La Moldova accelera sull’elettrico: e se finisse davanti all’Italia?

In Moldova vivono appena 2,3 milioni di persone, ma se l’Italia continuerà a procedere lentamente nel processo di elettrificazione, il Paese dell’Est Europa potrebbe ritrovarsi, in proporzione, con una quota di auto elettriche superiore alla nostra. Il governo di Chișinău ha infatti approvato il Programma nazionale per la mobilità elettrica 2030, che prevede l’installazione di 600 punti di ricarica pubblici entro la fine del decennio e punta a portare la quota di auto elettriche e ibride plug-in circolanti al 15% del parco circolante nazionale.
Il Governo ha le idee chiare: “La nostra energia per ridurre dipendenza da diesel e benzina”
«Il nostro obiettivo per il 2030 è arrivare a circa 600 punti di ricarica. Desidero sottolineare che stiamo promuovendo una distribuzione equilibrata su tutto il territorio della Repubblica di Moldova, in modo che almeno il 30% delle infrastrutture sia situato al di fuori di Chișinău, quindi nelle altre regioni del Paese». Parole del ministro Vladimir Bolea. Questi gli obiettivi che sono legati al progetto europeo. «Sappiamo che la Repubblica di Moldova fa parte della rete di trasporto europea TEN-T. In questo contesto introdurremo un quadro normativo basato su questo piano, accompagnato da un programma di attuazione. Definiremo in modo molto chiaro le distanze che dovranno intercorrere tra i punti di ricarica, sia lungo le strade nazionali sia lungo la rete europea TEN-T». C’è da fare sistema con l’Europa.
Ma non solo. «Vogliamo naturalmente che le imprese e i cittadini della Repubblica di Moldova possano beneficiare dell’energia elettrica prodotta nel Paese e che siano meno dipendenti dalle importazioni di carburanti come diesel e benzina. Questo è il primo aspetto che desideravo presentare oggi riguardo a questo progetto di legge», ha spiegato il ministro.
Incentivare l’acquisto di auto elettriche: il 15% del parco circolante
Il ministro ha sottolineato che lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica è fondamentale per favorire la diffusione dei veicoli elettrici. Oggi, infatti, uno dei principali ostacoli all’acquisto di un’auto a batteria resta la carenza di punti di ricarica sul territorio. Il Programma nazionale per la mobilità elettrica 2030 fissa inoltre obiettivi precisi per aumentare il numero di veicoli a zero emissioni: entro la fine del decennio, le auto elettriche e ibride plug-in dovranno rappresentare almeno il 15% del parco circolante nazionale.

Il confronto con l’Italia è interessante. Secondo le elaborazioni di Motus-E, a metà 2026 le auto elettriche circolanti erano circa 441 mila. Considerando che il parco auto italiano supera i 40 milioni di vetture, le BEV rappresentano poco più dell’1% del totale. Sommando anche le ibride plug-in, si arriva a circa il 2% del circolante.
Quelli fissati da Chișinău sono per ora obiettivi sulla carta e l’Italia mantiene un netto vantaggio infrastrutturale, con oltre 80 mila punti di ricarica pubblici installati. Tuttavia, se il nostro Paese dovesse continuare a crescere lentamente mentre la Moldova accelerasse davvero nell’attuazione del piano, il divario potrebbe ridursi molto più rapidamente di quanto si immagini.
Il ministro dell’energia a bordo di una Tesla nell’evento da 1000 km a batteria
Un episodio curioso risale al 2024, quando il Ministero dell’Energia moldavo organizzò la #FastandGreen1000, una maratona di 1.000 chilometri riservata alle auto elettriche. A guidare uno degli equipaggi c’era lo stesso ministro dell’Energia, Victor Parlicov. Sarebbe bello vedere iniziative simili anche in Italia, con politici disposti a mettersi in gioco in prima persona per promuovere la mobilità elettrica.

Già allora emergeva il crescente interesse dei cittadini moldavi verso questa tecnologia. «Negli ultimi quattro anni il numero di auto elettriche registrate in Moldova è aumentato di otto volte, dimostrando che questi veicoli possono essere utilizzati senza particolari problemi sulle strade del Paese», sottolineò Parlicov.
A confermarlo furono i risultati della stessa maratona: tutti gli equipaggi completarono il percorso entro 24 ore e tra i partecipanti c’era anche una Dacia Spring, che stabilì il proprio record personale percorrendo i 1.000 chilometri in circa 21 ore.
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