Base aerea USA interdetta alle BYD: sicurezza dati nel mirino

Base aerea USA interdetta ai veicoli BYD: si tratta di Kadena, sull’isola giapponese di Okinawa. Il motivo: rischi per la sicurezza del personale e delle operazioni militari. Il provvedimento arriva dopo la scoperta in Norvegia di registrazioni effettuate da auto cinesi durante un’esercitazione.
Secondo la Reuters, la restrizione – già entrata in vigore – si applica a tutti i veicoli BYD. Compresi quelli utilizzati dal personale militare, dai fornitori esterni, dai taxi e dai servizi di consegna. Kadena è un’importante base aerea americana a Okinawa, uno dei principali avamposti delle forze armate statunitensi nell’area dell’Indo-Pacifico. Nonché località-simbolo della seconda guerra mondiale

Il precdente: auto a spiare un’esercitazione in Norvegia
Nonostante non siano stati resi pubblici i dettagli tecnici alla base della decisione, la scelta pare inserirsi in un contesto di crescente attenzione statunitense verso i possibili rischi legati alle tecnologie di origine cinese.
Il caso Kadena segue infatti di pochi giorni un episodio accaduto in Norvegia che ha sollevato interrogativi simili. Durante un’esercitazione militare svoltasi nell’area dell’aeroporto di Oslo, alcuni soldati hanno scoperto filmati registrati e conservati nei sistemi di bordo di vetture a noleggio.
Secondo le ricostruzioni, le registrazioni mostravano gli spostamenti dei militari, le persone che salivano e scendevano dalle auto e i percorsi seguiti. In alcuni filmati comparivano anche codici digitati per accedere a cancelli e porte di strutture militari.
Almeno due dei veicoli coinvolti erano modelli Deepal, marchio del gruppo cinese Changan. I militari hanno individuato i filmati nei sistemi delle auto e li hanno cancellati. Non è però stato possibile stabilire se le registrazioni fossero rimaste esclusivamente nella memoria dei veicoli o fossero state trasferite altrove.
Base aerea Usa a Okinawa: “Rischi per la sicurezza nazionale”
Come abbiano fatto le auto a registrare è presto detto. I veicoli moderni, soprattutto quelli elettrici, integrano telecamere, sensori, sistemi di navigazione e connessioni digitali. E si raccolgono informazioni sull’ambiente circostante e sull’utilizzo del mezzo. Queste funzioni sono fondamentali per l’assistenza alla guida e per alcuni sistemi di sicurezza, ma possono diventare una vulnerabilità quando operano in luoghi sensibili.
Dopo quanto accaduto a Oslo, le autorità militari a Kadena si sarebbero quindi cautelate. Estromettendo le auto BYD dalla base aerea definendo la loro presenza in loco “un rischio non accettabile e non mitigabile per il personale e le missioni“.
C’è però chi dice che dietro questa decisione drastica ci sia in realtà di più. Lo scorso giugno, infatti, il Pentagono ha inserito BYD, insieme ad altre società cinesi, in un elenco di aziende ritenute collegate al sostegno delle forze armate di Pechino.

Auto smart e connesse: come gestire i dati sensibili
In generale, il tema della sicurezza dei sistemi digitali legati alla diffusione di auto sempre più intelligenti e connesse rimane centrale. E non riguarda certo solo BYD o le auto elettriche cinesi nello specifico. Anche i modelli moderni europei, americani o coreani sono dotati di telecamere, microfoni e sistemi di geolocalizzazione. Il problema, semmai, è come controllare la gestione dei dati e garantire la sicurezza delle informazioni immagazzinate nei veicoli.
In Norvegia, dopo l’accaduto, le autorità militari non hanno scelto un divieto generalizzato delle auto cinesi. Hanno privilegiato misure commisurate alla sensibilità delle installazioni, che possono comprendere restrizioni potenzialmente applicabili a tutti i veicoli provvisti di sensori.
LEGGI anche: “BYD ordina altre 10 navi per esportare oltre 130.000 vetture” / VIDEO:
Articolo Precedente
Quanto dura un'elettrica? Angelo ha venduto la sua i-MiEV del 2011, dopo 15 anni e 149mila km
Articolo Successivo
Distributori idrogeno no grazie: c’è chi rinuncia ai milioni PNRR