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Itinerario di vacanza

Dieci giorni attraverso il cuore alto e dorato di grano della Spagna: l’acquedotto romano e l’Alcázar da fiaba di Segovia, borghi murati come Pedraza e Sepúlveda sopra profonde gole fluviali, i castelli e le cantine della Ribera del Duero, il canto gregoriano nel chiostro di Silos, il merletto gotico della cattedrale di Burgos, le cascate turchesi di Orbaneja del Castillo, la Soria di Machado e le mura califfali di Gormaz. Le colonnine rapide stanno nelle città; i villaggi tra l’una e l’altra sono brevi tappe senza fretta.

Stagione: Meglio da maggio a giugno e da settembre a ottobre: campi verdi o dorati, giornate miti. I pomeriggi estivi sulla meseta sono caldi; d’inverno gelate e qualche nevicata sulle strade di Somosierra e Urbión. La strada della Laguna Negra può chiudere per neve e d’estate l’accesso può essere con navetta stagionale. I vespri di Silos seguono l’orario del monastero.

Luoghi

  • Alcázar di SegoviaAlcázar di SegoviaFoto: Rafa Esteve / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Acquedotto di SegoviaAcquedotto di SegoviaFoto: Bernard Gagnon / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
  • La Granja de San IldefonsoLa Granja de San IldefonsoFoto: Miguel Ángel García. from Ólvega., España / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)
  • PedrazaPedrazaFoto: Michal Gorski / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
  • Gole del DuratónGole del DuratónFoto: Carlos Delgado / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Castello di PeñafielCastello di PeñafielFoto: Jose Luis Filpo Cabana / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)
  • Chiostro di SilosChiostro di SilosFoto: GFreihalter / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
  • CovarrubiasCovarrubiasFoto: Ecelan / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Cattedrale di BurgosCattedrale di BurgosFoto: Carlos Delgado / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Orbaneja del CastilloOrbaneja del CastilloFoto: Luis Rogelio HM / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)
  • Laguna NegraLaguna NegraFoto: Victor Salvador Vilariño / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • San Juan de Duero, SoriaSan Juan de Duero, SoriaFoto: Diego Delso / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Canyon del Río LobosCanyon del Río LobosFoto: Tirol32 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
  • Fortezza di GormazFortezza di GormazFoto: Jl FilpoC / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Itinerario di vacanza

  1. Giorno 1 · Segovia

    Cominciate sotto l’acquedotto. I suoi archi di granito salgono quasi trenta metri sopra la plaza del Azoguejo, e nemmeno una goccia di malta li tiene insieme; duemila anni dopo incorniciano ancora il cielo. Salite per la calle Real nella città vecchia, tra facciate dall’intonaco graffito a motivi, fino alla Plaza Mayor e alla cattedrale, l’ultima grande cattedrale gotica di Spagna, dorata nella luce tarda. In fondo alla rupe l’Alcázar si erge come una prua tra due fiumi. La vista migliore si ha al tramonto dal prato di San Marcos. A cena, cochinillo, maialino da latte tagliato con il bordo di un piatto. Ricarica alla stazione Moeve in avenida Juan Carlos I.

  2. Giorno 2 · Sepúlveda

    A dieci minuti di strada, Filippo V fece costruire La Granja de San Ildefonso in ricordo di Versailles: palazzo rosa, giardini potati che salgono verso la Guadarrama e fontane che zampillano in giorni stabiliti di primavera ed estate. Accanto, la Real Fabbrica di Cristalli soffia ancora il vetro. Ricaricate alla colonnina Endesa sulla CL-601 e attraversate la terra ondulata delle pecore fino a Pedraza, borgo murato in cui si entra da un’unica porta, con piazza porticata e un castello che fu del pittore Ignacio Zuloaga. La sera c’è un tale silenzio che si sentono i rondoni. Notte a Sepúlveda, distesa su un crinale sopra le gole del Duratón, con una presa d’hotel.

  3. Giorno 3 · Peñafiel

    Mattina nelle Hoces del Duratón, dove il fiume ha scavato un canyon sinuoso nel calcare. Dal parcheggio vicino a Villaseca, un sentiero facile e pianeggiante di circa un chilometro porta all’eremo di San Frutos, proprio sull’orlo della rupe, con il fiume verde che serpeggia molto più in basso e i grifoni che planano all’altezza degli occhi. Poi verso ovest tra pinete e grano fino a Cuéllar, cittadina di chiese mudéjar in mattoni e di un grande castello; ricaricate alla stazione Iberdrola | bp pulse sulla strada per Segovia. Finite a Peñafiel, sotto un castello così lungo e stretto sul suo crinale da sembrare una nave di pietra ormeggiata sopra il Duero.

  4. Giorno 4 · Aranda de Duero

    Salite al castello di Peñafiel, che ospita il museo provinciale del vino, e guardate dall’alto la Plaza del Coso, una piazza di sabbia incorniciata da balconi di legno dove durante le feste di agosto si corrono ancora i tori. Sotto il castello sorge la cantina Protos, sotto cinque tetti a volta disegnati da Richard Rogers; prenotate una visita con degustazione di tempranillo della Ribera del Duero. Prima di ripartire ricaricate alla colonnina qwello in piazza. Verso est tra i vigneti fino a Peñaranda de Duero, con un palazzo rinascimentale, il castello sul colle e una delle farmacie più antiche di Spagna. Aranda de Duero nasconde sotto le sue strade chilometri di cantine medievali; a cena lechazo, agnello da latte arrostito nel forno a legna. Ricarica alla stazione Iberdrola in calle de la Hispanidad.

  5. Giorno 5 · Lerma

    Verso nord-est su strade tranquille. Vicino a Peñalba de Castro si stendono le rovine di Clunia, un tempo una delle grandi città romane della penisola, con un teatro in parte scavato nella roccia viva e la vista su campi vuoti. A Santo Domingo de Silos, arrivate in tempo per i vespri, quando i monaci benedettini cantano il gregoriano; prima, percorrete il chiostro romanico a due piani intorno al suo alto cipresso e osservate da vicino i capitelli, scolpiti con arpie, uccelli e bestie intrecciate. A pochi minuti, passerelle attraversano la stretta fenditura calcarea del Desfiladero de La Yecla. Covarrubias, con le sue case a graticcio, custodisce la tomba di una principessa norvegese del Duecento. Notte a Lerma, sotto il palazzo ducale oggi parador; ricarica al Tesla Supercharger sul Camino de Villalmanzo.

  6. Giorno 6 · Burgos

    Mezz’ora a nord c’è Burgos, e la sua cattedrale, iniziata nel 1221, basta da sola a giustificare il viaggio: guglie di merletto di pietra traforata, cappelle cariche d’oro e il Cid sepolto con la moglie Jimena sotto la volta stellata del transetto. In alto su una parete il Papamoscas, un automa dell’orologio, apre la bocca allo scoccare dell’ora. Entrate nella città vecchia dall’Arco de Santa María, poi andate alla Certosa di Miraflores per le tombe reali in alabastro di Gil de Siloé, scolpite fini come avorio, e al monastero reale di Las Huelgas. Il Museo dell’Evoluzione Umana racconta i ritrovamenti della vicina Atapuerca. Al tramonto salite al belvedere della collina del castello sopra i tetti della cattedrale. Ricarica all’hub Zunder in avenida de la Paz; assaggiate la morcilla, il sanguinaccio di Burgos con il riso.

  7. Giorno 7 · Burgos

    Lasciate Burgos a batteria piena per un anello di un giorno verso nord, dove la meseta si apre all’improvviso. La N-623 attraversa l’alto e ventoso Páramo de Masa e poi si tuffa nei canyon del giovane Ebro; fermatevi ai belvedere vicino a Valdelateja, dove il fiume serpeggia tra pareti chiare. A Orbaneja del Castillo una sorgente sgorga da una grotta sopra il paese e scende tra le case in gradini e pozze turchesi fino all’Ebro, sotto una corona di torri di roccia erosa. Proseguite verso est fino a Frías, una delle più piccole città di Spagna a fregiarsi del titolo di città: un castello su una cresta di roccia, case sospese sul vuoto e un ponte medievale fortificato sull’Ebro con una torre-porta al centro. Ritorno a Burgos per la notte.

  8. Giorno 8 · Soria

    Verso sud-est attraverso le colline della Demanda fino alle pinete di Urbión, tra le più vaste della penisola. Da Vinuesa una strada sale alla Laguna Negra, un cupo lago glaciale sotto pareti di granito attorno al quale Antonio Machado intrecciò la sua tetra ballata di Alvargonzález; lasciate l’auto al parcheggio in basso e fate a piedi l’ultimo tratto tra i pini, oppure prendete la navetta quando è in servizio. Scendete a Soria, la piccola città silenziosa dove Machado insegnò francese e si innamorò. Camminate lungo il Duero fino a San Juan de Duero, il cui chiostro senza tetto è un rompicapo di archi intrecciati, poi seguite il sentiero lungo il fiume fino all’eremo di San Saturio, incastonato nella rupe sopra l’acqua. Ricarica alla stazione PowerGo in avenida de Europa.

  9. Giorno 9 · El Burgo de Osma

    Verso ovest tra gli altipiani di ginepri fino a Calatañazor, borgo di pietra su uno sperone dove, dice la leggenda, Almanzor, generale del califfo, perse il suo tamburo, cioè la fortuna, nel 1002. Poi Ucero e il Cañón del Río Lobos, un silenzioso canyon calcareo. Una passeggiata facile e pianeggiante dal parcheggio lungo il fiume arriva all’eremo templare di San Bartolomé, solitario ai piedi delle pareti, con i grifoni che volteggiano sopra e la bocca di una grotta nella roccia di fronte. Chiudete la giornata a El Burgo de Osma, piccola città vescovile con una bella cattedrale gotica e una via principale porticata; ordinate torreznos, pancetta croccante, con un bicchiere di rosso locale. Ricaricate di notte alla stazione Iberdrola in avenida Juan Carlos I e partite a batteria piena: la prossima colonnina rapida del percorso è di nuovo a Segovia.

  10. Giorno 10 · Segovia

    Dieci minuti a sud, la fortezza califfale di Gormaz corre sulla sua collina per oltre un chilometro, costruita nel X secolo quando il Duero era il confine tra la Spagna cristiana e quella musulmana. Entrate dalla porta ad arco a ferro di cavallo e camminate sulle mura; nelle giornate limpide la vista arriva fino alla linea azzurra della Guadarrama, verso cui siete diretti. Passate ad Ayllón, dove si entra sotto un arco medievale, con la piazza porticata e la facciata gotica del palazzo dei Contreras. Vicino a Riaza, deviate per i villaggi rossi di Madriguera ed El Muyo, costruiti con una pietra scura e ferrosa che al sole basso si accende di rosso ruggine. Poi, per le colline, a Segovia, per vedere l’acquedotto illuminato di notte, gli stessi archi da cui è partito il viaggio.

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