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La tua autonomia è una menzogna? Spieghiamo cosa mostra davvero lo schermo di Tesla

La tua autonomia è una menzogna? Spieghiamo cosa mostra davvero lo schermo di Tesla

I forum online e i gruppi di discussione sono sommersi da litigi tra i proprietari di auto elettriche. Uno si vanta dei risultati ottenuti, un altro si lagna del deterioramento della batteria dopo un mese, mentre un terzo afferma che la sua auto “impara” lo stile di guida e per questo mostra meno chilometri percorsi. Queste controversie derivano solitamente da un unico malinteso fondamentale: la maggior parte dei conducenti interpreta erroneamente i numeri visualizzati accanto all’icona della batteria sullo schermo principale.

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Tesla utilizza una logica specifica e, in fondo, semplice, che per un profano può sembrare illogica. Il produttore fa riferimento a tre concetti diversi di autonomia; se non si riesce a distinguerli, non si potrà mai comprendere appieno la propria auto. Spiegheremo tutto una volta per tutte, smontando i miti riguardo al “contatore intelligente” dei chilometri.

Fantasia cartacea contro conservatorismo americano

Iniziamo da ciò che si vede nei cataloghi e nel configuratore sul sito web. In Europa, Tesla, come qualsiasi altro produttore, deve indicare valori in conformità con la procedura WLTP. Si tratta di un requisito legale. Questa procedura è uno standard uniforme, eseguito in condizioni di laboratorio.

L’auto entra su una pista di frenata, dove regna una temperatura controllata; non ci sono vento, pioggia né traffico. Il profilo di velocità è strettamente definito. WLTP è per definizione una procedura ottimistica, che spesso fornisce risultati difficili da raggiungere durante una guida normale, soprattutto su autostrada.

Negli Stati Uniti la situazione è completamente diversa. Lì vale lo standard EPA. Questi test sono più rigorosi e conservatori. La stessa Tesla Model 3 o Tesla Model Y presenterà nei documenti un’autonomia notevolmente inferiore negli USA (EPA) rispetto all’Europa (WLTP), nonostante fisicamente si tratti quasi dello stesso veicolo con la stessa batteria.

Perché ne parlo? Perché qui arriviamo al primo shock cognitivo. Il numero che vedi sul display della tua auto in Europa non ha alcun rapporto con lo standard europeo WLTP.

Cosa mostra davvero il contachilometri accanto alla batteria

Questo è il punto più importante di questo testo. Molti guidatori sono convinti che il numero di chilometri accanto all’icona della batteria sia una previsione: che l’auto analizzi il modo in cui hanno guidato nella settimana precedente e, sulla base di ciò, calcoli quanta strada potranno percorrere oggi. È una sciocchezza.

Tesla utilizza un algoritmo basato sulla norma EPA per visualizzare l’autonomia sullo schermo principale. Lo fa persino nelle auto vendute sul mercato europeo.

Il funzionamento di questo meccanismo è estremamente semplice e statico. Il produttore assegna a ciascuna variante del modello (ad esempio il Model 3 Long Range con cerchi da 19 pollici) un valore costante di consumo energetico derivato dai test EPA. Il sistema di gestione della batteria (BMS) verifica quante kilowattora (kWh) di energia sono disponibili nelle cellule. Successivamente viene effettuata una semplice divisione: l’energia disponibile divisa per una costante fissa di consumo. Il risultato viene visualizzato sullo schermo come numero di chilometri.

La tabella seguente illustra le differenze tra i tre tipi di dati con cui ha a che fare l’utente Tesla:

Tipo di dato

Fonte

Variazione

Tiene conto dello stile di guida?

Applicazioni

Autonomia WLTP

Test UE

Costante (di catalogo)

No

Marketing, diritto UE

Raggio di visibilità sullo schermo

Norma EPA

Cambia solo in caso di variazione della capacità della batteria

No

Visualizzazione rapida del livello di carica

Raggio di navigazione

Algoritmi Tesla

Dinamico (in tempo reale)

Pianificazione effettiva del viaggio

Il valore relativo alla batteria è pura matematica, senza alcuna intelligenza artificiale. Lo stile di guida, la temperatura esterna, le piogge o la velocità a cui guidi non influiscono affatto su questo valore. Puoi guidare in modo aggressivo per una settimana, e dopo aver caricato completamente otterrai lo stesso risultato di un conducente che guida con calma. Il valore cambierà solo quando varierà la quantità fisica di energia disponibile nella batteria.

La decisione degli ingegneri di Tesla era consapevole. Volevano evitare numeri “fluttuanti” che avrebbero creato caos. L’utente riceve un punto di riferimento fisso, che funge da indicatore del livello di carburante, calibrato in unità di distanza e non in percentuali.

Dove si nasconde l’intelligenza reale

Poiché il contachilometri accanto alla batteria mente (o meglio: semplifica la realtà), come si può sapere quanta distanza si potrà effettivamente percorrere? Tesla dispone di algoritmi avanzati di previsione, ma questi sono nascosti in un altro luogo: nel sistema di navigazione e nell’app Energy (Consumo).

Solo dopo aver inserito la destinazione nella navigazione il sistema inizia ad analizzare la realtà. È qui che avviene la magia: il computer tiene conto della topografia del terreno (salite e discese), della temperatura attuale, della direzione e dell’intensità del vento, del traffico e del tuo consumo energetico effettivo negli ultimi chilometri.

Negli ultimi anni Tesla ha aggiunto molte variabili a questa equazione. Vento e precipitazioni hanno un impatto enorme sul consumo di energia, spesso maggiore della velocità o della temperatura stesse. La navigazione lo tiene conto; il contachilometri sul cruscotto, invece, no.

Per questo si verificano situazioni che confondono i nuovi utenti: l’auto indica “300 km di autonomia” con la batteria carica, mentre una destinazione a 250 km di distanza viene segnalata come irraggiungibile senza ricarica. Chi ha ragione? Sempre la navigazione. Il numero indicato sulla batteria rappresenta soltanto un potenziale teorico in condizioni di test ideali, tipiche degli Stati Uniti. Nella realtà, con velocità autostradali comprese tra 120 e 140 km/h, gli standard EPA e WLTP diventano pura finzione.

Perché non il WLTP sullo schermo?

Dato che viviamo in Europa, perché Tesla non ci mostra il risultato WLTP? La risposta è pragmatica: la norma WLTP è ancora più lontana dalla realtà rispetto all’EPA. A velocità autostradali, i valori indicati nel catalogo WLTP sono completamente irraggiungibili.

Se Tesla mostrasse l’autonomia WLTP, la delusione dei clienti sarebbe enorme ad ogni viaggio più lungo. La norma EPA, pur essendo ancora di tipo sperimentale, è più ripetibile e vicina alla verità (sebbene rimanga comunque ottimistica). Inoltre facilita il confronto delle condizioni della batteria tra i diversi esemplari dello stesso modello, indipendentemente dal mercato di vendita.

Raggiungere il valore visualizzato sullo schermo è possibile, ma richiede condizioni specifiche: guida in città, velocità medie basse, utilizzo frequente della recupero energia, strade locali con limite di 70-90 km/h. In questi casi persino il potente Model X è in grado di consumare quantità trascurabili di energia e di “portare a termine” il valore indicato sullo schermo. Sulle autostrade è fisicamente impossibile.

Cosa fa davvero il BMS

Dobbiamo addentrarci più a fondo per comprendere il funzionamento di questo sistema. Il principio di base è il seguente: un’auto elettrica non ha autonomia, ma energia. Il concetto di “autonomia” è un’interpretazione secondaria, una rappresentazione grafica per l’utente.

Il sistema di gestione della batteria (BMS) non misura i chilometri percorsi. Il suo compito è monitorare la tensione sui gruppi di cellule, l’intensità della corrente e la temperatura del pacco. Sulla base di questi parametri fisici, il BMS stima due valori fondamentali: lo SOC (State of Charge – livello di carica) e l’energia utilizzabile.

Solo alla fine, il processore prende il valore dell’“energia utilizzabile” e lo divide per una costante di consumo fissata in anticipo. In questo modo si ottiene il numero che vedi sul display. Pertanto, se l’autonomia visualizzata diminuisce o aumenta, ciò indica una di due cose: o è cambiata la stima dell’energia disponibile nella batteria, oppure è cambiato l’algoritmo di calcolo (ad esempio dopo un aggiornamento).

Aggiornamenti e chilometri che scompaiono

Questo ci porta a un altro mito: “Tesla mi ha ridotto l’autonomia con l’aggiornamento”. Dopo aver installato un nuovo software, gli utenti notano spesso che, con la batteria al 100%, l’auto indica ad esempio 10 km in meno rispetto a prima dell’aggiornamento. Cadono nel panico, pensando che la batteria si sia degradata.

Calmati. Tesla non ha ridotto a distanza la capacità fisica della tua batteria. L’aggiornamento ha modificato il modello matematico utilizzato dal BMS per interpretare la tensione delle celle. Sono cambiate anche le soglie di sicurezza.

Il BMS riserva una certa quantità di energia come “buffer inferiore” (che impedisce un’esaurimento totale delle celle, altrimenti queste potrebbero danneggiarsi) e “buffer superiore”. I cambiamenti nel software possono modificare l’entità di questi buffer. A volte, dopo un aggiornamento, il sistema riconosce meglio le caratteristiche di invecchiamento delle celle e corregge il valore visualizzato per renderlo più preciso. Non si tratta di un difetto, ma di una calibrazione.

Come mantenere la precisione delle indicazioni

BMS è soltanto un algoritmo che a volte “si discosta”. Se manteniamo la batteria per lungo tempo in un range di carica ristretto (ad esempio viaggiando solo tra il 40% e l’80%), il sistema perde i punti di riferimento. Non sa con esattezza dove si trovano il vero “fondo” e la vera “cima” della capacità della batteria.

Perciò gli ingegneri raccomandano una procedura che può essere definita calibrazione. Di tanto in tanto vale la pena caricare l’auto al 100% e, cosa fondamentale, lasciarla collegata alla presa di carica ancora per un po’ dopo la fine della carica. Nel caso del Modello 3 e Y si consiglia addirittura di lasciare la presa inserita per 3 ore.

Non si tratta di forzare l’inserimento degli elettroni. In questo periodo, a corrente bassa, avviene un bilanciamento delle celle. Le tensioni sui singoli elementi si equalizzano e il BMS ha la possibilità di registrare nuovi punti di riferimento precisi per una carica massima. Grazie a ciò, la stima dell’energia disponibile diventa più accurata. Non fatelo ogni giorno, ma occasionalmente: è meglio per la salute del sistema di misurazione.

Ricordate che i numeri sullo schermo sono solo un indicatore approssimativo. La vera informazione su dove arriverete la fornisce la navigazione. Tutto il resto sono soltanto stime basate su ipotesi di laboratorio, che raramente hanno a che fare con il percorso reale.

Cosa ne pensate di questo approccio di Tesla? Preferite la matematica rigorosa dell’EPA, o vorreste vedere una previsione reale basata sul vostro stile di guida direttamente accanto all’icona della batteria? Fatemelo sapere nei commenti.

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