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Emilia Romagna: passo indietro su stop euro 5 diesel. E la Lombardia?

Emilia Romagna: passo indietro su stop euro 5 diesel. E la Lombardia?

Anche in Emilia Romagna è saltato lo stop alla circolazione delle auto euro diesel 5. Come in Piemonte che distribuisce i buoni di biodiesel, o in Veneto che lava le strade, Le misure dell’Emilia Romagna non sono così creative. Le compensazioni previste sono tutte orientate ad interventi sul riscaldamento civile. Sul settore sono stati investiti 40 milioni, zero per gli incentivi a cittadini ed imprese per sostituire auto inquinanti con quelle a emissioni zero. Intanto 90mila auto euro 5 diesel sono “salve”. E la Lombardia, aspetta il decreto di Salvini, che vuole bloccare lo stop.

Emilia Romagna, le misure: ritardo nell’accensione del riscaldamento e…

Vediamo le misure comunicate dalla Regione: posticipo al 1^ novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. Nelle fasi emergenziali della qualità dell’aria limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa e ampliamento anche di un’ora – dalle 8 alle 19 – dell’orario di applicazione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati. Si intende da Euro 4 a scendere.

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La Giunta, inoltre, destina 10 milioni per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici. Il provvedimento è stato presentato per il via libera al ministero dell’Ambiente.

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Una delle misure che interessa tutti i cittadini è la riduzione del periodo di accensione di quindici giorni. La misura riguarda anche gli impianti alimentati a biomassa, ferme restando le esclusioni previste dalla normativa per strutture quali ospedali, strutture assistenziali e scuole.

Decisione presa insieme alle altre regioni padane

E’ blocco al blocco. Basta leggere il comunicato: «La Regione Emilia-Romagna, dopo un confronto con le altre Regioni del bacino Padano, ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5. Come previsto dalla legge nazionale la Giunta ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco, dal 1 ottobre, dei veicoli diesel euro 5». Ma per favorire la mobilità non inquinante, quindi quella elettrica, non ci sono iniziative. Eppure il traffico incide pesantemente sulla salute dei cittadini. E in Lombardia a pochi giorni dallo stop manca chiarezza. Dal 1 ottobre scatterebbe il divieto di circolazione. Si punta sul ministro Salvini, che annuncia l’intenzione di portare in Consiglio dei ministri un provvedimento per rinviare lo stop, definito «insensato». Una misura last minute per “salvare” la sua Lombardia.

In cinque anni erogati 40 milioni per la sostituzione dei generatori a biomassa

La Regione ha annunciato l’intervento da 10 milioni, “Bando per la sostituzione di impianti inquinanti per riscaldamento civile con pompe di calore, anche in abbinamento a pannelli fotovoltaici, anche da balcone”, ma non è la prima misura.

Blocchi alle euro 5 diesel, saranno veri? Le scappatoie

Dal 2021, infatti, la Regione Emilia-Romagna ha erogato circa 40,6 milioni per la sostituzione di generatori a biomassa inquinanti con impianti a 5 stelle o pompe di calore. Cosa vuol dire 5 stelle? E’ la classe meno inquinante presente sul mercato.

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Si agisce sul riscaldamento, ma zero euro sulla mobilità pulita. Eppure nel report di Arpae 2025, l’agenzia ambientale regionale, è chiaro quanto incida il traffico. Ad esempio «Il biossido di azoto (NO2 ), un importante inquinante dell’aria che, come l’ozono, risulta dannoso per il sistema respiratorio. Le principali sorgenti di NO2 sono i gas di scarico dei veicoli a motore, gli impianti di riscaldamento e alcuni processi industriali». Insomma non è comprensibile l’immobilismo sul tema, le altre regioni hanno dei bandi per la sostituzione dei veicoli. Anche l’ozono, pericolosissimo per i polmoni, è citato nel rapporto dove si legge: «Questi inquinanti vengono prodotti in particolare da processi di combustione civile e industriale, da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili. Come solventi e carburanti, oltre che dal traffico veicolare».

Emilia Romagna: blocco evitato per questioni economiche

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora all’Ambiente e Mobilità, Irene Priolo, hanno dato una spiegazione del blocco allo stop ai 90mila veicoli inquinanti. «Evitare una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione. E sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia». Si cita il dato ambientale: «Lo facciamo senza arretrare di un passo rispetto all’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria». Ma attenzione, come sostengono i due amministratori regionali: «Il bacino padano continua ad avere una situazione particolarmente complessa dal punto di vista della qualità dell’aria. E, come previsto nel nostro Piano regionale, sappiamo che servono interventi su tutte le principali fonti emissive». Ma manca l’intervento di sostegno alla transizione pulita, senza alimentazione fossile, della mobilità.

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