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Agricoltura più elettrica e digitale? Ci sono 165 milioni, ma non sono sufficienti

Agricoltura più elettrica e digitale? Ci sono 165 milioni, ma non sono sufficienti

Agricoltura in crisi per il cambiamento climatico: una parte della risposta arriva dalle tecnologie digitali, soprattutto quando sono alimentate da motori elettrici. L’urgenza di adattarsi a condizioni meteorologiche sempre più estreme, con le ondate di calore dell’ultima estate che hanno ridotto le rese e fatto impennare i prezzi, ha accelerato gli investimenti in innovazione e agricoltura di precisione. Risorse per 165 milioni nella Legge di Bilancio sono destinate all’acquisto di droni, sensori e macchine agricole 4.0. I droni sono interamente elettrici, ma anche nel settore della robotica e della meccanizzazione stanno emergendo sempre più dispositivi elettrici o elettrificati. Alcuni sono già operativi nei campi, come i robot di Field Robotics, premiati ai Vaielettrico Awards.

Un settore in crisi per il cambiamento climatico

L’ortofrutta costa sempre di più e una delle cause principali è l’impatto crescente degli eventi climatici estremi. Dai pomodori che in alcuni casi superano i 10 euro al chilo all’impennata del prezzo delle patate, fino al calo delle rese del riso, una coltura particolarmente dipendente dalla disponibilità di acqua. Le ondate di calore hanno sconvolto la programmazione di alcune colture, riducendo la produttività e aumentando i costi legati all’irrigazione.

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A questo si aggiungono il caro gasolio e le difficoltà logistiche che, con il blocco dei tir, hanno evidenziato quanto la filiera agroalimentare sia ancora dipendente dai combustibili fossili. Temperature superiori ai 40 gradi per settimane hanno inoltre fatto lievitare i costi della manodopera e della gestione aziendale. Un insieme di fattori che contribuisce ad alimentare l’inflazione dei prezzi alimentari, che ha superato il 5%.

Per contenere i costi e mitigare gli effetti del cambiamento climatico entrano in gioco le tecnologie digitali come i droni. Questi dispositivi, alimentati a batteria, consentono di monitorare lo stato delle colture, individuare tempestivamente problemi e ottimizzare l’impiego di acqua e fitofarmaci. È il principio dell’agricoltura di precisione: intervenire solo dove e quando serve, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza produttiva. Gli stessi strumenti permettono inoltre di prevedere e affrontare con maggiore rapidità eventi critici come le gelate, che ogni anno provocano danni significativi alle produzioni.

La competitività dell’elettrificazione grazie alle rinnovabili

In questo contesto, l’elettrificazione rappresenta un elemento di competitività. Dall’irrigazione alle macchine agricole, l’utilizzo dell’energia elettrica può contribuire a ridurre i costi operativi, soprattutto se prodotta da fonti rinnovabili. Già oggi il 47% delle aziende agricole, dati di un report RSE, produce in proprio una parte dell’energia necessaria alle attività aziendali grazie soprattutto agli investimenti nel fotovoltaico.

Cambiamento

Una tendenza sostenuta anche dagli oltre 2 miliardi di euro destinati alla misura Parco Agrisolare, che ha finanziato l’installazione di pannelli solari sui tetti delle strutture agricole. Un percorso che oggi si rafforza ulteriormente con l’entrata in funzione degli impianti agrivoltaici, progettati per integrare produzione agricola ed energetica sullo stesso terreno, aumentando l’autonomia energetica delle aziende e riducendo la dipendenza dalle fonti fossili.

Ma i 165 milioni del Governo sono insufficienti

Nello schema della Legge di Bilancio sono previsti 160 milioni di credito d’imposta per gli investimenti in Agricoltura 4.0. Brinda il ministro Francesco Lollobrigida: «L’impegno per l’innovazione del settore si rafforza con lo stanziamento di 160 milioni per la misura Agricoltura 4.0, prorogando fino al 2029 l’operatività del credito d’imposta. Si potranno così finanziare strumenti come trattori e macchine agricole ad alto contenuto tecnologico, attrezzature per l’agricoltura di precisione e sistemi digitali di monitoraggio delle colture e dei processi produttivi».

Cambiamento

Peccato non aver citato anche l’elemento elettrico di alcune di queste tecnologie. E i soldi non bastano. Lo dicono i rappresentati degli operatori come Federacma: «La soddisfazione c’è, ma è solo parziale», spiega Andrea Borio, presidente della federazione di Confcommercio che rappresenta le associazioni nazionali dei servizi e del commercio di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.

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Più nel dettaglio: «Le risorse annunciate rischiano di essere insufficienti a recuperare il terreno perduto e a garantire una ripresa duratura di un comparto in forte difficoltà, con ricadute sui bilanci delle imprese e sull’occupazione. I 160 milioni rappresentano una risposta ancora limitata per un settore che deve recuperare quasi un intero anno di fatturato». Oltre il dato ecologico, il supporto alla decarbonizzazione, i soldi pubblici sono una leva per gli investimenti privati: secondo Borio, ipotizzando un credito d’imposta pari al 40%, i 160 milioni stanziati potrebbero generare circa 400 milioni di investimenti.

LEGGI anche: Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo e guarda il VIDEO

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