Elettriche cinesi usate: sconti e caro carburanti fanno più 280% in Europa

Le auto elettriche cinesi usate stanno conquistando spazio sul mercato europeo grazie a prezzi particolarmente competitivi e alle restrizioni commerciali che interessano le vetture nuove. Secondo i dati diffusi da China EV Marketplace (CEVM), piattaforma specializzata nella vendita di veicoli cinesi, tra gennaio e settembre 2026 le vendite di auto usate ai clienti dell’Unione europea sono cresciute del 280% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo quota 7.900 unità.
Nello stesso periodo, sempre secondo l’azienda, le vendite dirette di veicoli nuovi ai clienti europei sono diminuite del 44%. Si tratta di dati relativi all’attività commerciale di CEVM, non delle immatricolazioni complessive di auto cinesi nell’Unione europea. La crescita segnala comunque una possibile alternativa per chi cerca un’elettrica a prezzi accessibili, anche attraverso l’importazione diretta dalla Cina.
China EV Marketplace 2025: Xiaomi domina le importazioni dirette in Europa
Dazi e restrizioni cambiano le strategie d’acquisto
La svolta è legata ai dazi introdotti nel 2024 dall’ Unione europea sulle auto elettriche a batteria nuove prodotte in Cina, con aliquote fino al 35,3%. Considerando il dazio doganale ordinario, il prelievo complessivo può arrivare al 45,3%. Ciò ha favorito alternative non soggette agli stessi dazi compensativi, come le elettriche usate e le ibride plug-in.
Ora, secondo CEVM, anche il mercato delle ibride plug-in cinesi deve fare i conti con un nuovo limite europeo alle importazioni. Le restrizioni sulle vetture nuove starebbero quindi rafforzando ulteriormente l’interesse per l’usato.
Le auto elettriche usate, infatti, non sono comprese nel campo di applicazione dei dazi compensativi europei sulle BEV nuove. Tuttavia bisogna considerare gli altri costi anche urocratici legati all’importazione, come il trasporto, l’omologazione e l’immatricolazione.
Sconti fino al 40% rispetto al prezzo originale
In compenso si parte da un prezzo iniziale sempre più interessante. La guerra dei prezzi tra i costruttori cinesi, infatti, ha ridotto i listini del nuovo e contribuito a comprimere anche le quotazioni delle vetture di seconda mano.
Secondo Jakub Geršl, direttore operativo di China EV Marketplace, il team dell’azienda che opera a Shanghai individua regolarmente occasioni con sconti consistenti. Alcune vetture con circa 6.000 chilometri percorsi vengono proposte a prezzi inferiori del 40% rispetto al listino originale cinese.
La piattaforma dichiara di avere oltre 2.600 auto elettriche usate disponibili sul proprio sito, provenienti da marchi come Xiaomi, BYD, iCar, Denza, Lynk & Co e Avatr.
Per gli automobilisti europei, il vantaggio potenziale è evidente: accedere a modelli relativamente recenti, spesso dotati di tecnologie avanzate, a un prezzo sensibilmente inferiore a quello di un’auto nuova. Il confronto, tuttavia, va fatto sul costo complessivo dell’operazione e non soltanto sul prezzo pubblicizzato in Cina.
Quali elettriche mantengono meglio il valore in Cina
Il mercato cinese offre anche un’indicazione delle differenze nella svalutazione dei veicoli elettrici. Un rapporto di settembre 2026 della China Automobile Dealers Association (CADA), realizzato con Jingzhengu, ha confrontato il valore residuo delle auto elettriche dopo tre anni.
In testa alla graduatoria figura Tesla Model 3, che conserva il 61,4% del prezzo iniziale, seguita da Tesla Model X con il 59,5% e Tesla Model Y con il 53,9%. Tra i modelli cinesi, BYD Seagull mantiene il 50,5% del valore originale, mentre Zeekr 009 si attesta al 49,9%.
I dati mostrano quanto la svalutazione possa variare da un modello all’altro. Anche fra le elettriche cinesi, quindi, non esiste un andamento uniforme: prezzo iniziale, posizionamento commerciale e dinamiche del mercato influenzano il valore residuo.
Un centro di consegna a Praga per ridurre l’attesa
Per rendere più semplice l’acquisto, China EV Marketplace ha annunciato l’apertura di un centro di consegna a Praga, nella Repubblica Ceca. La struttura dispone inizialmente di 20 vetture, che i clienti possono ritirare senza attendere i tempi necessari per un’importazione diretta dalla Cina, indicati dall’azienda in circa tre mesi.
Il centro rappresenta un primo passo verso un servizio più vicino agli acquirenti europei, per i quali trasporto, pratiche doganali e omologazione possono costituire ostacoli importanti.
Resta comunque fondamentale verificare, prima dell’acquisto, la conformità del veicolo ai requisiti europei, la possibilità di immatricolarlo nel Paese di destinazione, la copertura della garanzia e la disponibilità di assistenza e ricambi. Un prezzo d’acquisto molto basso, da solo, non garantisce necessariamente un risparmio equivalente nel lungo periodo.
Resta da capire quanto questo canale possa crescere e se le istituzioni europee interverranno qualora le importazioni di vetture usate venissero considerate uno strumento per aggirare gli effetti delle misure commerciali.
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