Sterzata di Nicola Porro: ora l’elettrico conviene

Sterzata di Nicola Porro. Dopo anni di attacchi forsennati all’auto elettrica e alle rinnovabili, il blog del giornalista di Mediaset cambia linea.
“La mobilità elettrica può dimezzare la spesa di rifornimento”
Chi l’avrebbe detto di trovare articoli così sul sito che ha usato i toni più sarcastici nei confronti del passaggio all’elettrico? Dov’è finito il giornalista che attaccava la UE per i propositi di passare alle emissioni zero nei trasporti? E invece ecco qui un articolo di tono completamente opposto, legato anche agli aumenti di benzina e gasolio: “In questo contesto critico entra in gioco la mobilità elettrica, che può già oggi offrire un’alternativa economicamente vantaggiosa. E ridurre sensibilmente la spesa delle famiglie italiane. I numeri parlano chiaro: gli esperti del settore sfruttando i dati disponibili stimano che percorrere 100 km in elettrico costa circa 7,80 euro, contro i 15,50 euro di un’auto a benzina e i 12,90 euro di una diesel. Ricaricando a casa tramite una wallbox, la stazione di ricarica domestica, la spesa può scendere ulteriormente. Fino a circa 6,30 euro ogni 100 km“.
Sterzata di Nicola Porro: “Rischioso dipendere dai carburanti”
Ancora più significativa la chiusura dell’articolo: “Scegliere l’elettrico, quindi, non è soltanto una questione ambientale, ma anche e soprattutto, economica. Significa poter ridurre i costi di utilizzo dell’auto e contenere l’esposizione alle oscillazioni del mercato petrolifero. Continuare a dipendere dai carburanti tradizionali significa, al contrario, espone al rischio di prezzi instabili e difficili da prevedere”. Incredibile trovare un articolo così sul sito di un giornalista che in passato scriveva cose terribili contro l’elettrico. Prendendesela anche con le rinnovabili, fino al punto di definire il potenziale apprto di eolico e fotovoltaico “insignificante”. Peccato che in Italia in tutti questi anni si sia dato retta soprattutto a opinionisti come questo. Con il risultato di avere un Paese in cui l’auto elettrica è inchiodata all’8% di quota di mercato, contro il 41% della Francia e il 30,5% medio dell’Europa.
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