Bisanzio. Dormite nel paese moderno ai piedi della collina e guardate le rovine diventare dorate al tramonto.
- Giorno 8 · Atene
Il lungo ritorno è semplice in autostrada: risalite dalla Laconia all’altopiano di Tripoli e fermatevi alle colonnine ad alta potenza dell’area di servizio di Artemisio, poi scendete all’istmo per un ultimo caffè sul canale di Corinto mentre l’auto ricarica ancora. Nel tardo pomeriggio siete ad Atene. Se vi restano energie, salite sulla collina di Filopappo al tramonto: dalla sua cima profumata di pini il Partenone si erge proprio di fronte, luminoso sopra la città come l’ultima pagina del viaggio.