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Regulativa

Bonus Colonnine, il Gse aggiorna l’elenco: come scegliere la wallbox giusta

Bonus Colonnine, il Gse aggiorna l’elenco: come scegliere la wallbox giusta

Se volete accedere al Bonus Colonnine, sia con il bando 2026 sia con quello del 2027, fate attenzione al modello di wallbox che acquistate. Sono infatti ammessi alle agevolazioni solo i dispositivi inclusi nell’elenco del Gse, aggiornato il 20 ottobre. Prima di procedere all’acquisto è quindi indispensabile verificare che il modello scelto sia presente nell’elenco ufficiale.

Elenco aggiornato con i nuovi modelli

In una nota il Gse sottolinea che l’aggiornamento degli elenchi «è finalizzato esclusivamente a recepire i nuovi modelli comunicati dai costruttori e ad ampliare il numero dei dispositivi ammissibili alle agevolazioni previste dal Bonus Colonnine».

Non si tratta quindi solo di un adempimento formale, ma anche di un’opportunità per gli utenti, che possono contare su una scelta più ampia di prodotti.

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Il documento non si limita infatti a elencare marchi e modelli, ma fornisce anche alcune informazioni di base utili per orientare la scelta. Tra queste c’è la tipologia di alimentazione, che può essere monofase o trifase. La corrente alternata (AC) è la forma con cui l’energia elettrica viene distribuita attraverso le reti di bassa e media tensione (BT e MT) e può essere resa disponibile sia in versione monofase sia trifase.

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La quasi totalità delle abitazioni italiane è collegata alla rete di bassa tensione in monofase. Molti sistemi di ricarica in AC, tuttavia, sono disponibili in entrambe le configurazioni. La versione trifase consente di erogare potenze più elevate, a condizione che il veicolo sia dotato di un caricatore di bordo capace di sfruttare più fasi e che l’impianto elettrico domestico disponga della necessaria potenza contrattuale.

Colonnine dai 3,7 ai 22 kW

Un’altra informazione messa a disposizione degli utenti è la potenza massima erogabile dal dispositivo di ricarica, espressa in kW. Scorrendo l’elenco si nota una scelta molto ampia: si va dalle wallbox più piccole da 3,7 e 4,6 kW, passando per quelle da 7,4 kW, fino ad arrivare a numerosi modelli da 11 e 22 kW. Questi ultimi consentono tempi di ricarica più rapidi e possono essere adatti anche a veicoli commerciali leggeri o a utilizzi più intensivi. Naturalmente, per sfruttarne appieno le potenzialità è necessario che l’impianto disponga di un’adeguata potenza contrattuale.

Bonus colonnine

L’elenco riporta inoltre le modalità di connettività disponibili. A seconda del modello si possono trovare configurazioni con Ethernet, Wi-Fi e Sim, con Ethernet e Sim, oppure con il solo Wi-Fi. Si tratta di un’informazione importante per chi desidera monitorare e gestire la ricarica da remoto tramite app o piattaforme dedicate.

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Un altro dato utile riguarda la programmazione oraria, cioè la possibilità di impostare automaticamente la potenza assorbita in funzione delle diverse fasce tariffarie o degli orari giornalieri e settimanali. Scorrendo l’elenco emerge però che questa funzione non è disponibile su tutti i dispositivi. Per alcuni utenti, soprattutto quelli interessati a ottimizzare i consumi o a sfruttare le tariffe più convenienti, la presenza della programmazione oraria potrebbe quindi rappresentare un elemento decisivo nella scelta della wallbox.

Ci sono 70 diversi marchi tra cui scegliere

Nell’elenco dei dispositivi di ricarica idonei figurano oltre 70 marche e produttori differenti. Si è sviluppata un’ampia filiera dove accanto ai grandi nomi internazionali trovano spazio tanti piccoli operatori nazionali. Questi alcuni dei brand più conosciuti ABB, BMW AG, BTicino, ChargePoint, Eaton, Elli (Gruppo Volkswagen), Enel X, Free2Move eSolutions, Fronius, Gewiss, Growatt, Huawei, Keba, Mennekes, Scame, Schneider Electric, Silla (Prism), Sungrow, Wallbox Chargers, Zaptec e ZCS Azzurro. Ma per avere una visione più ampia qui il link dell’elenco delle apparecchiature dotate di Gestione Dinamica del Carico (GDC), c’è anche il link dei dispositivi privi della funzionalità.

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