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Il Kia e-Niro è il leader in termini di degrado della batteria: dopo 100 mila km mantiene il 97,25% della sua capacità.

Il Kia e-Niro è il leader in termini di degrado della batteria: dopo 100 mila km mantiene il 97,25% della sua capacità.

L’azienda svedese Carla ha effettuato 9.954 test sulla condizione delle batterie nelle auto elettriche degli anni 2022-2026. Dopo 100.000 km, le migliori prestazioni sono state registrate dalla Kia e-Niro e dalla Hyundai Kona Electric; persino l’ultimo modello analizzato ha mantenuto solo il 91,79% di efficienza della batteria.

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Se qualcuno sta cercando un’auto elettrica usata e teme che la batteria si esaurisca dopo pochi anni, questi numeri sono piuttosto rassicuranti. Soprattutto considerando che non si tratta di casi isolati, bensì di quasi 10.000 misurazioni.

La Corea si distingue per le migliori prestazioni

In testa c’è la Kia e-Niro, dotata di una batteria da 64 kWh. La condizione media del pacchetto energetico dopo 100.000 km è stata del 97,25%. Il secondo posto è andato alla Hyundai Kona Electric, anch’essa tecnologicamente simile, con un risultato del 97,18%.

Terza è stata la Kia EV6 con un accumulatore da 77,4 kWh e un punteggio del 95,95%. Seguono la Volvo XC40 Recharge con cellule CATL – 94,70% – e la Polestar 2 – 94,35%. Il sesto posto è andato alla BMW i3 con una batteria più grande da 42,2 kWh introdotta dal 2019; in questo caso la media è stata del 93,77%.

È impressionante, perché stiamo parlando di auto che non sono più prototipi nuovi dopo una sola stagione, ma veicoli normalmente in uso.

N.

Modello

Condizione della batteria dopo 100.000 km (%)

1

Kia e-Niro – 64 kWh

97,25%

2

Hyundai Kona – 64 kWh

97,18%

3

Kia EV6 – 77,4 kWh

95,95%

4

Volvo XC40 Recharge – 69 kWh – CATL

94,70%

5

Polestar 2 – 78 kWh – CATL

94,35%

6

BMW i3 – 120 Ah

93,77%

7

Polestar 2 – 78 kWh – LG Chem

93,53%

8

Tesla Model 3 – 60,5 kWh – CATL – LFP

93,34%

9

Audi e-tron 50 – 71 kWh

93,02%

10

Audi e-tron 55 – 95 kWh

92,93%

11

Skoda Enyaq iV – 77 kWh (software 3.x.x)

92,88%

12

Tesla Model 3 – 78,8 kWh – LG Chem – nuovo software

92,83%

13

Tesla Model S – 96 cellule

92,80%

14

Volkswagen ID.4 – 77 kWh

92,77%

15

Skoda Enyaq iV – 77 kWh

92,60%

16

Tesla Model X – 96 cellule

92,52%

17

Volkswagen ID.4 – 77 kWh (software 3.x.x)

92,27%

18

Tesla Model Y – 78,8 kWh – LG Chem

92,18%

19

Audi Q4 e-tron – 77 kWh

92,18%

20

Volkswagen ID.3 – 58 kWh

91,79%

Una ricarica più lenta avrebbe potuto aiutare

e-Niro e Kona sono modelli più vecchi. Si potrebbe pensare che le auto più recenti dovrebbero avere prestazioni migliori, visto che la chimica delle batterie sta facendo progressi. Tuttavia non è necessariamente così.

Una delle possibili spiegazioni è piuttosto semplice: questi due modelli coreani trattano la batteria con una certa delicatezza. Hanno un sistema di raffreddamento a liquido, ma la loro potenza di carica DC rimane al di sotto dei 80 kW. Una corrente inferiore e meno calore significano solitamente un invecchiamento più lento delle celle.

Dal canto suo, la Kia EV6 si carica circa tre volte più velocemente, funziona con un’architettura a 800 V e ha comunque raggiunto il 95,95% di capacità. Quindi una carica rapida non deve necessariamente comportare problemi per la batteria. Dipende molto dall’intero insieme di componenti: dalla chimica, dal controllo della temperatura e dai sistemi di buffer.

C’è un problema con il Kona

Per quanto riguarda il risultato della Kony, bisogna tenere a mente una cosa: Hyundai ha sostituito interi pacchetti di trazione in decine di migliaia di esemplari delle prime versioni a causa di problemi con le cellule LG Energy Solution e del rischio di incendio. A livello globale, l’operazione ha interessato circa 82.000 auto.

Se nel test sono stati inclusi molti esemplari sottoposti a tale sostituzione, il risultato della Kony potrebbe essere stato leggermente “innalzato”. L’e-Niro non presentava questo problema, poiché utilizzava cellule di un altro fornitore e non è stata inclusa nella stessa operazione.

Anche il “peggior” risultato appare buono

Alla fine della prima ventina di modelli c’è il Volkswagen ID.3. La media delle condizioni della batteria dopo 100.000 km è stata del 91,79%. Ciò indica comunque un calo inferiore al 10 percento.

E proprio questo è il aspetto più interessante di tutta questa analisi. La degradazione esiste, ma nella maggior parte delle auto elettriche moderne non si manifesta come un crollo improvviso, bensì più simile a una discesa lenta lungo delle scale. La paura relativa alla batteria di un’auto elettrica usata è quindi spesso maggiore del problema stesso.

Se oggi acquistaste un’auto elettrica usata, dareste maggiore importanza al modello e alla chimica della batteria, o semplicemente al risultato del test SoH di quel particolare esemplare?

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Fonte: LovEV.pl