La C-Zero di Angelo: bene dopo 13 anni, ma per nuova batteria 12mila euro

Undici anni di utilizzo, ma 13 dall’immatricolazione, 110 mila chilometri percorsi e una convinzione che non è cambiata nel tempo: l’auto elettrica conviene. A raccontarlo è Adriano Spinelli, residente ad Agropoli, in provincia di Salerno, proprietario di una Citroën C-Zero, una delle prime citycar elettriche arrivate sul mercato europeo e sorella della Mitsubishi i-MiEV e della Peugeot iOn. La sua è una testimonianza interessante perché arriva da chi ha utilizzato quotidianamente un’auto elettrica per oltre un decennio, abbastanza per valutarne pregi, difetti e soprattutto l’invecchiamento della batteria. E qui il problema: sostituirla costa 12mila euro. Un’esagerazione. La testimonianza di Angelo arriva dopo quella di Nanni e di Angelo Musumarra. Avete una storia simile, scriveteci a info@vaielettrico.it
Una delle prime elettriche in circolazione
«Ho acquistato la C-Zero circa undici anni fa quando aveva due anni e 7.000 chilometri. Era una vettura dimostrativa utilizzata da Citroën per far provare l’elettrico ai clienti interessati. Oggi ha superato i 110 mila chilometri e posso dire che si è comportata molto bene». Spinelli ammette che la qualità degli interni e delle finiture non fosse all’altezza del prezzo richiesto all’epoca, ma il conto economico complessivo è stato decisamente favorevole.
«Mi ha fatto risparmiare su tanti fronti: carburante, assicurazione Rc auto, bollo, parcheggi sulle strisce blu e manutenzione. Non ho mai dovuto fare cambi olio, filtri e tutte quelle operazioni tipiche di un motore endotermico». E soprattutto meno di 2 euro per fare 150 chilometri. Un “pieno” a basso costo.
Nessun guasto importante, ma l’autonomia è passata da 150 a 50 chilometri
La cosa che più colpisce nel suo racconto è l’affidabilità meccanica. «La macchina non mi ha mai dato problemi. Non ho mai dovuto sostituire centraline, sensori o altri componenti importanti. Alla fine il motore elettrico ha pochissime parti soggette a usura. Si possono consumare freni, pneumatici o sospensioni come su qualsiasi altra auto, ma il sistema di trazione non mi ha mai creato problemi». L’unico vero limite emerso negli anni riguarda la batteria.

Quando era nuova la piccola Citroën permetteva a Spinelli di percorrere circa 150 chilometri con una carica. Oggi la situazione è molto diversa. «La batteria ha perso oltre il 60% della capacità iniziale. Se la ricarico completamente vedo sul display circa 46-47 chilometri di autonomia. E sappiamo tutti che se accendi il climatizzatore o affronti delle salite l’autonomia reale diventa ancora inferiore».
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Angelo non vive in pianura. «Per tornare a casa devo affrontare circa 150 metri di dislivello. La macchina si sente che non ha più la forza di una volta. Spesso compare la modalità tartaruga che limita la velocità perché la batteria non riesce più a fornire sufficiente potenza».
Il problema è il costo della batteria nuova, chiesti 12mila euro – Iva
Spinelli avrebbe preso in considerazione la sostituzione dell’accumulatore. «Con grande disappunto devo dire che avrei cambiato la batteria se il prezzo fosse stato corretto. Invece la concessionaria Citroën presso cui acquistai la vettura mi ha presentato un preventivo da 12.000 euro più Iva». Una cifra fuori mercato. «Mi dispiace molto, ma non credo che una batteria possa costare quasi quanto metà della vettura nuova. È una spesa sproporzionata rispetto al valore attuale dell’auto». Per questo ha deciso di continuare a utilizzare la C-Zero nel traffico urbano. «Finché riuscirò a fare i miei spostamenti quotidiani continuerò a usarla».
I vantaggi economici restano enormi
Nonostante il degrado della batteria, il bilancio finale rimane nettamente positivo. Ad Agropoli le agevolazioni per i veicoli elettrici hanno contribuito a ridurre ulteriormente i costi di gestione. «Per il parcheggio sulle strisce blu paghiamo circa 20 euro l’anno contro i 120 euro richiesti alle auto tradizionali. Anche sull’assicurazione c’è un forte risparmio. Qui in Campania le Rc auto sono molto costose, ma con l’elettrico pago circa la metà di quanto spenderei con una vettura tradizionale equivalente».
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A ciò si aggiungono bollo ridotto e costi di ricarica particolarmente contenuti. «Ricaricando a casa spendo circa 14 centesimi al kWh. Con un paio di euro riesco a fare una ricarica completa. Per percorrere le stesse distanze con una piccola utilitaria a benzina servirebbero molti più soldi».
La prossima auto? Ancora elettrica
Nonostante l’esperienza con la batteria ormai a fine vita, Spinelli non pensa minimamente di tornare a benzina o diesel. Anzi, sta valutando di sostituire la sua C-Zero con una Fiat 500e. «Piace molto sia a me sia a mia moglie. È una macchina compatta, perfetta per l’utilizzo quotidiano. In famiglia abbiamo già vetture più grandi, due plug-in, mentre l’elettrica è quella che utilizziamo maggiormente».
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La concessionaria gli ha già formulato una proposta valutando la vecchia C-Zero circa 4mila euro, una cifra che considera interessante. Nel frattempo Spinelli guarda anche a un altro investimento: l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo domestico. La ragione è semplice. Oltre alla C-Zero possiede infatti anche una Mercedes plug-in hybrid e una Jeep plug-in hybrid. «Da noi il sole non manca. Con pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo potrei sfruttare al massimo l’energia prodotta per ricaricare le auto. Sarebbe il modo migliore per abbattere ulteriormente i costi di utilizzo».
Dopo undici anni di esperienza il giudizio resta quindi positivo. La meccanica della C-Zero continua a funzionare senza problemi, mentre la batteria rappresenta l’unico vero elemento che mostra il peso del tempo.
GUARDA IL VIDEO: Intervista ad Angelo, la sua storia con la Mitsubishi i-MiEV usata del 2011
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