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Emergency Drive Away Tesla usato per capriccio? Succede, ma…

Emergency Drive Away Tesla usato per capriccio? Succede, ma…

Emergency Drive Away introdotta da Tesla per consentire di fuggire rapidamente da una situazione di pericolo durante la ricarica sta diventando un’attrazione proibita per alcuni automobilisti americani. Il dispositivo permette di scollegare l’auto da un Supercharger senza scendere dall’abitacolo. Ancha a costo di strappare fisicamente il connettore. Ma qualcuno ha pensato di provarla senza trovarsi in una situazione di emergenza, provocando danni alle infrastrutture.

Emergency Drive Away, come funziona la “fuga” dai Supercharger

La funzione è stata introdotta negli Stati Uniti, a seguito di una sparatoria mortale avvenuta a Twin Falls. Quando un uomo armato aveva preso di mira alcune Tesla in ricarica presso una stazione Supercharger.

L’aggiornamento software permette a chi si trova in una situazione di pericolo imminente di allontanarsi senza dover uscire dall’auto per scollegare il cavo di ricarica. La procedura prevede di inserire la marcia avanti, mantenere premuto il pedale del freno e selezionare il comando Activate visualizzato sul touchscreen. A quel punto il veicolo può partire anche con il connettore ancora inserito nella presa di ricarica. Il collegamento viene interrotto fisicamente, consentendo al conducente di allontanarsi rapidamente dalla colonnina.

Si tratta di una soluzione concepita come misura di sicurezza da utilizzare esclusivamente in situazioni estreme. Tesla avverte infatti che l’attivazione comporta possibili danni sia al veicolo sia all’infrastruttura di ricarica.

Il richiamo del “pulsante rosso”

Riprendendo diverse testimonianze pubblicate su Reddit, pare però che alcuni americani abbiano deciso di sperimentare la funzione senza che ci fosse alcuna minaccia. In diversi casi l’operazione non ha prodotto lo spostamento dell’auto, ma almeno un automobilista sarebbe effettivamente partito con il cavo ancora collegato. Strappandolo dalla colonnina e lasciando il punto di ricarica fuori servizio.

Il nocciolo della questione, al di là che si tratti di un test o di una stupida bravata, riguarda soprattutto i danni provocati al sistema di connessione dei Supercharger. Per evitare che la forza esercitata dal veicolo possa rovesciare la struttura di ricarica, che pesa diverse centinaia di chilogrammi, infatti, il connettore è dotato di un elemento progettato per rompersi sotto sollecitazione. Funzionando come una sorta di fusibile meccanico.

In questo modo il cavo si separa dalla colonnina, limitando i danni alla struttura principale. Il prezzo da pagare, però, è l’indisponibilità immediata del punto di ricarica, che dovrà essere ripristinato da un tecnico.

Emergency Drive Away: danni e…fatture salate da pagare!

Le conseguenze non riguardano poi soltanto il Supercharger. L’attivazione della procedura può danneggiare anche la presa di ricarica dell’automobile. Inoltre, una volta confermato il comando sul touchscreen, il sistema registra l’attivazione della modalità di emergenza e visualizza un messaggio di errore permanente.

Per ragioni legate alla sicurezza dell’impianto ad alta tensione, l’auto deve quindi essere portata fisicamente in assistenza, dove viene verificata l’integrità della presa e cancellato il difetto attraverso appositi strumenti diagnostici.

Questo significa che anche chi attiva la funzione per semplice curiosità, senza provocare la rottura del cavo o lo spostamento dell’auto, può ritrovarsi costretto a prenotare un intervento in officina. Che, a detta dei diretti interessati, può costare anche diverse centinaia di euro.

Ben più pesanti possono essere i costi dei danni all’infrastruttura: secondo le informazioni riportate, la riparazione di una postazione Supercharger danneggiata dalla procedura può arrivare a costare anche 25.000 dollari.

A questo si aggiunge l’indisponibilità per un periodo della colonnina danneggiata, aspetto tutt’altro che secondario per una rete di ricarica utilizzata quotidianamente da numerosi automobilisti.

– Leggi anche: Mercedes vende a Electra la sua rete di ricarica

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