Riqualificare casa può far risparmiare 900 euro l’anno

Vola il prezzo del gas e non basta cambiare fornitore per risparmiare sul riscaldamento domestico. Efficientare e puntare sulle rinnovabili porta più sollievo ai bilanci familiari. Soprattutto quest’anno dove il riscaldamento torna a pesare sui bilanci delle famiglie italiane. All’avvio della stagione termica 2026-2027, la spesa annua per il gas di una famiglia tipo in tutela vulnerabili, calcolata sui consumi convenzionali di 1.100 metri cubi, raggiunge i 1.782 euro: 611 euro in più rispetto a un anno fa, con un incremento del 52%. Ma esiste una leva su cui famiglie, condomini e imprese possono intervenire direttamente: la quantità di energia necessaria per riscaldare gli edifici.
Il risparmio in bolletta già dalla prima stagione, casa più efficiente
A evidenziare i risparmi è Tecnocem, gruppo bolognese attivo nell’edilizia e nell’efficienza energetica attraverso la propria ESCo (Energy Service Company) che ha analizzato i consumi effettivi degli impianti riqualificati tra condomini, strutture sanitarie, edifici pubblici e aziende. Il monitoraggio registra una riduzione media dei consumi del 50% per riqualificazioni complete dell’involucro edilizio e della centrale termica, equivalente a 550 mc/anno di gas metano medi risparmiati a famiglia. Ai prezzi attuali, il risultato corrisponde a circa 900 euro di spesa energetica evitata a famiglia e a una riduzione stimata di circa 1,1 tonnellate di CO₂.
I risultati mostrano come gli interventi sull’involucro e sugli impianti possano produrre risparmi misurabili già dalla prima stagione di esercizio. L’isolamento dell’edificio, la sostituzione di generatori obsoleti, la regolazione intelligente e il miglioramento della gestione energetica consentono di ridurre gli sprechi e adeguare la produzione di calore alle reali esigenze degli immobili.
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A differenza della scelta di un contratto di fornitura più conveniente, il cui beneficio dipende dalle condizioni commerciali e dai prezzi dell’energia, la riqualificazione interviene direttamente sul fabbisogno energetico dell’edificio.
L’intervento in un complesso bolognese: dalla classe energetica D alla B
Un esempio concreto arriva dalla riqualificazione di un complesso residenziale effettuato a Bologna, in via Gobetti, composto da tre edifici di 36 metri d’altezza e 70 famiglie, su cui Tecnocem ha eseguito un intervento integrato sull’involucro e sull’impianto, con parete ventilata sulle facciate principali, cappotto in lana di roccia su pareti laterali e copertura, isolamento dei balconi senza sottrarre spazio abitativo e una nuova centrale termica ibrida al posto della vecchia caldaia a gas. In dodici mesi di cantiere, con gli edifici abitati, il complesso è passato dalla classe energetica D alla B.

«Negli edifici che monitoriamo, il risparmio non è soltanto una previsione progettuale, ma un risultato che verifichiamo nel tempo attraverso i consumi effettivamente rilevati. Per ottenere una reale riduzione della spesa energetica occorre agire su due fronti: da un lato, migliorare l’efficienza delle tecnologie e degli impianti, affinché soddisfino il fabbisogno energetico consumando meno; dall’altro, ridurre la domanda di energia, eliminando gli sprechi e promuovendo comportamenti e modalità di gestione più consapevoli», dichiara Maria Luisa Mazzotta, direttrice commerciale di Tecnocem.
Si risparmia anche d’estate con meno consumi elettrici in casa
L’aumento dei prezzi energetici accresce la convenienza economica degli interventi di riqualificazione: a parità di energia risparmiata, il valore monetario del risparmio cresce con il costo dell’energia. Rispetto ai circa 300 euro annui stimati ai prezzi di dodici mesi fa, il vantaggio risulta oggi triplicato, riducendo sensibilmente i tempi di ritorno dell’investimento. I benefici proseguono anche in estate, quando un involucro ben isolato limita l’ingresso del calore e riduce il ricorso alla climatizzazione e i consumi elettrici.
Il beneficio delle rinnovabili con gli incentivi statali e regionali
Per condomini e imprese, il primo passo è la diagnosi energetica, utile a individuare le inefficienze e definire le priorità. Tra gli strumenti di sostegno figurano il Conto Termico 3.0, che prevede un contributo diretto del GSE per gli interventi e i soggetti ammessi, e le detrazioni fiscali.
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Per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, queste restano al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili; dal 2027, a normativa vigente, scenderebbero rispettivamente al 36% e al 30%. Il quadro definitivo dipenderà dalla legge di bilancio 2027, attualmente in discussione, che tra le ipotesi prevede un’aliquota fino al 65% per gli interventi di efficienza energetica.
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Senza dimenticare gli incentivi regionali che possono essere molto generosi come quelli della Regione Sardegna, ma quasi tutte le regione finanziano rinnovabili per imprese e in alcune regioni per le famiglie. Disporre già di una diagnosi permette di decidere tempestivamente, una volta definite le regole.
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